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Mamme

Come togliere il ciuccio

Scritto da Irene Lodi Rizzini

Grande consolatore di bimbi (e genitori), il ciuccio va scoraggiato oltre i 2 anni di età. Ecco alcuni consigli e libri da cui prendere spunto.

Nei neonati e nei bimbi piccoli la suzione non ha una funzione esclusivamente nutritiva (legata a ciucciare il latte dal seno materno o dal biberon), ma serve anche a soddisfare alcuni bisogni di tipo affettivo e ha un ruolo significativo nel superare i primi stress a cui i piccoli sono sottoposti.

Ecco perché il ciuccio o succhietto diventa spesso un alleato fedele che rassicura bimbi e genitori: serve a confortare e consolare e si conferma in molti casi uno strumento efficace per calmare i piccoli.

I danni del ciuccio

Tuttavia, è bene che la suzione non nutritiva non si protragga a lungo. Può infatti causare una serie di problemi, quali:

  • otite e otite media
  • deformazioni del palato
  • malocclusioni e difetti di posizione dei denti
  • malfunzionamento della lingua e dei muscoli della bocca
  • difetti di pronuncia
  • alterazioni del sonno come apnee ostruttive notturne
  • respirazione orale
  • disarmonia del viso.

Inoltre, durante i primi due anni di vita, per i bambini “portare alla bocca” significa anche “conoscere il mondo“. Se la bocca è sempre impegnata dal ciuccio, il bimbo avrà meno occasioni di fare esperienze utili alla sua crescita cognitiva e sensoriale.

Consigli per togliere il ciuccio

Mano a mano che i bambini crescono, il loro bisogno di succhiare si attenua spontaneamente, ma è bene scoraggiare l’uso del ciuccio oltre i 2 anni per evitare i danni possibili. Ecco alcune accortezze e proposte per aiutare i piccoli ad abbandonare il ciuccio.

Preparare il distacco

Il momento di dire addio al ciuccio va preparato con cura e in anticipo: si tratta di un passaggio importante per i bimbi e potrà richiedere tempo e pazienza da parte di tutti coloro che sono coinvolti nelle cure del bambino. Decidi e condividi con familiari e babysitter quando smettere di usare il ciuccio, sarà più semplice anche per i piccoli staccarsi dal succhietto se troveranno un atteggiamento coerente e condiviso da parte di tutti.

Scegliere il momento giusto

Per affrontare questo distacco è bene scegliere un momento in cui il bambino non sia chiamato a sostenere altri cambiamenti significativi come ad esempio l’inserimento all’asilo, l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, il passaggio al vasino o un trasloco. Per la sua funzione consolatoria e rassicurante, il ciuccio ha infatti un ruolo importante nel rispondere ai bisogni dei piccoli. Sarà preferibile quindi non sottoporre i bimbi a un eccessivo carico di stress dedicando tempi specifici ad ogni passaggio importante per la loro crescita.

Smettere in modo graduale

C’è chi sceglie di far sparire ciucci e succhietti da un momento all’altro adottando un atteggiamento irremovibile per trattare con una “terapia d’urto” quella che per tanti bambini è simile a una “dipendenza”. Ma il distacco dal ciuccio può essere graduale, mirando a limitarne l’uso nell’arco della giornata: inizia a farne a meno in ogni occasione che puoi e riservalo solo al momento del pisolino e della nanna, poi solo per la sera.

Dare fiducia

Evita di esprimere commenti ed emozioni negative al tuo bambino quando chiede il ciuccio. Se mostri invece comprensione per i suoi bisogni senza criticarlo per il suo atteggiamento, gli darai modo di sviluppare nuove risorse e smetterà da solo di cercare il ciuccio. L’importante è avere fiducia nei piccoli, lasciando loro il tempo necessario per cercare di risolvere le nuove difficoltà che gli si presentano davanti, senza anticiparli o sostituirsi a loro.

Usare la fantasia

Invece di chiedere direttamente al tuo bimbo di smettere di usare il ciuccio, prova a proporre storie e giochi di finzione: attraverso la fantasia gli puoi insegnare a immedesimarsi in altre figure per scegliere di imitarle. In questo modo lo aiuterai e lo porterai ad adottare comportamenti e decisioni che sentirà più sue, senza viverle come imposizioni da parte degli adulti.

Libri su come togliere il ciuccio

Accompagnare i bimbi a rinunciare al ciuccio richiede certamente pazienza; ricordati di gratificarli per i piccoli passi che compiono e di esprimergli il tuo supporto in questo percorso di consapevolezza e crescita. Se cerchi ulteriore aiuto prova a cercare spunto tra questi libri che affrontano l’argomento.

Togliamo il ciuccio, Paola Perrone, The Bridge Publishing.

Una guida teorico-pratica per i genitori ad opera della logopedista e vocologa Paola Perrone con sei storie illustrate per i bambini.

Il ciuccio di Nina, Christine Naumann-Villemin, Editrice Il Castoro.

Per tutti i bimbi che non vogliono assolutamente separarsi dal loro ciuccio, una storia illustrata con grande espressività che mostra come i piccoli sono in grado di compiere decisioni importanti e superare le loro paure.

Capitan ciuccio, Valentina Rizzi, Bibliolibrò.

Capitan Ciuccio è sempre a caccia di ciucci preziosi, tesori di cui è molto geloso! Col ciuccio sempre in bocca impartisce ordini alla sua ciurma di pirati, ma non si capisce molto quando parla… e infatti finirà nei guai proprio per questo.

Voglio il mio ciuccio, Tony Ross, Lapis Edizioni.

Storia di una Principessina attaccatissima al suo ciuccio. Ogni volta che qualcuno glielo nasconde lei riesce sempre a ritrovarlo; eppure, alla fine, forse il ciuccio non le servirà più.

Lupetto vuole il ciuccio, Orianne Lallemand, Eléonore Thuillier, Gribaudo.

Lupetto vorrebbe tenere sempre il ciuccio come la sorellina, ma mamma e papà gli spiegano che lei è ancora piccola, mentre lui è diventato ormai grande. Come andrà a finire?

Uno, due, tre, starò bene senza te!, Simona Masnieri – Independently published.

Una storia semplice (come le illustrazioni dell’albo) scritta da una psicologa e psicoterapeuta per la sua nipotina, utile ad aiutare i bambini a sostituire l’abitudine del ciuccio con nuove routine.

Sull'Autore

Irene Lodi Rizzini

Coordinatrice della redazione di Junglam, esperta di moda e laureata in letteratura, collabora con Junglam fin dagli esordi, proseguendo l’esperienza di editing e coordinamento in redazione maturata in molteplici anni di lavoro sul web.

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