fbpx
Lifestyle

Il Rubell Museum di Miami: storia, arte e visione

Scritto da Patrizia Saolini

Il Rubell Museum ha preso forma dall’amore per l’arte e dalla visione dei coniugi Donald e Mera Rubell ed è una delle più importanti istituzioni artistiche di Miami. E non solo.

Il Rubell Museum di Miami è nato dall’amore per l’arte di una coppia di collezionisti appassionati e visionari, che con tenacia e lungimiranza hanno costruito uno straordinario patrimonio di opere contemporanee.

La mirabile attività di scouting e acquisizione portata avanti da Donald (detto “Don”) e Mera Rubell ha preso forma nel 1993 nella Rubell Family Collection, che nel 2019 è diventata Rubell Museum. Il cambio di nome è arrivato insieme a un ampliamento e un potenziamento dell’istituzione e l’esposizione – inizialmente ospitata in un ex edificio della Drug Enforcement Agency a Wynwood – è stata spostata ad Allapattah, in una location ricavata da sei fabbricati industriali collegati tra loro.

Il progetto è stato curato dallo studio di fama mondiale Selledorf Architects e ha dato un importante contributo al processo di riqualificazione e rilancio che sta trasformando il quartiere in un nuovo Wynwood.

La visione e l’opera di Don e Mera Rubell

Don e Mera Rubell hanno iniziato a collezionare opere d’arte nel 1964. Le prime acquisizioni sono state il frutto di un attento lavoro di ricerca e un oculato risparmio. Don studiava alla Facoltà di Medicina e i fondi provenivano da un “accantonamento mensile” dello stipendio che Mera percepiva come insegnante.

La svolta nell’attività di collezionismo di marito e moglie ha coinciso con un tragico evento: la morte del fratello di Don. Steve Rubell – socio fondatore e proprietario del leggendario Studio 54 – si è spento nel 1989 a causa dell’Aids e ha lasciato in eredità al fratello e a Mera una vera e propria fortuna.

La coppia ha utilizzato la nuova forza economica per incrementare l’attività di scouting e acquisizione, che ha portato alla nascita della Rubell Family Collection e poi del Rubell Museum.

Le caratteristiche peculiari del lavoro di Don e Mera sono un “approccio intensivo” – con più contatti e incontri con pittori, scultori e creativi nel corso di mesi e anni – e l’attenzione verso artisti emergenti e appartenenti al mondo afroamericano, latino-americano e asiatico.

La coppia, inoltre, ha avuto un ruolo chiave nel portare Art Basel a Miami e nell’avviare la trasformazione della città in uno dei luoghi più importanti dell’arte moderna e contemporanea a livello globale.

Il Rubell Museum a Miami: gli artisti e le mostre

La trasformazione da Rubell Family Collection in Rubell Museum e lo spostamento nella nuova sede di Allapattah sono state realizzate nell’ottica di “enfatizzare la missione pubblica” e ampliare l’offerta e la platea della “creatura” di Don e Mera.

All’atto pratico, questo significa una struttura organizzata in 36 gallerie, all’interno delle quali sono ospitati più di mille artisti e oltre 7mila opere. La location è completata da uno spazio multifunzionale, una biblioteca e una libreria.

Nello straordinario patrimonio del Rubell Museum si trovano lavori di artisti di fama mondiale come Jean-Michel Basquiat, George Condo, Keith Haring, Damien Hirst, Jeff Koons, Barbara Kruger, Yayoi Kusama e Takashi Murakami (per citarne alcuni). A questi nomi di primissimo piano si aggiungono quelli di nuovi talenti e artisti emergenti.

In particolare, l’istituzione di Don e Mera Rubell è famosa per un artist residency program che è riconosciuto come uno dei più prestigiosi del paese. Il progetto – avviato nel 2011 – ha patrocinato talenti quali Otis Kwame Kye Quaicoe e Kennedy Yanko (2021), Genesis Tremaine (2020), Amoako Boafo (2019), Jonathan Lyndon Chase (2018), Alison Zuckerman (2017), Cy Gavin (2016), Lucy Dodd (2014), Oscar Murillo (2012) e Sterling Ruby (2011). L’ultimo artista ospite del programma è il franco-senegalese Alexandre Diop, che utilizza oggetti di scarto per creare opere che spingono a interrogarsi e riflettere su questioni sociopolitiche, culturali e di genere.

La straordinaria collezione del Rubell Museum è stata altresì il motore e l’epicentro di oltre 50 mostre negli ultimi tre decenni, interamente realizzate con il patrimonio di installazioni e di opere pittoriche, musive, fotografiche e video del museo.

Il Rubell Museum a Washington

Lo straordinario successo del Rubell Museum di Miami ha dato origine a una seconda sede nella capitale. Il Rubell Museum di Washington ha aperto i battenti nel 2022 ed è ospitato all’interno dell’edificio storico della Randall Junior High School, che è stato ristrutturato dal celebre studio Beyer Blinder Belle.

La sede nella capitale – che si estende su una superficie di circa 3mila metri quadrati – è diretta da Caitlin Berry, ex responsabile della Marymount University’s Cody Gallery of Art, ed è a ingresso libero per gli abitanti di Washington.

Photo cover credits: Chi Lam

Photo text credits: Tesfaye Urgessa_Let Go Of Your Claim on Me courtesy Rubell Museum Miami, Sculptures by Patricia Ayres credits Chi Lam, Alexandre Diop_Mondo Carne courtesy courtesy Rubell Museum Miami

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor e corrispondente estera di JunGlam.com. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty e lifestyle. Giornalista, Chief Happiness Officer e Life Coach con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur. É autrice di quattro libri sul retail coaching e l'ideatrice del marchio Retail Coach®. Per Junglam segue le maggiori fashion week internazionali e gli eventi lifestyle in Italia e all'estero, oltre che dedicarsi alla rubrica di Life Coach.