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Tutto quello che c’è da sapere sul sexting

Scritto da Redazione

Cos’è e come si fa il sexting? Ecco quali sono le cose da sapere sulla pratica di condivisione hot tramite smartphone e internet.

Se quando sentite il termine sexting vi tornano alla mente altri inglesismi di recente conio come ghosting, orbiting e mosting, non siete sulla cattiva strada. Stiamo parlando in tutti i casi di pratiche che riguardano le relazioni del terzo millennio – e le loro annesse derive sentimentali e sessuali…

Cos’è il sexting, tra parole, foto e vocali

Come si può facilmente capire, il sexting ha a che fare con il sesso: il termine nasce dalla fusione di due parole inglesi, sex e texting (messaggiare, inviare messaggi di testo) e indica l’invio di contenuti sessualmente espliciti, siano essi testuali o fotografici, attraverso l’uso di smartphone o internet adoperando social media, applicazioni, e-mail, siti web.

Si tratta di un neologismo in auge a partire dal 2012, ma utilizzato per la prima volta già 7 anni prima, nel 2005, all’interno di un articolo dell’australiano Sunday Telegraph Magazine per parlare di una nuova tendenza nata tra partner – e non solo…

Come fare sexting: io, tu e il 4G

Per fare sexting occorre almeno essere in due, ma non si tratta certo di una prerogativa esclusiva della coppia. In una società in cui gli individui hanno fatto della propria sfera privata un motivo di costante condivisione, l’invio di messaggi, foto e video a sfondo sessuale diventa presto oggetto di scambio anche tra individui esterni alla coppia.

Photo: Wikimedia, Uffizi Gallery [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)]

Non è raro che i soggetti coinvolti nel sexting non intrattengano ancora una relazione tra di loro: per questo motivo il partecipante maggiormente interessato a instaurare un rapporto dà il via alla catena di messaggi hot e immagini di nudo o semi-nudo che, nelle sue intenzioni, servono a far breccia nell’altro.

Si può iniziare a fare sexting semplicemente utilizzando un contatto telefonico al quale inviare messaggi di testo e vocali, foto e video, oppure partendo da uno dei numerosi siti web per incontri come Meetic, Pin-Flirts o iDates. Spesso, infatti, sono questi siti e le app di incontri che forniscono il pretesto iniziale per entrare nel vivo del sexting vero e proprio.

Anche l’impiego di una webcam diventa elemento incisivo per fare sexting: gli utenti connessi possono iniziare a scambiarsi immagini e video in tempo reale e, a volte, anche in maniera casuale.

Tuttavia è bene non essere ingenui e assumere responsabilmente la consapevolezza che, anche se i messaggi vengono condivisi entro una ristretta cerchia di persone, è sempre possibile che i materiali di scambio finiscano nelle mani sbagliate, causando seri problemi ai soggetti coinvolti o ritratti nelle immagini.

Le migliori app per il sexting

Chi decide di fare sexting generalmente si preoccupa di mantenere una certa privacy. Per questo motivo, oltre alle più famose app per incontri come Lovoo o Grindr, esistono applicazioni criptate in grado di rendere i messaggi illeggibili a chiunque non abbia l’abilitazione per farlo o addirittura di cancellarli ogni volta che la comunicazione viene interrotta.

Photo by Rob Hampson on Unsplash

Una di queste è Dust, una app che “polverizza” i messaggi inviati dopo 24 ore dal loro invio e che offre anche l’opzione di rendere la cancellazione automatizzata immediatamente dopo aver spedito il contenuto.

Con Wickr, una app di messaggistica istantanea, è possibile inviare anche messaggi vocali senza alcun tipo di interferenza al numero interessato. Dettaglio particolare: è presente un timer che segnala il tempo di autodistruzione per ogni messaggio, da un minimo di 3 secondi a un massimo di 6 giorni.

Per essere certi di tutelare la propria privacy con persone incontrate occasionalmente o con sconosciuti veri e propri, l’app Confide dispone di una funzione “screenshot blurring” capace di rendere illeggibili le immagini inviate.

Perché fare sexting

Il fenomeno del sexting sembra molto diffuso soprattutto tra i giovani occidentali che lo vivono un po’ come una moda, un po’ come uno strumento di evasione. Inoltre fare sexting può essere considerato vantaggioso al fine di valutare un possibile partner ed evitare in anticipo incontri che di persona potrebbero rivelarsi deludenti.

Per quanto la legge italiana condanni come reato il possesso e la produzione di materiale a sfondo sessuale che coinvolga minori di 18 anni, il sexting non sembra essere percepito come qualcosa di pericoloso.

La condivisione di video, foto e messaggi erotici sembra più una modalità di relazione alternativa o sostitutiva che non vuole sollevare problemi, ma piuttosto fornire uno strumento di evasione, facendo leva sul potere della rete, in grado di far vivere un’esperienza privata entro una sfera di condivisione con uno o più partecipanti.

Proprio qui sta il gran rischio che anche questa pratica porta con sé. Nelle cronache nostrane non è raro leggere o sentire di personaggi più o meno celebri che sono finiti nei guai per foto o video “piccanti” pubblicati magari anche a scopo privato, ma pur sempre pubblicati… Solo per citare un esempio, rimandiamo al caso di Bella Thorne vittima di un hacker. La responsabilità e l’intelligenza di utilizzare la rete – ça va sans dire – resterà sempre prerogativa personale.

Cover photo by bruce mars from Pexels

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