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JunGlam incontra Julian Schnabel ad Art Basel 2014

Scritto da Redazione

Se non sai chi sei non potrai essere un’artista di grande successo: il significato dell’arte sta nell’identità di chi la crea.” Parola del pittore, regista e sceneggiatore americano Julian Schnabel che ad Art Basel 2014 si conferma essere uno degli esponenti più significativi del panorama artistico internazionale. Schnabel è venuto in Florida da New York non solo per presentare la sua nuova mostra allestita al MOAFL, il Museum of Art di Fort Lauderdale, dove affianca due grandi nomi dei primi del ‘900 quali il francese Picabia e il danese Willumsen, ma anche per presentare il suo nuovo libro Draw a family (Karma) che noi di JunGlam.com abbiamo avuto il privilegio di ricevere autografato.

In Italia forse è più conosciuto come regista che come pittore, suo infatti il famoso film Basquiat (1996) e i pluripremiati Prima che sia notte (2000, Leone d’argento-Gran Premio della giuria a Venezia), Lo scafandro e la farfalla (2007, premiato a Cannes come Miglior regia e nominato agli Oscar) e Miral (2011), anche quest’ultimo presentato alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia.

In America, invece, insieme all’estro cinematografico spicca prorompente anche il suo gusto figurativo rappresentato egregiamente nelle gigantesche tele esposte sulle enormi pareti del suo palazzo/studio newyorkese.
Ed è proprio sulla grandiosa spazialità della struttura del MOAFL di Fort Lauderdale, requisito necessario per ospitare i suoi lavori, che Schnabel dibatte nel Salone di Art Basel, sottolineando come lo spazio sia l’elemento imprescindibile per esprimersi in prima persona.
A proposito di espressione personale, guardandolo da vicino non posso non notare i dettagli dell’inconfondibile stile décontracté che lo contraddistingue: il pigiama verde col rivetto rosso (firmato dalla sua ex moglie Olatz Schnabel) la fa da padrone e anche le sneakers slacciate e sporche di inchiostro e pittura come da copione, sembrano svelare tutto del suo talento da saggio ammaliatore. Essere libero di dare il meglio di sé visivamente, sia nei quadri che sul grande schermo, porta Schnabel a raccontarsi anche nelle pagine del nuovo libro, dove esprime appieno la sua trasparente genialità.
Attraverso l’essere se stesso, senza compromessi né rivalità, aumenta il valore della sua arte globale, che continua ad educare e stupire i fan grazie alla profonda umanità.

La mostra “Caffè Dolly: Picabia, Schnabel, Willumsen” è al MOAFL di Fort Lauderdale fino al primo febbraio 2015.

Da Miami, Patrizia Saolini
Twitter: MyRetailCoach

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