fbpx
Lifestyle

Le 3 lezioni da imparare dai guru dei fake follower

Scritto da Benedetto Motisi

Cosa si può trarre dalla storia dell'”imprenditore digitale” beccato a vendere utenti BOT?

Una delle notizie che sta tenendo banco in questi primi giorni d’estate è lo smascheramento di un famigerato guru dell'”imprenditoria” digitale a opera di un noto programma televisivo, che aumentava in modo ipertrofico i follower dei propri clienti utilizzando bot e utenti falsi.

Uno di quelli che appartiene alla stessa risma dei personaggi e personaggetti che, specie in questo periodo di ripresa post-epidemia, affollano gli annunci pubblicitari sui vari social network proponendo fantomatici sistemoni per sbarcare il lunario in un momento storico che si preannuncia epocale per l’economia.

Strappare il velo di Maya su questa realtà in un media massivo e orizzontale come la televisione può rappresentare una rara occasione per fare divulgazione, sebbene è obbligatorio citare colleghi come Germano Milite che da anni svolgono un vero e proprio servizio pubblico contro i “fuffaroli”.

Parlando della storiaccia del guru beccato con le mani nel sacco con alcuni studenti, ho scommesso con loro che se avessero azzeccato 2 su 3 delle lezioni da imparare a riguardo, gli avrei offerto una birra.

Sottolineo che non esiste alcuna morale finale, le favole le lascio al personaggio di cui sopra che è riuscito a spillare 300.000 € a un avvocato evidentemente affamato di popolarità (in tutto il servizio si nota una sorta di ricerca della riprova sociale degli agenti coinvolti, in un’orgia hipster visiva che neanche in uno Starbucks).

Le lezioni che personalmente ne ho tratto partono da un concetto di pensiero laterale, per non dire deviato. Azzeccate? Nel qual caso, devo una birra a chi l’ha fatto.

Le 3 cose (non belle) che ho imparato dal “Prescelto” degli utenti BOT

  1. In ogni caso la maggior parte degli utenti è uno “sfollato digitale” e vedendo il servizio farà gola comprare follower per bullarsi con gli amici dei numeri raggiunti.
  2. L’avvocato malcapitato, una volta scoperto l’inghippo, ha continuato a dimostrare una certa ingenuità in quanto avrebbe potuto starsene zitto e ottenere di più emulando il suo guru.
  3. Per quanto sia nella natura – e parte della fortuna – di questi personaggi, se si lavora nel Lato Oscuro non bisogna superare una certa linea. Perché più si è in mostra in modo sguaiato, più si rischia di essere colpiti. Continuando con l’analogia, tutti i veri Sith o portano una maschera o hanno la faccia dipinta, non mostrano mai apertamente il loro volto.

Spero che tanto cinismo misto a boutade accenda un campanello di allarme su certe dinamiche online. Altrimenti chi ha un ruolo nella comunicazione, più che un watchdog si riduce a essere un mero pincher toy carino quanto costoso.

E se si ha un prezzo, l’unica domanda che vale è “quanto?” Ma questa è un’altra storia.

Cover photo: Tracy Le Blanc on Pexels

Sull'Autore

Benedetto Motisi

Giornalista e Docente.
Attivo in Italia ed Est Europa, ha lavorato nelle redazioni di Radio Radicale e di Gruppo HTML (oggi Triboo Media).
Ha tenuto e tiene docenze per Politecnico di Milano, Unicattolica, Upter, Regione Lazio, Provincia Autonoma di Trento, CGIL Lombardia, LUISS Enlabs, Henley Business School, Camera dei Deputati.
Insegna nei Master di Web Communication e Visual & Marketing Design in REA Academy.
Ha pubblicato “Interceptor Marketing” con Flaccovio Editore e contribuito a “Le nuove professioni digitali” per Hoepli.
Ricopre il ruolo di Top Influencer per SEMrush, la marketing suite più utilizzata ed è il Direttore Responsabile di Junglam.

Lascia un commento