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Lifestyle

Cosa significa Triggerare

Scritto da Sara Areni

Il termine “Triggerare” ad oggi è utilizzato in diversi contesti ma generalmente si riferisce ad un avvenimento scatenante una risposta emotiva o fisica molto forte. Il termine deriva dal sostantivo inglese “Trigger” che significa letteralmente ‘grilletto/innesco’.

Negli ultimi anni, a partire da circa il 2016, il termine “Triggerare” ha acquisito però un nuovo significato rispetto a quello originale, ritrovato principalmente nel web ma soprattutto, nell’utilizzo e nella realizzazione dei meme: oggi “Triggerare” significa principalmente “far arrabbiare” o “far scattare una reazione di rabbia”.

Più nello specifico si dice che chi viene fatto arrabbiare in modo volontario è stato “triggerato”, chi invece fa scattare la provocazione “triggera”.

La parola si è nel tempo sempre più diffusa, tanto da guadagnare un posto nell’Accademia della Crusca all’interno della categoria “parole nuove”. Molti sono i meme che hanno contribuito alla diffusione della parola che è ormai parte del linguaggio comune di questa generazione.

Il termine Trigger in psicologia

In psicologia il termine è utilizzato molto spesso per descrivere un evento traumatico o un ricordo molto doloroso e forte  che può avere un impatto significativo sulla salute mentale della persona.

Ma vediamo ancora meglio.

Quando un individuo vive eventi traumatici (perdita di una persona cara, abuso sessuale, violenza fisica..) può sviluppare un disturbo da stress post-traumatico (PTSD), una condizione clinica caratterizzata da sintomi come depressione, incubi, ansie e flashbacks.

Nelle persone con PTSD il termine “trigger” si riferisce a qualcosa che ricorda loro l’evento traumatico scatenando una risposta emotiva molto forte.

Un “trigger” può essere qualsiasi cosa, come un odore, una parola, un oggetto, un luogo, un ricordo che riporta un individuo indietro ad un evento traumatico molto importante.

Per esempio, una persona che ha avuto un incidente d’auto in passato, potrebbe essere “triggerato” dal suono di un clacson o da auto simile a quella coinvolta nel suo incidente.

Le persone possono anche essere però triggerati da qualcosa che non ha nulla a che fare con l’evento traumatico originale ma che però richiama comunque l’emozione associata.

Per esempio, un soldato che ha vissuto in passato un combattimento, può essere “triggerato” dal suono provocato dai fuochi d’artificio.

Il processo di riconoscimento e gestione dei propri trigger è una parte molto importante del trattamento per i disturbi mentali, soprattutto per chi soffre di disturbi d’ansia o post-traumatici.

Per quanto riguarda il trattamento di PTSD e quindi di eventi traumatici, ci sono diverse tecniche di terapia come la terapia comportamentale cognitiva, terapia di rielaborazione narrativa, terapia di elaborazione emotiva.

Il termine Trigger in altri contesti

In altri contesti invece il termine “Trigger” può essere utilizzato per descrivere una risposta emotiva o fisica innescata da un’esperienza o da una stimolazione specifica.

Per esempio, una persona con una fobia può essere “triggerata” dal momento in cui vede un determinato animale, scatenando una risposta di grande paura.

In un contesto invece sociale o politico il termine può essere utilizzato per descrivere un’azione o un’affermazione in grado di provocare una forte reazione emotiva da parte di un gruppo o una comunità.

Sull'Autore

Sara Areni

Junior Social Media Manager e Copywriter.
Continua a studiare Social-media marketing e Web Marketing.