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Atleti esempio di stile: abiti e accessori che hanno fatto la storia

Scritto da Redazione

Lo sport negli anni ha cambiato abito grazie ad atleti e sportivi che hanno giocato con le regole del dress code trasformando le loro divise con accessori e look insoliti, diventando vere e proprie icone di stile. Ecco alcuni esempi memorabili.

Quando lo sport incontra la moda c’è da restare stupefatti da quello che può succedere. Certo, fino a qualche decennio fa lo sport era roba seria. Prendete il tennis ad esempio. Uno sport in cui l’abbigliamento è deciso a tavolino e il dress code sia femminile che maschile è stabilito secondo rigidi criteri.
Lo stesso vale per tanti altri sport, fino a quando si è verificata una rivoluzione copernicana e tutto d’un tratto ci siamo accorti che sportivi e sportive potevano davvero diventare icone di stile.

Certo, a favorire questo cambiamento hanno contribuito i vari sponsor, ma soprattutto è stata la volontà individuale di alcuni campioni che hanno voluto trasgredire per dare un’immagine nuova di sé che ha saputo promuovere nuove tendenze e nuovi stili.

Prendiamo Andre Agassi ad esempio, e lo sport in cui ha eccelso, il tennis. Come abbiamo detto, dress code rigido, e non poteva essere che il ribelle della racchetta a rompere gli schemi. Lui ci ha dato giù di brutto, per quanto era possibile, dando avvio a una rivoluzione grunge che solo un campione del suo calibro avrebbe potuto permettersi senza apparire ridicolo. Sì, perché in fondo non è solo questione di avere le idee giuste in fatto di stile. Se non sei un campione non ti si fila nessuno e anzi, corri il rischio di apparire ridicolo. Sia per le tue capacità individuali che per quello che indossi, cose che in ultima analisi si sommano con risultati disastrosi in entrambi i campi.

Agassi, dicevamo. Capello lungo castano che lo faceva assomigliare a Brian Adams. Magliette colorate con spruzzi viola e fucsia e gli immancabili pantaloncini di jeans. Jeans, avete capito bene, e anello all’orecchio sinistro. Lui poteva permetterselo, visto che a soli diciassette anni, nel 1987, chiuse la classifica da professionista dell’APT al 25° posto.

Andre Agassi | photo by Marianne Bevis | CC BY-ND 2.0

E se sei campione non è detto che tu sia un ribelle, certo, per la narrazione funziona meglio, ma se guardiamo a Roger Federer come non possiamo apprezzare quell’eleganza britannica che lo fa assomigliare a un lord inglese impegnato in un partita di beneficenza al country club? Lui gioca con stile, si veste con stile fuori dal campo da gioco – dovreste vederlo con lo smoking – e la sua divisa è impeccabile. Chi ha stilato il dress code per il tennis deve aver pensato a Roger Federer come modello. Perfetto.

E poi ci sono sport che sono entrati nell’immaginario collettivo con cappelli da cowboy, stivali da vaccaro e tutto un dress code che rimanda all’immaginario del grande Cormac McCarthy; se non avete letto la Trilogia della frontiera fatelo perché di stile ce n’è davvero tanto.

Se pensi al tavolo verde va da sé che te li immagini in questa maniera i giocatori, ma se prendi un campione di razza come Daniel Negreanu allora ti accorgi che le cose non funzionano sempre così. Lui infatti ha spesso indossato un abito al tavolo finale di estrema eleganza, cosa piuttosto inusuale in questo gioco, dove alla maggior parte dei partecipanti sembra essere caduto addosso un armadio.

Gli anziani invece ci tengono a mantenere intatta la tradizione, e meno male. Doyle Brunson e Amarillo Slim, infatti, non hanno mai rinunciato al loro stile texano, che in fondo è quello che tutti noi ricordiamo nei vari film dedicati a questa disciplina.

Una versione in suede rosso delle mitiche Air Jordan | Photo by Pexels | CC0 1.0

Se entri in campo e sei Michael Jordan puoi indossare le scarpe che vuoi. E questo almeno per un po’ visto che le mitiche Air Jordan disegnate appositamente dalla NIKE nel 1985 per il mostro del basket furono indossate da Michael soltanto per tre partite. La federazione ne giudicò infatti i colori irregolari, ma il mito delle prime sneaker era già cominciato. Un accessorio fondamentale che se te le mettevi addosso ti sentivi più alto, più veloce, più campione; e poi erano anche parecchio fiche.

In acqua non è che si può fare molto per migliorare lo stile. Perché sì un bel costume vale parecchio, sopratutto se idrodinamico e capace di influire sulle prestazioni, ma insomma non è che il pubblico ci faccia caso più di tanto. Però con l’avvento dei social qualcosa è cambiato visto che il costume Madame Butterfly di Federica Pellegrini ha davvero un sacco di stile. Un esempio di come anche nel mondo del nuoto si possa essere campioni indossando costumi per nulla banali.

Cover photo: Andre Agassi e Gigi Riva agli Internazionali d’Italia 1989 | Wikipedia

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