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Cosa significa in gergo “crush”

Scritto da Silvia Artana

Un tempo c’era la “cotta”, oggi si parla di “crush”. Cosa significa esattamente questa parola di origine inglese, da dove deriva e come si usa?

L’inglese e lo slang inglese continuano a farsi strada nella lingua italiana e cambiano anche i modi di dire. E non solo tra giovani e giovanissimi. Senza dubbio, una parola che si è imposta nel parlato è “crush”, un aggiornamento dell’ormai superata “cotta”.

Ma cosa significa esattamente, come si usa e perché?

Il significato di “crush”

Letteralmente, il verbo inglese “to crush” significa “schiacciare” e “sbriciolare”, ma anche “turbare” e “distruggere”. Insomma, tutte parole che a prima vista sembrano non avere nulla a che fare con l’amore. Ma è davvero così?

In fondo, quando si prende una sbandata per qualcuno, il sentimento e la passione finiscono per invadere i pensieri e il quotidiano e con lo “schiacciare” l’innamorato con il loro peso, oltre che “turbarlo” con la loro intensità e a volte la loro sola presenza. E allo stesso modo, fanno desiderare di stringere forte tra le braccia, il più forte possibile, quasi al punto di “sbriciolarla”, la persona amata.

Dunque, la parola “crush” indica uno stato d’animo, una condizione emotiva. Ma non solo. Nello slang inglese, il termine è utilizzato anche per indicare la persona oggetto del desiderio. Anzi, per dirla tutta, quest’ultimo è forse l’uso più comune e diffuso di “crush”.

In altre parole, si può dire: “Romeo ha una crush per Giulietta”, così come: “Giulietta è la crush di Romeo”. Con buona pace di William Shakespeare.

L’origine della parola “crush”

Un vecchio articolo dell’edizione digitale del quotidiano canadese The Globe and Mail offre un’interessante ricostruzione dell’origine della parola “crush” e di come è diventata parte della lingua e poi dello slang inglese.

A quanto pare, il termine sarebbe entrato in uso nel 1398 e sarebbe un’anglicizzazione del verbo francese “croissir”, che vuole dire “rompersi” e “spaccarsi” facendo molto rumore. Invece, ad attribuirgli un’accezione romantica è stata nel 1884 l’insegnate e scrittrice Isabella Maud Rittenhouse, che nel diario dai lei redatto in gioventù (pubblicato nel 1939) ha utilizzato “crush” nel senso di “persona oggetto del desiderio”.

Da quel momento, la parola è entrata a fare parte del linguaggio comune e nell’arco di un decennio ha iniziato a essere usata anche per indicare l’infatuazione per qualcuno, come fa l’autore inglese John Seymour Wood nel libro Yale yarne del 1895.

La crush? Non è vero amore, ma tutto un film…

D’altra parte, l’esperto di slang Eric Partridge suggerisce che “crush” possa derivare da “mash”, che in inglese significa “schiacciare”, ma anche… “purè di patate”! A quanto pare, nel 1870 il termine era molto usato nel linguaggio popolare per indicare una persona perdutamente innamorata di qualcuno, un giovane capace di conquistare una ragazza con lo sguardo e poche parole ben dette e l’atto del flirtare.

Ma come ha fatto il termine “mash” ad acquisire il significato che è poi stato mutuato da “crush”? Un’ipotesi è che la parola sia un’anglicizzazione di un termine Rom con un’analoga accezione, usato in maniera familiare tra i teatranti. Tuttavia, l’Oxford English Dictionary l’ha cassata. Invece, pare avere più consistenza quella proposta dall’Etymological dictionary of modern English, che collega il termine “mash” con il significato di “purea” a “spoon”, ovvero “cucchiaio”, e a un’altra parola che presenta la stessa radice, “spoony”, ma significa “innamorato pazzo” e “sciocco”. In pratica, secondo questa teoria, “mash” avrebbe acquisito per estensione il significato di avere una cotta, fare la corte e flirtare. Forse una tesi un po’ stiracchiata, ma di sicuro suggestiva.

Cos’è la “crush”

Oltre il significato e l’origine della parola, cos’è la “crush” in concreto? In un articolo pubblicato qualche tempo fa da Insider, il terapista Bukky Kolawole ha spiegato che la “crush” è diversa dall’innamoramento. In pratica, è principalmente una “fantasia” nella testa di chi la vive, che proietta sull’oggetto del desiderio qualità e aspettative che non hanno riscontro nella realtà.

In altre parole, un conto è provare sentimenti che diventano via via più forti per qualcuno che si frequenta e si conosce sempre meglio. Un altro è prendersi una sbandata per il ragazzo che si incontra ogni mattina sull’autobus perché ha un bell’aspetto e/o è affascinante e convincersi che sia pieno di qualità. O meglio, che possieda le qualità che si desiderano nel proprio partner. In tal senso, un chiaro esempio di “crush” è quella per un attore, un cantante, uno sportivo.

D’altra parte, come ha aggiunto nello stesso articolo Stephanie Cacioppo, assistente di psichiatria e neuroscienze comportamentali all’Università di Chicago, “crush” e innamoramento danno origine a reazioni biologiche simili. Tuttavia, la prima ha tempi più rapidi del secondo, che “matura” lentamente. Inoltre, la “crush” si può controllare, prendendo consapevolezza del fatto che non è altro che “un film”. Come si dice in gergo.

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Photo text credits: freestocks on Unsplash

Sull'Autore

Silvia Artana

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ha conseguito un Master in Divulgazione Scientifica e ha mosso i primi passi nell'editoria occupandosi di scienza e tecnologia. Oggi scrive di moda, bellezza, benessere, lifestyle, cinema e TV per diversi magazine e testate digitali e svolge attività di copywriting, storytelling e ghostwriting online e offline.

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