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Lifestyle

Come diventare famosi su TikTok (o della fenomenologia dell’apparire)

Scritto da Benedetto Motisi

TikTok è la “new big thing” dei social network che grazie all’approccio a dir poco immediato, ha saputo coinvolgere come mai prima d’ora la generazione Z o Centennials (chi scrive, a dispetto della confusione della stampa generalista, è un Millennial, ovvero uno nato negli anni ’80).

Nonostante la vicinanza anagrafica, non mi sono mai sentito così lontano dagli under25 che oggi compongono circa il 41% dell’utenza del social network cinese.

Come funziona TikTok

Sul funzionamento dell’app nel dettaglio ne abbiamo già scritto una agile guida agli albori del fenomeno, ma quel che preme sottolineare qua sono i meccanismi captologici (ovvero di persuasione tramite le macchine) in grado di muovere una massa di utenti in crescita – a oggi 800 milioni – a cercare svago e dopamina in questo social network.

Il recente – almeno sottotitolato in lingua italiana – documentario The Social Dilemma di Netflix è stato al centro di molte discussioni nella mia bolla di riferimento di aficionados e lavoratori del digitale. Molto meno fuori.

Ed è questo “fuori” che deve essere in grado oggi non solo di padroneggiare il mezzo a livello tecnico (che è per sua natura sempre più semplificato e quindi attrattivo) ma soprattutto dal punto di vista del neuromarketing.

Una delle massime ripetute fino alla nausea, anche nel documentario netflixiano, è:

Se è gratis, il prodotto sei tu.

Photo by Josh Rose on Unsplash

Questo su TikTok è ancora più vero, in quanto – più di Facebook e Instagram che infatti ne stanno copiando le funzionalità più di successo – mai come ora si è in vetrina, sé stessi con pochi secondi di musica e poco altro.

Ammetto che da utente “lurker” ovvero che visualizza e basta, alcuni video costruiti palesemente per essere meme divertenti mi fanno piegare in due dalle risate. Fossi un intrattenitore, di qualsiasi età, avrei oggi a disposizione il più potente mezzo per propormi come prodotto di divertessement all’industria dell’intrattenimento digitale, che ha ormai contaminato e inglobato quella dei media tradizionali.

Anche per dei settori molto visuali, come il makeup, ci sono muser in grado di stupire con le proprie capacità artistiche. Insomma, seppure la fenomenologia dell’apparire trovi il suo massimo sfogo su TikTok, quest’ultimo come ogni mezzo digitale può essere usato per fare brand di sé e delle proprie competenze a patto che siano “catchy”.

Essere famosi su TikTok non è immediato

Sebbene siamo nella fase di crescita del social network, quella in cui non è ancora tutto ben definito e quindi c’è spazio per emergere, non si pensi che è uno schiocco di dita.

Il target di riferimento è molto giovane, in apertura ho detto che non mi sono mai sentito così lontano dagli under25 sia per la mia tipologia di lavoro – più dietro le quinte – che per il substrato culturale di riferimento: se non si ha una robusta conoscenza dei modelli di riferimento, dei modi di dire, del continuo mutare delle citazioni da film e serie TV che durano qualche stagione, si rischia di apparire fuori luogo.

Pronti quindi a tuffarsi in questa fontana della giovinezza digitale, con la consapevolezza del mezzo in più?

Cover photo by Kon Karampelas on Unsplash

Sull'Autore

Benedetto Motisi

Giornalista e Docente.
Attivo in Italia ed Est Europa, ha lavorato nelle redazioni di Radio Radicale e di Gruppo HTML (oggi Triboo Media).
Ha tenuto e tiene docenze per Politecnico di Milano, Unicattolica, Upter, Regione Lazio, Provincia Autonoma di Trento, CGIL Lombardia, LUISS Enlabs, Henley Business School, Camera dei Deputati.
Insegna nei Master di Web Communication e Visual & Marketing Design in REA Academy.
Ha pubblicato “Interceptor Marketing” con Flaccovio Editore e contribuito a “Le nuove professioni digitali” per Hoepli.
Ricopre il ruolo di Top Influencer per SEMrush, la marketing suite più utilizzata ed è il Direttore Responsabile di Junglam.

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