Fashion Week

Antonio Marras SS2017 Milano Fashion Week

Scritto da Patrizia Saolini

“Nessuno oggi è solo una cosa. Nessuno può negare la tenace continuità di lunghe tradizioni, lingue nazionali e geografie culturali. Ma continuare a insistere sulla loro separazione e diversità sembra non avere altri motivi che la paura e il pregiudizio.” (Yinka Shonibare)

Questo è il messaggio di grande speranza e unione che apre il comunicato della sfilata Primavera/Estate 2017 Antonio Marras in occasione della Milano Fashion Week.

Intervistato nel backstage della sfilata, lo stilista ci racconta che oggi più che mai ha pensato che dovessero sfilare uomini e donne insieme in questa stagione, indossando abiti fatti degli stessi materiali perché siamo tutti parte di un unico universo, un unico progetto.

Sulla passerella sfila il Mali post-indipendenza, quello che festeggiava con il rock’n’roll la liberazione dall’oppressione; lo stesso Mali fotografato da Malick Sidibè, nella capitale Bamako, che ritraeva la felicità dei giovani dell’epoca.

Ancora nel backstage il designer sardo racconta di essere partito dalle immagini dell’Africa di Malick che ritraeva coppie giovanissime di africani mentre andavano a ballare il twist nelle sale della capitale dopo aver approntato grandi acconciature. Ballavano e vestivano all’occidentale.

Marras è il punto di congiunzione tra l’effimera natura della moda e la cultura immortale, e attraverso la sua creatività riesce a inviare un messaggio che insegna, che abbatte ostacoli e unisce. Come egli stesso ha dichiarato, era giusto far dialogare diverse discipline, e in questo caso ci sono la danza, la fotografia e la moda. Insomma, la moda e la musica sono elementi utili per abbattere i confini.

A farla da padroni sulla passerella sono corpini arricciati e aderenti, gonne ampie e voluminose, drappeggi, pieghe, plissè, nodi e fiocchi. Le linee sono fluide, scivolate, morbide e poi ondulate. Le tuniche abbinate a pantaloni multipences, giacche avvitate e spalle over.

I tessuti spaziano dal cotone sangallo bianco alle stampe su duchesse e georgette; il bouquet di ortensie incastrate con coquillages marini, velette e roselline, oltre che le stampe batik.

Le parole d’ordine? Trasparenze, sovrapposizioni, stratificazioni e intrecci. Bianco e nero, sì, ma anche rosa polvere, malva e verde, kaki e denim. Gli stessi tessuti sono indossati da uomini e donne, e questo è l’obiettivo dell’ibridismo di Antonio Marras: una mescolanza di elementi difformi che si unisce nel fatto che siamo tutti parte di un unico piano.

Questa collezione è un inno alla libertà proprio come l’hanno immaginata i ragazzi che festeggiavano la liberazione del Mali, la libertà di poter scegliere.

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor, scrittrice e corrispondente estera di JunGlam.com, con alle spalle una carriera in aziende del lusso internazionale. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty, lifestyle e retail. Life coach professionista, con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur, é l'ideatrice di Retail Coach®, un marchio che garantisce consulenza strategica e corporate coaching alle aziende del lusso dedicate al servizio al cliente multicanale.

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