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Le iridi artistiche di Annalaura di Luggo

Scritto da Patrizia Saolini

Gli occhi sono lo specchio dell’anima, recita un proverbio antico, e Annalaura di Luggo ha scelto di dedicare un intero progetto artistico allo sguardo, in particolare all’iride, occh-IO/Eye-I, per sondare la profondità dell’animo umano impressa negli occhi. Il progetto è un percorso interlocutorio dell’artista con i suoi soggetti, con i quali Annalaura instaura sempre un dialogo prima di procedere allo scatto, e consiste in una serie di fotografie che ritraggono esclusivamente l’iride dell’occhio. A maggio sarà possibile vedere i lavori di Annalaura di Luggo in Italia presso l’istituto dei ciechi Colosimo di Napoli, in un’esposizione del tutto peculiare, “Blind Vision“.

Junglam ha incontrato l’artista napoletana, ma attiva nel mondo e in Europa, nella sede di SCOPE 2016 a Miami Beach, manifestazione dedicata all’arte contemporanea in concomitanza con Art Basel Miami, famosa soprattutto per il lavoro di selezione accurata degli artisti emergenti. Qui Annalaura Di Luggo era rappresentata dalla galleria Naïf International, dell’imprenditore Massimo Maltese, che vanta nella sua scuderia di artisti anche Lorenzo Marini.

Occh-IO/Eye-I alla scoperta dell’io

Il titolo del progetto, oltre a svelarne il tema, dà un indizio ben preciso sull’intendo: approfondire l’io, in inglese I, che si cela dietro all’iride dell’occhio, l’essenza della personalità che rimane immutata con il passare del tempo. Il volto può riempirsi di rughe e le sfaccettature del carattere possono smussarsi durante le prove della vita, che cosa quindi rimane integro per tutta la durata del nostro percorso? L’iride dell’occhio, colorato e meraviglioso detentore dei codici dell’anima. La sfida del lavoro fotografico dell’artista napoletana è portare su carta stampata i risultati di questo percorso di conoscenza, che richiede oltre a doti intuitive e indagatrici dell’umano, anche strumenti tecnici raffinati.

Obiettivo brevettato e dialogo

Per poter condurre adeguatamente il lavoro infatti Annalaura di Luggo ha brevettato un particolare tipo di obiettivo, attingendo al mondo dell’ottica, per ritrarre al meglio l’iride dell’occhio. Inoltre gli scatti vengono eseguiti in una stanza al buio, per evitare che l’iride si sporchi con i riflessi della luce, venendo così restituito nella sua purezza all’obiettivo. All’accurato lavoro tecnico, Annalaura affianca un momento di dialogo con il protagonista prima di procedere allo scatto, tra il racconto di sé e delle tappe importanti della vita: tutto concorre a raggiungere il traguardo più importante del progetto/performance Occh-IO/Eye-I, ovvero la comprensione reciproca, la comprensione dell’altro e la comprensione di sé.

Blind vision prossimamente a Napoli

Da diverso tempo le fotografie di Annalaura di Luggo dedicate all’iride sono in esposizione a importanti eventi artistici nel mondo e il prossimo appuntamento è relativo a una sfida ancora più delicata: fotografare l’iride di persone non vedenti. “Blind vision” sarà in esposizione dall’1 al 31 maggio 2017 all’istituto dei ciechi Colosimo di Napoli, dove sarà possibile anche vivere l’esperienza della blind dinner, la cena al buio, spesso proposta a chi desidera mettersi nei panni dei non vedenti, per comprendere al meglio la complessità di questa condizione.

Courtesy: annalauradiluggo.com

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor e corrispondente estera di JunGlam.com. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty e lifestyle. Giornalista, Chief Happiness Officer e Life Coach con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur. É autrice di quattro libri sul retail coaching e l'ideatrice del marchio Retail Coach®. Per Junglam segue le maggiori fashion week internazionali e gli eventi lifestyle in Italia e all'estero, oltre che dedicarsi alla rubrica di Life Coach.

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