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Chi è Karen e perché ne parla tutta Internet

Scritto da Silvia Artana

Un nome di donna è diventato un meme che definisce una precisa categoria di persone, non proprio piacevole. Cosa vuol dire dare della “Karen” a qualcuno? Da dove salta fuori il nomignolo e perché ne parlano tutti?

Le origini sono confuse, ma una cosa è certa. Il meme Karen è diventato un tormentone del web. Il fenomeno è prettamente americano, tuttavia ha finito per attraversare l’oceano e arrivare in Europa e in Italia. Forse senza diventare virale come negli Stati Uniti, ma comunque ritagliandosi uno spazio nel linguaggio comune, soprattutto tra i più giovani.

E allora, chi è Karen e perché ne parla tutta Internet?

Cosa significa Karen

Prima ancora di stabilire da dove salta fuori il meme Karen, c’è da capire cosa significa. Le sfumature sono diverse, ma come scrive BBC News, in generale indica una donna bianca di mezza età, che appartiene alla classe media ed esibisce dei comportamenti che derivano dal privilegio.

Per esempio, il meme Karen identifica la cliente scortese e arrogante, che maltratta e umilia camerieri, commessi, inservienti e ogni categoria di lavoratori dei servizi e dell’industria, chiedendo di “parlare con il responsabile”. Ma viene usato anche per definire una donna orgogliosamente no-vax e che pratica forme di discriminazione subdole (per esempio, domandando di toccare i capelli delle persone di colore).

Più in generale, il razzismo è una componente importante (per non dire prioritaria) nel significato e nella genesi del meme Karen. In una ricostruzione fatta da BBC News, il nomignolo avrebbe iniziato a prendere piede un paio di anni fa tra gli afroamericani, per fare satira dell’ostilità di classe e razziale che vivono ogni giorno.

All’inizio sarebbero stati creati meme “ad hoc” per ogni caso, come “Permit Patty”, per una donna che ha chiamato la polizia per un bambino di colore di 8 anni che vendeva acqua senza avere il permesso (nel video qui sopra). E così “BBQ Becky”, per un’altra che ha fatto intervenire il 911 per una famiglia di afroamericani che stava facendo un barbecue, e “Golfcart Gail”, per un’altra ancora seduta su una piccola macchina elettrica, che ha telefonato al servizio di emergenza per un papà di colore che assisteva a una partita di football.

In seguito, tutti questi normignoli sarebbero confluiti sotto a quello di Karen, indicando una tipologia donna dalle diverse sfaccettature, ma ben definita nel suo essere maleducata, spiacevole, quasi sempre razzista e non di rado ignorante.

Tra gli esempi più recenti ci sono “Central Park Karen” e “Parking Lot Karen”. Il primo (nel video qui sotto) è stato coniato dal web per indicare una donna che ha chiamato la polizia dopo che un uomo afroamericano le ha chiesto con gentilezza di tenere al guinzaglio i cani, in un’area del celebre parco dove era espressamente previsto dalle regole. E il secondo è andato a etichettare un’altra che ha cercato di impedire a una coppia di amiche di parcheggiare in un posto che si stava liberando, sedendosi sul cofano della macchina delle due ragazze per fare mettere l’auto alla figlia.

Le origini di Karen

Le origini di Karen non sono chiare. Tuttavia, la celebre enciclopedia Know Your Meme individua tre possibili momenti iniziali.

Il primo è il personaggio di Lorraine Bracco, Karen Hill, nel film Quei bravi ragazzi (1990), in particolare in un dialogo che ha con il marito, Henry, per una questione di soldi. Il secondo è rappresentato dalla battuta razzista che una delle protagoniste di Mean Girls (2004), Karen Smith, rivolge a Cady Hero: “Scusa, ma se vieni dall’Africa, perché sei bianca?” e dalla reazione della sua amica, Gretchen Wieners, che le dice: “Oh, mio Dio, Karen, non puoi andare in giro a chiedere alla gente perché è bianca”. Il terzo è un passaggio della stand-up comedy The Friend That Nobody Likes del comico Dane Cook:

[…] C’è una persona, in ogni gruppo di amici, che non piace a nessuno. […] Per esempio, Karen. Karen è sempre una s******. In ogni gruppo c’è una Karen ed è sempre una testa di c****. E quando lei non è nei paraggi, vi guardate l’un e l’altro e dite: ‘Dio, Karen è così s******!’.

Secondo alcuni, lo spettacolo di Cook sarebbe il vero “punto zero” di Karen. Ma in realtà, non c’è niente di sicuro.

Invece, Know Your Meme ritiene che il meme Karen sia collegato a quello del taglio di capelli “voglio parlare con il responsabile” (apparso per la prima volta nel 2014 su Reddit). L’hair style in questione è un bob asimmetrico biondo, identificato con quello sfoggiato da Kate Gosselin nel reality Jon & Kate Plus 8, e sarebbe “tipico” di una donna che presenta molti punti in contatto con Karen.

Kate Gosselin con il suo celebre taglio di capelli nel 2008

Karen e la pandemia

I meme sono sempre in evoluzione e la pandemia di Covid-19 ha dato origine a un nuovo significato per quello di Karen. Come riportano BBC News e Insider, dallo scoppio dell’epidemia mondiale, il nomignolo ha iniziato a essere usato per indicare persone che non vogliono indossare la mascherina, negazionisti e individui che contribuiscono ad alimentare la teoria del complotto e a diffondere fake news.

In questo senso, a un livello più superficiale, Karen rappresenta l’ignoranza e l’egoismo. Ma andando oltre il primo strato, è (ancora una volta) espressione di privilegio di classe e razzismo. Negli Stati Uniti, a pagare un prezzo altissimo per l’emergenza coronavirus sono le fasce più deboli e gli afroamericani e l’arroganza con la quale molte persone rifiutano di indossare la mascherina nei luoghi pubblici e negli esercizi commerciali finisce per avere pesanti ripercussioni proprio su di loro.

Karen e le accuse di sessismo

Come scrive ancora BBC News, la diffusione mainstream del meme Karen ha finito con l’innescare una polemica tra chi lo ritiene sessista, se non misogeno tout court. A dare nuovo vigore al dibattito è stata la femminista britannica Julie Bindel, che ad aprile 2020 ha twittato:

Qualcun altro pensa che l’insulto Karen sia basato sull’odio per le donne e il pregiudizio di classe?

La domanda ha infiammato ancora la (già accesa) discussione, ma la scrittrice Karen Geier – che si è sentita chiamata in causa per ovvie ragioni – ha replicato a Bindel osservando che il meme è proprio un modo per fare satira dell’odio e del pregiudizio:

In qualità di unica Karen che ti ha risposto: ‘No’. Se hai problemi a essere chiamata ‘una Karen’, allora non esserlo, no? Io non chiamo la polizia a caso e non chiedo di parlare con il responsabile. Molto semplice!

Photo cover credits: Adobe Stock

Kate Gosselin credits photo: Splash News

Sull'Autore

Silvia Artana

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ha conseguito un Master in Divulgazione Scientifica e ha mosso i primi passi nell'editoria occupandosi di scienza e tecnologia. Oggi scrive di moda, bellezza, benessere, lifestyle, cinema e TV per diversi magazine e testate digitali e svolge attività di copywriting, storytelling e ghostwriting online e offline.

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