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Pelle secca o disidratata: come riconoscere la differenza

Scritto da Federica Giuliano

Tira dopo la detersione, si vedono piccole linee sulle guance, e la reazione automatica è comprare la crema più ricca dello scaffale. A volte funziona. Altre volte il fastidio resta identico, perché il problema non era quello che sembrava.

Due problemi diversi che si somigliano allo specchio

Una pelle secca produce pochi grassi. È una caratteristica, spesso costituzionale, che accompagna una persona per tutta la vita e che si accentua con il freddo e con l’età. Una pelle disidratata, invece, ha perso acqua, e la può perdere a qualunque età e con qualunque tipo di pelle: è una condizione passeggera, legata a quello che le è successo nelle ultime settimane. Un detergente aggressivo, un volo lungo, due settimane di riscaldamento bastano a produrla su una pelle che il resto dell’anno non dà problemi.

La differenza, insomma, sta fra quello che sei e quello che ti è capitato.

I segnali che distinguono la sete dalla mancanza di grassi

Se hai la pelle secca la senti opaca e ruvida al tatto, e a volte desquama in modo visibile su guance e stinchi. Se è disidratata resta liscia ma tira, e mostra un reticolo di linee sottili che si accentuano quando sorridi e che spariscono se pizzichi leggermente la guancia.

Sullo scaffale la distinzione quasi mai è scritta. Una gamma dedicata alla nutrizione e all’idratazione, come i trattamenti idratanti NUXE, tiene insieme oggetti molto diversi fra loro: oli secchi, balsami notte, gel crema, emulsioni leggere. Chi ha bisogno di grassi e chi ha bisogno di acqua scelgono nello stesso reparto, e a separarli è la lista degli ingredienti, non il nome scritto sulla confezione. Il dettaglio più utile sta nella posizione dell’acqua in quella lista: se compare per prima la formula è un’emulsione leggera, se compare tardi o non compare siamo davanti a un olio o a un balsamo.

Perché una pelle grassa può essere disidratata

Sembra una contraddizione e non lo è: il sebo e l’acqua sono due cose distinte. Una pelle che luccica sulla fronte può avere il naso che tira, e succede spesso dopo un ciclo di detergenti aggressivi o di esfolianti presi con troppo entusiasmo.

Cosa cambia nella scelta del prodotto

Quando manca acqua servono ingredienti che la trattengano, tipicamente glicerina e acido ialuronico, in texture leggere. A una carenza di grassi serve altro: oli vegetali, burri, ceramidi, cioè materiale che ricostruisca il cemento fra le cellule. Humanitas ricorda che i lipidi epidermici tengono coesa l’epidermide e trattengono l’acqua al suo interno, e che la loro carenza espone di più agli agenti esterni.

È il motivo per cui su una pelle secca vera un siero idratante da solo delude quasi sempre.

Come inserirlo nella routine senza sovraccaricare

Il punto di contatto fra i due problemi resta la barriera. Le alterazioni del film idrolipidico compromettono la funzione di barriera dello strato corneo, scrive Humanitas, e favoriscono una maggiore perdita transepidermica di acqua: chi perde grassi finisce quindi per perdere anche acqua, e dopo qualche settimana i due quadri si sovrappongono al punto che distinguerli allo specchio diventa impossibile.

Nella pratica si mette prima l’acqua e poi i grassi: un siero o una lozione sulla pelle ancora umida, e sopra una crema più ricca che rallenta l’evaporazione. L’ordine inverso rende molto meno. Un cambiamento alla volta, e due settimane per giudicare: lo strato corneo si rinnova in circa un mese, quindi un prodotto valutato dopo tre giorni viene valutato sulla sensazione immediata, cioè sulla texture.

Sull'Autore

Federica Giuliano

Laureata in Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza ed esperta nel settore fashion.
Ha perfezionato i suoi studi in Web Marketing e Social-media marketing.
Newser di Gossip su Junglam.com.