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Brand cinesi Primavera Estate 2027: la moda cinese cerca la propria voce a Milano

Scritto da Patrizia Saolini

Per anni la Cina è stata, agli occhi della moda europea, soprattutto due cose: il luogo dove si produce e il mercato dove si vende. Le maison guardavano a Shanghai e Pechino come a una platea da conquistare, e il dibattito ruotava intorno ai consumatori cinesi, alla loro capacità di spesa e ai loro gusti.

Con le collezioni Primavera Estate 2027, presentate a settembre durante la Milano Fashion Week, i ruoli si sono in parte invertiti. Designer emergenti, gruppi industriali, distretti tessili e piattaforme digitali cinesi sono arrivati in città per presentare il proprio lavoro a buyer, stampa e pubblico internazionale. E guardando passerelle, allestimenti ed eventi collaterali, la sensazione è quella di assistere a un cambio di prospettiva.

La domanda non è più soltanto quanto la moda occidentale possa vendere in Cina. Ora è anche quanto la moda cinese possa conquistare l’Occidente.

I brand cinesi della Primavera Estate 2027 a Milano

La presenza cinese nella settimana milanese ha seguito percorsi differenti.

Nel calendario ufficiale della Milano Fashion Week è tornato il Keqiao Collective Runway Show, arrivato alla terza edizione e sviluppato nell’ambito della collaborazione tra il distretto cinese e Camera Nazionale della Moda Italiana.

Quattro i protagonisti della Primavera Estate 2027: Gu Yuandai, Liu Hongchao, Sancailiyi e Sayaanno.

A questi si sono aggiunti i tre marchi protagonisti dello Shenzhen Futian Fashion Event — Laurèl, IDPAN e YINER — che hanno sfilato il 22 settembre alla Rotonda della Besana.

Il 25 settembre è stata invece la volta di CHEN.1988, che al Castello Sforzesco ha presentato la collezione P/E 2027 “Insieme con Amore”, seconda tappa milanese dopo il debutto del 2025.

Un mosaico di proposte differenti che racconta quanto parlare oggi di “stile cinese” come di un’estetica unica sia ormai riduttivo.

Keqiao: quattro designer cinesi per la Primavera Estate 2027

Uno degli osservatori più interessanti sulla nuova generazione è stato proprio il Keqiao Collective Runway Show.

Keqiao, distretto di Shaoxing nella provincia dello Zhejiang, è uno dei grandi poli tessili cinesi. La sua presenza a Milano assume quindi un significato particolare: rappresenta il tentativo di affiancare alla potenza manifatturiera cinese, una crescente riconoscibilità sul piano creativo.

La collezione Primavera Estate 2027 di Gu Yuandai ha esplorato il rapporto tra passato e futuro, interrogandosi sul valore della manualità in un’epoca dominata dalla produzione industriale.

Liu Hongchao ha invece lavorato soprattutto sulla maglieria e sulle possibilità espressive delle fibre, facendo convivere materiali naturali e riciclati con lavorazioni artigianali.

Più filosofico l’approccio di Sancailiyi, dove il rapporto tra natura, corpo e materia genera un guardaroba femminile essenziale e misurato.

Con Sayaanno, infine, è la costruzione stessa dell’abito a diventare protagonista: struttura, corpo e tempo entrano in relazione attraverso una moda silenziosa, più interessata alla ricerca che all’effetto immediato.

Quattro interpretazioni diverse che mostrano una moda cinese sempre meno interessata a rincorrere i codici europei e sempre più impegnata a costruire i propri.

Shenzhen-Futian: Laurèl, IDPAN e YINER per la P/E 2027

Se Keqiao ha raccontato soprattutto la nuova creatività emergente, lo Shenzhen Futian Fashion Event ha mostrato il volto industriale e commerciale della trasformazione.

Futian è uno dei distretti strategici di Shenzhen e il suo sistema moda comprende circa 2.600 aziende. Per la Primavera Estate 2027 sono arrivati a Milano tre marchi con identità molto differenti: Laurèl, IDPAN e YINER.

Laurèl Primavera Estate 2027: “Layers of Time”

Caso particolare è quello di Laurèl: il marchio nasce infatti a Monaco di Baviera nel 1978, ma oggi appartiene al gruppo cinese Ellassay, con sede a Shenzhen.

Per la Primavera Estate 2027 ha portato a Milano “Layers of Time”, collezione nella quale la precisione sartoriale incontra una maggiore fluidità.

Spalle architettoniche e proporzioni controllate convivono con drappeggi, seta, lino, cotone, frange realizzate a mano e lavorazioni tridimensionali.

Il risultato è un guardaroba che evita di scegliere tra rigore e romanticismo, preferendo farli convivere.

Un look della collezione Laurèl Primavera Estate 2027 “Layers of Time”. Photo courtesy: Map Communication per Laurèl

Un look della collezione Laurèl Primavera Estate 2027 “Layers of Time”. Photo courtesy: Map Communication per Laurèl

IDPAN Primavera Estate 2027: il nuovo valore dell’artigianalità

IDPAN, appartenente al gruppo Shenzhen MyStyle, ha scelto invece di riflettere sul rapporto tra tecnologia e lavoro manuale.

La collezione “Tribute to Craftsmanship — Modern Serenity” utilizza la capacità dell’industria contemporanea senza trasformarla nell’unico valore del prodotto.

Prototipi perfezionati manualmente, lavorazioni materiche, frange e drappeggi accompagnano silhouette costruite intorno a mantelle, completi dalle spalle importanti e lunghi abiti fluidi.

Una proposta che sembra riassumere perfettamente una delle sfide delle aziende di moda cinesi: affiancare l’efficienza produttiva alla cultura della creatività.

YINER Primavera Estate 2027: “Nature Imprint”

Per YINER, marchio cinese fondato nel 1996 e parte di Yinger Fashion Group, la Primavera Estate 2027 prende invece il nome di “Nature Imprint”.

La natura viene osservata quasi al microscopio e trasformata in costruzione sartoriale.

Tagli tridimensionali, asimmetrie e plissé seguono e modificano le linee del corpo, mentre lino, canapa, cotone, acetato e pizzo costruiscono differenti livelli di leggerezza e consistenza.

Anche la palette rimane legata alla materia: verde salvia, grigio sabbia, tonalità dello zenzero, caffè e mogano.

Più che riprodurre la natura, YINER sembra voler indagare le tracce che questa lascia sulle superfici.

CHEN.1988 Primavera Estate 2027: “Insieme con Amore”

Tra i marchi che hanno scelto Milano per consolidare il proprio percorso internazionale c’è CHEN.1988, fondato nel 2016 da Chen Long e Fu Zhichen. Entrambi lavorano al Jiangxi Institute of Fashion Technology – il primo come direttore per il settore moda, il secondo alla guida dell’Innovation and Entrepreneurship Institute – e il brand nasce proprio da questo incrocio tra formazione, ricerca creativa e industria.

Il nome ha un’origine quasi aneddotica: i due fondatori sono nati entrambi nel 1988 e condividono “Chen” nel proprio nome.

Nel 2025 Chen Long ha ricevuto il 29° China Fashion Designer “Golden Top Award”, il riconoscimento più prestigioso assegnato in Cina ai designer di moda. Nello stesso anno il marchio ha debuttato a Milano, dove oggi può già contare su una rete di retail partner.

Un look della collezione Primavera/Estate 2027 “Insieme con Amore” di CHEN. Photo courtesy: JMO STUDIO

Un look della collezione Primavera/Estate 2027 “Insieme con Amore” di CHEN. Photo courtesy: JMO STUDIO

Dieci anni di ricerca in una collezione rappresentativa

Presentata il 25 settembre al Castello Sforzesco, “Insieme con Amore” è una collezione Primavera Estate 2027 che guarda indietro per andare avanti: un bilancio dei primi dieci anni del brand, letto attraverso i codici che lo hanno reso riconoscibile.

Al centro resta l’equilibrio tra opposti – struttura e morbidezza, rigore e libertà – con silhouette che passano da linee aderenti a volumi più rilassati. Le lavorazioni intrecciate, firma ricorrente del marchio, vengono spinte un passo più in là, mentre tagli asimmetrici, drappeggi e bordature nette danno movimento ai capi.

La palette colori spazia dal nero al grigio cemento passando dal beige lino, al più deciso rosso borgogna, con accenti di blu notte e verde germoglio e vuole scandire il ritmo della collezione più che decorarla.

Sul piano dei materiali, suede, velluto a coste e check si alternano a volant e pieghe, con un’attenzione costante appunto, al movimento dei tessuti.

Menswear, genderless e Daily Attitude

Ampio lo spazio dedicato al menswear e a un approccio genderless, in cui il confine tra guardaroba maschile e femminile si fa sempre più sottile. È da qui che nasce il concetto di Daily Attitude: una moda pensata per la vita di tutti i giorni, non solo per un’occasione speciale.

HUI Milano Primavera Estate 2027: “The Fan Code”

Tra le espressioni più riconoscibili del dialogo tra Cina e Occidente rimane HUI Milano, il progetto di Hui Zhou Zhao, ormai presenza consolidata della settimana della moda milanese.

La collezione Primavera Estate 2027, intitolata “The Fan Code”, ha scelto come punto di partenza il ventaglio.

Non un semplice elemento decorativo, ma un oggetto capace di attraversare epoche, territori e culture.

La ricerca ha guardato in particolare alle donne Miao del Guizhou, custodi di una tradizione nella quale tessitura, ricamo, tintura e cucito diventano strumenti attraverso i quali trasmettere memoria e identità.

HUI trasporta questi riferimenti nel presente frammentandoli e ricomponendoli attraverso nuove silhouette, proporzioni e texture.

Il risultato evita l’effetto folkloristico: il patrimonio culturale cinese diventa materiale vivo sul quale costruire una collezione dal carattere contemporaneo.

Un look della collezione Primavera Estate 2027 di HUI, intitolata “The Fan Code”. Photo credits: Stefano Massé. Courtesy: Guitar

Un look della collezione Primavera Estate 2027 di HUI, intitolata “The Fan Code”. Photo credits: Stefano Massé. Courtesy: Guitar

Xiaohongshu racconta una nuova estetica orientale

La presenza cinese della stagione Primavera Estate 2027 non si è limitata alle passerelle.

A 10 Corso Como, Xiaohongshu — una delle piattaforme lifestyle più influenti della Cina — ha portato il progetto The East: Balance, Connection, Essence.

L’esposizione, inserita nel calendario della Fashion Week, ha utilizzato moda e lifestyle per raccontare una nuova interpretazione dell’estetica orientale.

È un dettaglio importante perché mostra come l’internazionalizzazione cinese non riguardi esclusivamente i singoli brand.

A Milano arriva progressivamente un ecosistema composto da designer, piattaforme digitali, distretti produttivi, istituzioni e imprese.

Da Made in China a Designed in China

È probabilmente questa la chiave attraverso cui leggere la presenza dei brand cinesi di lusso alla Milano Fashion Week P/E 2027.

Per decenni il rapporto tra Cina e moda occidentale è stato raccontato soprattutto attraverso la produzione: il “Made in China” indicava innanzitutto una gigantesca capacità industriale, non sempre sofisticata. Non che quel modello sia scomparso, ma accanto alla fabbrica sta crescendo il concetto di brand e accanto al brand si fa sempre più strada il ruolo del designer.

La presenza di Keqiao è emblematica: uno dei maggiori distretti tessili del Paese utilizza Milano non soltanto per presentare materiali, ma per promuovere una generazione di creativi e confrontarla direttamente con buyer e con gli operatori internazionali.

Lo stesso avviene con Shenzhen, dove una gigantesca infrastruttura produttiva sta cercando di trasformarsi anche in capitale creativa.

E CHEN.1988 aggiunge un terzo tassello: quello delle scuole di moda, che in Cina stanno diventando a loro volta incubatori di marchi capaci di affacciarsi sul mercato europeo in maniera originale.

Primavera Estate 2027: la moda cinese cerca una propria identità internazionale

Ciò che emerge dalle collezioni Primavera Estate 2027 dei brand cinesi è quindi una moda difficile da ricondurre a un solo linguaggio.

C’è chi recupera tecniche artigianali, chi guarda alla filosofia orientale, chi sperimenta con le fibre, chi costruisce un dialogo tra sartorialità europea e sensibilità asiatica, chi lavora su un guardaroba quotidiano e genderless.

Il punto comune è un altro: la ricerca di riconoscibilità.

Milano diventa così molto più di una passerella.

È il luogo nel quale la nuova generazione della moda cinese può misurarsi con uno dei sistemi fashion più influenti al mondo, incontrare buyer e stampa internazionale e soprattutto tentare il passaggio più difficile: essere riconosciuta non soltanto per ciò che sa produrre, ma per ciò che ha da raccontare.

Le sfilate Primavera Estate 2027 alla Milano Fashion Week hanno mostrato che quel passaggio è già cominciato.

Un look della collezione “Nature Imprint” per la PE 2027 di YNER. Photo courtesy: Map Communication

Un look della collezione “Nature Imprint” per la PE 2027 di YNER. Photo courtesy: Map Communication

Photo cover
HUI Milano: Credits Stefano Massé | Courtesy Guitar
CHEN: Courtesy JMO STUDIO
IDPAN:  Courtesy Map Communication

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor e corrispondente estera di JunGlam.com. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty e lifestyle. Giornalista, Chief Happiness Officer e Life Coach con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur. É autrice di quattro libri sul retail coaching e l'ideatrice del marchio Retail Coach®. Per Junglam segue le maggiori fashion week internazionali e gli eventi lifestyle in Italia e all'estero, oltre che dedicarsi alla rubrica di Life Coach.