Untitled Art, Houston torna dal 2 al 4 ottobre 2026 al George R. Brown Convention Center, nel cuore di downtown Houston, dopo il debutto della prima edizione dello scorso autunno. La seconda edizione della fiera riunirà 96 gallerie provenienti da 20 Paesi e territori, tra cui 18 espositori texani, con un’anteprima VIP e stampa in programma il 1° ottobre. La selezione, articolata nei settori Main e Nest, conferma l’obiettivo della manifestazione di sostenere programmi emergenti e realtà consolidate, creando uno spazio dedicato alla scoperta artistica e rafforzando il ruolo di Houston come capitale culturale del Sud degli Stati Uniti.
Houston al centro della scena
La seconda edizione di Untitled Art, Houston arriva in un momento particolarmente significativo per l’espansione dei mercati artistici regionali. Houston è tra le città in più rapida crescita degli Stati Uniti e dispone di un’infrastruttura culturale sostenuta da istituzioni di primo piano, da una vivace comunità artistica e da una rete di collezionisti sempre più interessata a una fiera di respiro internazionale.
Untitled Art può contare quest’anno sul sostegno di 30 partner istituzionali e culturali, tra cui il Museum of Fine Arts, Houston, The Menil Collection e Rothko Chapel. Anche l’Host Committee si amplia: ai 47 membri della prima edizione si aggiungono 16 nuove personalità, consolidando una rete che riunisce figure influenti della scena artistica texana, tra cui Sheryl Adkins-Green, Suzanne Deal Booth, Judy Nyquist, Janet Hobby, Rick Lowe e Leigh e Reggie Smith.
L’espansione della fiera a Houston punta così a creare nuove opportunità per le gallerie, coinvolgere un pubblico sempre più ampio e favorire la formazione di una nuova generazione di collezionisti, in una fase di trasformazione per il settore dell’arte contemporanea.
Un roster sempre più internazionale
Il roster della seconda edizione si distingue per la sua ampiezza geografica e generazionale. Tra i nuovi partecipanti figurano Anton Kern Gallery e SITUATIONS da New York, Night Gallery, 1301PE, Fernberger e Moskowitz Bayse da Los Angeles, Albarrán Bourdais da Madrid, Nara Roesler da San Paolo, Rio de Janeiro e New York, Nature of Things da Dallas, Richard Saltoun Gallery da Londra, Roma e New York, CRISIS da Lima e Madrid e kaufmann repetto, presente a New York e Milano.
Accanto alle nuove presenze torneranno alcune delle gallerie che hanno contribuito alla prima edizione, tra cui Sicardi | Ayers | Bacino, McClain Gallery e Inman Gallery di Houston, Luis De Jesus Los Angeles, Charlie James, La Loma, Half Gallery, NINO MIER GALLERY, HAIR+NAILS, Library Street Collective e TERN Gallery. Il risultato è una piattaforma internazionale che mette in dialogo programmi, mercati, geografie e generazioni differenti, con Houston al centro di una rete sempre più ampia.
Particolarmente significativa è la presenza texana. Saranno 18 gli espositori con sede in Texas, mentre 14 gallerie nuove e di ritorno sono radicate direttamente a Houston. Tra queste figurano Moody Gallery, Barbara Davis Gallery, Laura (the gallery), David Shelton Gallery, Mitochondria Gallery, Dimmitt Contemporary Art, Seven Sisters e F Magazine. A queste si aggiunge Revolver Galería, realtà con sede a Lima che ha recentemente inaugurato una sede permanente proprio a Houston.
Nest, il laboratorio delle nuove voci
Il settore Nest rappresenta uno degli elementi centrali della vocazione esplorativa della fiera. Nel 2026 riunirà 24 espositori, selezionati per l’originalità delle loro prospettive e per la capacità di proporre programmi innovativi. Il settore è sostenuto economicamente da Untitled Art per favorire la crescita delle gallerie emergenti e offrire un’opportunità di partecipazione alle realtà alla loro prima esperienza fieristica.
Tra le presenze di quest’anno figurano Gattopardo, Megan Mulrooney, Serious Topics e Frankfurt Ordorica da Los Angeles, Hidrante da San Juan, Martha’s e Northern-Southern da Austin, CONSTITUCIÓN da Buenos Aires, Yehudi Hollander-Pappi da San Paolo, Chilli da Londra e Seven Sisters da Houston. La selezione conferma la centralità della scoperta di nuove voci e di pratiche artistiche capaci di ampliare il dibattito contemporaneo.
La fiera presenterà inoltre 25 progetti personali e 35 presentazioni a due artisti. Tra gli artisti da tenere d’occhio figurano Jonny Niesche con 1301PE, Marepe con Anton Kern Gallery, Simone Fattal con kaufmann repetto, Raul Mourão, Abraham Palatnik e José Dávila con Nara Roesler, Iván Argote con Albarrán Bourdais e Tomashi Jackson con Night Gallery.
Il programma comprende anche June Edmonds ed Evita Tezeno con Luis De Jesus Los Angeles, Shizu Saldamando con Charlie James, Otis Jones con MARC STRAUS, Charles Hickey con Feia, Tom Hammick con Huxley-Parlour, Mizue Sawano e Bilgé con Sapar Contemporary, Josiah Brown con Northern-Southern e Rachel Hecker e Jeremy DePrez con David Shelton Gallery. Completano il panorama Jean Lowe con Hannah Sloan Presents, Kelly Tapi-Chunning con Kouri + Corrao, Alex Ebstein con PFA Gallery, Susan York con Studio light | space, Naresh Kumar con Chilli, Great Waller con Fernberger e una presentazione collaborativa di Harrod Blank e Cody Ledvina con Nature of Things.
Sei giorni alla scoperta di Houston
Il programma VIP, uno dei punti di forza della prima edizione, tornerà nel 2026 con sei giorni di appuntamenti dedicati alla scoperta della scena artistica di Houston. Il calendario comprenderà visite a collezioni private con i membri fondatori dell’Host Committee Marita Fairbanks e Katharine Barthelme, oltre a visite agli studi di artisti con base a Houston come Angelbert Metoyer e Nestor Topchy.
Il programma coinvolgerà alcune delle principali istituzioni culturali della città, tra cui The Menil Collection, Rothko Chapel, Contemporary Arts Museum Houston, Asia Society Texas e Moody Center for the Arts. Sono previste inoltre visite agli studi del MFAH Core Residency Program e al Sarofim Hall della Rice University, insieme a incontri con le gallerie partecipanti e con artisti come Jamal Cyrus e Delita Martin.
Il calendario includerà anche una serie di appuntamenti serali organizzati con partner culturali e realtà dell’ospitalità cittadina. Il programma completo, compresi i panel dal vivo realizzati nell’ambito dell’Untitled Art Podcast, sarà annunciato entro la fine dell’estate.
Una fiera in piena espansione
A sintetizzare la crescita della manifestazione è Michael Slenske, Director di Untitled Art, Houston, che sottolinea il crescente interesse internazionale e il rapporto costruito con la comunità locale.
La risposta alla nostra seconda edizione è stata incredibilmente incoraggiante. Accogliere 96 gallerie provenienti da cinque continenti e da tutto lo Stato del Texas, approfondendo al tempo stesso le nostre partnership con i principali musei, artisti, collezionisti e organizzazioni culturali di Houston, riflette il crescente slancio intorno alla fiera e l’emergere di Houston come importante centro per l’arte contemporanea. Ciò che rende questa fiera distintiva è il fatto che sia stata sviluppata fin dall’inizio in stretto dialogo con la comunità artistica locale. Mentre continuiamo ad ampliare la nostra portata internazionale, restiamo impegnati a creare opportunità significative per le gallerie di ogni livello, mettendo in luce l’energia, la diversità e lo spirito di scoperta che definiscono la stessa città di Houston.
Con 96 gallerie, 20 Paesi e territori, 18 espositori texani e un programma VIP costruito intorno alle istituzioni e agli artisti della città, Untitled Art, Houston si prepara dunque alla sua seconda edizione con l’ambizione di consolidare il ruolo della fiera nel panorama internazionale. L’appuntamento dal 2 al 4 ottobre 2026 al George R. Brown Convention Center sarà anche un’occasione per osservare da vicino l’evoluzione di Houston come polo sempre più rilevante per l’arte contemporanea.
Cover photo Jose Dávila, Untitled (Cowboy), 2014. Image courtesy of Albarrán Bourdais/untitledartfairs.com
