Dimenticate il jeans come semplice capo da guardaroba. Con Voices of Denim: A Living Cultural Language, AFRO Fashion Association e Levi’s® portano alla Casa degli Artisti di Milano una mostra immersiva che tratta il denim per quello che è davvero: un alfabeto fatto di memoria, lavoro, identità, resistenza e trasformazione. L’appuntamento è dal 25 settembre al 2 ottobre 2026, con ingresso gratuito, tutti i giorni dalle 11.30 alle 19.00.
Da Milano Fashion Week alla mostra: un anno di lavoro in punta di ago
Il progetto aveva fatto il suo debutto a febbraio 2026, durante Communities at Work nel calendario della Milano Fashion Week. Da lì è partito un anno intenso di mentorship, ricerca e produzione creativa, che oggi arriva al suo capitolo finale.
Alla base c’è un incontro felice: da una parte Levi’s®, che la storia del denim l’ha praticamente scritta; dall’altra AFRO Fashion Association, da anni impegnata a costruire opportunità concrete per i talenti BIPOC nell’industria creativa. L’obiettivo comune? Andare oltre la rappresentazione intesa come semplice vetrina, e mettere nelle mani dei partecipanti ciò che conta davvero: risorse, competenze, relazioni e occasioni di confronto.
I talenti: dalla moda al sound design, una generazione che riscrive l’heritage
Il cast è volutamente trasversale. Designer, fotografi, artisti visivi, filmmaker, stylist, curatori, sound designer: giovani talenti BIPOC chiamati a confrontarsi con il denim e con l’archivio Levi’s®, ognuno con il proprio linguaggio.
C’è chi ha firmato look manifesto lavorando su materiali deadstock Levi’s®, e chi ha costruito l’universo visivo e narrativo del progetto attraverso fotografia, styling, direzione creativa, sound design, editoria e progettazione dello spazio.
Ad accompagnarli, un parterre di mentor di tutto rispetto tra moda, cultura, editoria e industrie creative: Cara Fenu e Paul Dillinger del team design Levi’s®, Edward Buchanan, Tamu McPherson, Michelle Francine Ngonmo, Francesca Ragazzi, Walter D’Aprile, Cristina Baruzzi e Idris Balogun.
Le voci dietro il progetto
«Dopo quasi un anno di lavoro con i creativi coinvolti, siamo orgogliosi di presentare, insieme a Levi’s®, un progetto che dimostra ciò che la cultura può generare quando incontra accesso, fiducia e opportunità concrete», racconta Michelle Francine Ngonmo, Founder & CEO di AFRO Fashion Association. «Voices of Denim valorizza le voci dei talenti e, attraverso l’apertura gratuita al pubblico, restituisce questa esperienza all’intera città.»
Le fa eco Mathilde Vaucheret, VP Marketing & Brand Experience Europe di Levi’s®: «Questo programma è nato con l’ambizione di dare maggiore visibilità a voci creative poco rappresentate. È estremamente gratificante vedere il nostro patrimonio reinterpretato attraverso nuove prospettive, permettendo al denim di continuare a evolversi come linguaggio culturale.»
Un allestimento-cantiere dove l’incompiuto è il punto
A dare forma allo spazio è il curatore Jordan Anderson, che ha scelto di non ridurre la pluralità di discipline e identità a un’unica narrazione. Il risultato è un allestimento che somiglia a un cantiere aperto, volutamente non definitivo: un luogo in cui si vede il processo, non solo il prodotto finito.
I materiali sono quelli del backstage, portati sotto i riflettori: ponteggi in acciaio verniciato, reti metalliche, pannelli in multistrato, corde, teli, drappeggi e, naturalmente, denim. Gran parte arriva da utilizzi precedenti, e il riuso diventa dichiarazione di stile e di pensiero: proprio come un jeans vissuto, ogni elemento porta con sé la traccia del proprio passato e ne guadagna un futuro.
Una mostra da attraversare, non solo da guardare
Il percorso si costruisce per strati, soglie e rivelazioni. Trasparenze e opacità si alternano, reti e velari interrompono lo sguardo, tende e drappeggi creano attesa. Non tutto si svela subito: bisogna muoversi, cercare, cambiare prospettiva. Ogni opera nasce dal dialogo tra corpo, materia e spazio, e ogni visitatore finisce per scrivere la propria versione della mostra.
Il messaggio è chiaro: la cultura non è un’eredità da ricevere passivamente, ma una materia viva da negoziare, reinterpretare e riscrivere. E l’incompiuto, qui, non è una mancanza ma una promessa.
Il team creativo
La visione creativa porta la firma di Macs Iotti, Executive Creative Director del progetto, che ne ha guidato sia l’exhibition design sia l’art direction del sistema identitario. Con il suo MACSIOTTI Studio e la Design Direction di Filippo Antonioli, ha sviluppato l’identità visiva di Voices of Denim.
Studio Exhibita, fondato da Marco Ramon, ha curato la produzione e il supporto alla progettazione, traducendo la piattaforma culturale in un’esperienza immersiva. La comunicazione è affidata a Silvia Negri e al team di Negri Firman PR & Communications, da tempo al fianco di AFRO Fashion Association per una rappresentazione più equa dei talenti BIPOC.
Perché vale la visita
Voices of Denim chiude un anno di lavoro, ma non chiude il discorso. Anzi, lo apre alla città, portando nello spazio pubblico un ecosistema costruito su scambio, mentorship e sperimentazione. Il denim è il punto di partenza per una domanda molto più grande: chi costruisce oggi la cultura contemporanea, quali storie vengono raccontate e, soprattutto, chi ha la possibilità di scriverne le prossime pagine.
Info pratiche
- Dove: Casa degli Artisti, Milano
- Quando: dal 25 settembre al 2 ottobre 2026
- Orari: tutti i giorni, 11.30 – 19.00
- Ingresso: gratuito
photo courtesy by: Negri Firman PR e Communication














