The Bass Museum of Art di Miami Beach ha annunciato il programma espositivo per la stagione 2026-2027, con un calendario che si estende dall’estate 2026 all’autunno 2027. La nuova stagione riunisce artisti provenienti da contesti geografici e culturali differenti e propone una riflessione su identità, memoria, migrazione, linguaggio, ambiente e trasformazione.
Il programma comprende nuove mostre personali di Yuko Mohri, Amalia Pica, Sarah Zapata, Pedro y Juana e Pepe Mar, insieme ai progetti di Abraham Cruzvillegas, Gabriel Rico e Susan Philipsz. Secondo The Bass, la stagione nasce dalla volontà di mettere in relazione prospettive diverse e di valorizzare la particolare dimensione internazionale di Miami Beach.
Le esposizioni trasformano il museo in uno spazio di confronto nel quale il pubblico è invitato a interrogarsi sul modo in cui interpretiamo ciò che vediamo. L’interpretazione diventa così un processo attivo, influenzato dalle esperienze personali, dalla cultura e dal contesto istituzionale.
Abraham Cruzvillegas e il cambiamento urbano
La stagione prende il via con Autocontusión di Abraham Cruzvillegas, in programma dal 16 luglio 2026 al 25 luglio 2027. L’artista messicano guarda al ciclo di vita delle città e degli oggetti come a un processo continuo di costruzione e distruzione, legato a dimensioni politiche, economiche, ecologiche e naturali.
L’installazione affronta inoltre l’esperienza dello spostamento fisico vissuta dalle comunità diasporiche. Attraversando l’opera, il visitatore entra in relazione con un ambiente in continua trasformazione e può osservare come l’identità venga costantemente riformulata attraverso il rapporto con un nuovo luogo e con l’ambiente circostante.
Sarah Zapata tra tessuti e colori
Dal 30 luglio 2026 al 28 febbraio 2027, The Bass presenta Against a State of Malevolence di Sarah Zapata. Il progetto nasce anche dall’acquisizione da parte del museo dell’installazione tessile A Famine of Hearing, presentata nella sua interezza insieme a una selezione di opere tattili di grande formato.
Il lavoro di Zapata utilizza texture, colore e materiali tessili per costruire mondi immaginari, collegando il patrimonio culturale peruviano dell’artista alla sua esperienza contemporanea e a una visione di futuro queer. La mostra mette quindi al centro il corpo, lo spazio e la possibilità di occupare un luogo attraverso la materia e l’immaginazione.
Oggetti e nuovi significati
Dal 29 agosto 2026 ad agosto 2028, Gabriel Rico porterà a The Bass IX Mural from the Series – Reducción Objetiva Orquestada. Il progetto parte dall’accostamento di oggetti apparentemente privi di relazione tra loro.
Rico combina elementi organici e inorganici costruendo una sorta di equazione visiva. L’opera viene presentata come un problema aperto, lasciando al pubblico il compito di individuare una possibile soluzione. Il significato nasce quindi dall’associazione tra gli elementi e dalla lettura personale dello spettatore.
Yuko Mohri e il suono
Dal 17 settembre 2026 al 30 maggio 2027, The Bass ospiterà Unviolated Imperfection di Yuko Mohri, una grande installazione distribuita in più gallerie.
Mohri si allontana dall’idea di perfezione e concentra l’attenzione sull’improvvisazione, sull’inefficienza e sull’immaginazione. La mostra esplora il suono come forma scultorea e il decadimento come principio di trasformazione e rinascita. Oggetti comuni e materiali organici vengono combinati con il tempo e con il suono, creando un ambiente nel quale ciò che è riconoscibile entra in relazione con ciò che resta invisibile.
Il lavoro dell’artista giapponese suggerisce così una riflessione sulla condizione umana attraverso una combinazione di oggetti, fenomeni fisici e percezioni sonore.
Amalia Pica e lo spazio
Sempre dal 17 settembre 2026 al 12 febbraio 2027, la Rotunda di The Bass sarà dedicata a Lecturas Posibles di Amalia Pica.
L’artista costruisce un ambiente ispirato a una biblioteca quasi bidimensionale, nel quale ogni superficie diventa una lavagna. Il pubblico è invitato a intervenire, lasciare segni e modificare la relazione tra oggetti, immagini e parole.
Immaginazione, linguaggio e gioco diventano strumenti per creare connessioni, trasformando il visitatore da osservatore in partecipante. L’opera propone quindi una concezione dello spazio espositivo come luogo modificabile, nel quale il significato può essere continuamente riscritto.
Pedro y Juana a The Bass
Dal 28 ottobre 2026 a maggio 2028, il duo Pedro y Juana presenterà Aquí, un intervento site-specific caratterizzato da un’estetica massimalista e fortemente immersiva.
La composizione coinvolge l’intero spazio attraverso carta da parati progettata appositamente, un tappeto su misura, mobili antropomorfi e lampade dalle forme floreali. Colori subtropicali e riferimenti all’immaginario di Miami trasformano l’ambiente in un’opera d’arte a tecnica mista nella quale il pubblico può fermarsi, muoversi e rilassarsi.
Il progetto nasce infatti dall’osservazione della città e dalla volontà di tradurre nell’architettura interna quella particolare combinazione di colore, vegetazione e cultura che caratterizza Miami.
Pepe Mar e El Gato Negro
Dal 18 marzo a ottobre 2027, la Rotunda accoglierà El Gato Negro di Pepe Mar. Il titolo prende il nome da un nightclub che l’artista vedeva durante l’infanzia nella sua città natale in Messico.
L’installazione nasce dall’immaginazione di uno spazio sconosciuto e apparentemente irraggiungibile, trasformato in un ambiente fantastico ed eclettico. Al centro del progetto ci sono i temi delle frontiere, della migrazione e del senso di appartenenza. Il trasferimento dell’artista negli Stati Uniti diventa il punto di partenza per riflettere sulla distanza tra luoghi, memorie e comunità.
La Rotunda viene così trasformata in uno spazio nel quale il pubblico può entrare fisicamente e confrontarsi con l’idea di viaggio e con le esperienze che contribuiscono a costruire una comunità.
L’installazione di Susan Philipsz
Il programma di The Bass si estende anche fuori dalle sale del museo. Nel dicembre 2026, l’installazione sonora Too Much I Once Lamented di Susan Philipsz verrà trasferita nell’area sud-occidentale di Collins Park, tra i grandi baobab del parco.
L’opera, realizzata originariamente nel 2019, utilizza la voce registrata dell’artista per esplorare il rapporto tra suono, memoria ed emozione. Philipsz interpreta una canzone madrigale gallese dedicata a un amante affranto e rende chiaramente percepibili respiri e pause.
Questa scelta mette in evidenza la separazione e la solitudine, creando un’esperienza sonora pensata per essere vissuta all’aperto e in relazione con gli alberi. Il nuovo allestimento invita infatti i visitatori a sedersi all’ombra dei baobab e ad ascoltare l’opera in un contesto naturale.
La visione di The Bass
Nel suo insieme, il programma 2026-27 di The Bass mette al centro la relazione tra arte, esperienza personale e trasformazione dello spazio. Le opere affrontano temi molto diversi, dalla migrazione all’identità, dalla memoria al linguaggio, dall’ecologia alla percezione sonora, proponendo modalità differenti di coinvolgimento del pubblico.
Il filo conduttore è una concezione dell’arte contemporanea come esperienza aperta, nella quale il significato prende forma attraverso l’incontro tra l’opera e chi la osserva. A Miami Beach, una città caratterizzata da una forte dimensione internazionale, The Bass sceglie quindi di costruire una stagione capace di mettere in dialogo culture, linguaggi e prospettive differenti.
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