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Paris Internationale 2026: l’anima nomade e indipendente dell’arte contemporanea

Scritto da Silvia Artana

La settimana da segnare sul calendario, per gli appassionati di arte contemporanea, è quella dal 20 al 24 ottobre. Paris Internationale torna nella città che le dà il nome con un’edizione ricca di gallerie, artisti, ospiti, talk, eventi e tante novità.

La preview è prevista per il 19 ottobre. Per tutti, Paris Internationale apre il 20 e marca le caselle sul calendario fino al 24, prendendo una posizione opposta ad Art Basel. La fiera di arte contemporanea nomade e indipendente sceglie di restare aperta anche sabato – l’ultimo giorno – e di non anticipare la chiusura per timore dei disordini che agitano la capitale francese. La decisione arriva dopo un incontro tra gli organizzatori e le gallerie partecipanti e porta con sé, a titolo precauzionale, l’anticipo dell’orario di ingresso alle 11 e un aumento delle misure di sicurezza.

Quella che torna nella città che le dà il nome è la 12esima edizione di Paris Internationale e arriva con una line up completamente rinnovata e – soprattutto – una nuova location. Lo spazio scelto per ottobre 2026 è nel cuore del Canal Saint-Martin (per l’esattezza, 187–189 Quai de Valmy), uno dei quarieri più “vibranti e creativi” di Parigi, dove la vita scorre intensamente, tra “acclamati ristoranti e una comunità creativa indipendente”. Insomma: il posto perfetto per una fiera che fin dagli esordi rivendica una posizione libera, eclettica, multigenerazionale e controcorrente nel mercato globale dell’arte contemporanea.

Paris Internationale 2026: vocazione chiara e tanti italiani

Non è vero, ma è così. I numeri contano e in quelli della 12esima edizione di Paris Internationale c’è tutta l’essenza della fiera: 54 gallerie e 6 spazi no-profit provenienti da 19 paesi e, tra questi, 16 espositori alla loro prima volta. L’impegno è sempre lo stesso: favorire la scoperta, lo scambio e la diffusione della produzione artistica contemporanea all’interno di un ricco programma culturale. Il modello è peculiare – con la gestione demandata alle gallerie – e conta su una mescolanza di nuovi espositori e artisti e partecipanti storici di diverse generazioni e aree geografiche.

L’edizione parigina arriva dopo il grande successo riscosso da quella a Milano e annovera una folta rappresentanza di italiani. Dal Belpaese provengono le gallerie Ciaccia Levi (Parigi e Torino), Clima (Milano), Fonti (Napoli), Gian Marco Casini (Livorno), Martina Simeti (Milano), Tiziana Di Caro (Napoli), Vistamare (Milano e Pescara) e zazà (Milano e Napoli).

È italiano – per la precisione di Milano – anche lo studio NM3, che ha partecipato alla creazione e all’allestimento degli spazi della fiera per l’edizione “in casa” e rinnova l’impegno per quella francese, in collaborazione con lo studio Christ & Gantenbein, partner di Paris Internationale dal 2022.

Paris Internationale torna a Parigi dal 20 al 24 ottobre 2026. Photo credits: © Margot Montigny © Salome Jishkariani © Giaime Meloni © Sebastiano Pellion di Persano. Photo courtesy: Paris Internationale

Paris Internationale torna a Parigi dal 20 al 24 ottobre 2026. Photo credits: © Margot Montigny © Salome Jishkariani © Giaime Meloni © Sebastiano Pellion di Persano. Photo courtesy: Paris Internationale

Special Projects

Oltre ad accogliere una selezione internazionale di gallerie che attraversano e intersecano generazioni e luoghi, Paris Internationale presenta ogni anno una serie di “Progetti speciali” site-specific e immersivi. La 12esima edizione non fa eccezione e porta all’attenzione del pubblico quattro proposte di grande impatto.

Next Korea: Galleries | Second Nature

Lo Special Project Second Nature – curato da Oriane Durand and Jiwon Yu – è concepito come uno “spazio di scoperta, collaborazione e sperimentazione” e riunisce 7 gallerie coreane emergenti (APOproject, CAPTION, IAH, INGAHEE, RANEE SEOUL, sangheeut, WWNN) all’interno di un quadro curatoriale condiviso.

L’obiettivo di Second Nature è riflettere su come gli artisti si orientano in un mondo fatto di strati e sfaccettature, in cui naturale e artificiale, materiale e simbolico, razionale e misterioso si intrecciano e si fondono, rendendo la comprensione della realtà sempre più sfuggente. Attraverso un programma di talk e performance, gli artisti che partecipano al progetto ricodificano e mettono in dialogo rituali, miti, oggetti tradizionali, tecniche e materiali con forme speculative, sistemi tecnologici e la cultura dell’immagine contemporanea.

Next Korea: Galleries | Second Nature. Photo courtesy: Paris Internationale

Next Korea: Galleries | Second Nature. Photo courtesy: Paris Internationale

Ayman Zedani | In the Bellies of the Rocks

L’artista concettuale saudita Ayman Zedani porta a Paris Internationale una mostra immersiva, In the Bellies of the Rocks, sviluppata attraverso diversi anni di ricerca tra AlUla (un’antica oasi nella regione di Medina) e l’Arabia nord-occidentale. Lo Special Project prende forma nell’ambito della Stagione Culturale di AlUla a Parigi e nasce dalla collaborazione tra Arts AlUla, l’AlUla Contemporary Art Museum e la French Agency for AIUla Development (AFALULA),

Posizionata all’ingresso della fiera, la mostra ha il proprio cuore pulsante nell’installazione video In the Bellies of the Rocks (2026), esposta insieme a una serie di fotografie, sculture di nuova commissione e interventi spaziali, che riflettono sul concetto di discontinuità attraverso lo studio delle civiltà del passato e delle lacune che si sono lasciate alle spalle. Il materiale da cui prende forma e su cui si basa la ricerca sono “forme mancanti, testimonianze incomplete e tracce che resistono a un’unica interpretazione”, la cui connessione materiale e speculativa attraversa siti archeologici, paesaggi desertici e la costa del Mar Rosso.

Quella di Ayman Zedani è un’opera di “archeologia parafizionale”, in cui “oggetti e frammenti fluttuano tra sistemi di classificazione, memoria e credenza, sfumando il confine tra manufatto archeologico, prova fittizia e opera d’arte”, e invita a vedere la storia non come un resoconto immutabile e definitivo, bensì come “una narrazione in costante evoluzione, plasmata dal paesaggio, dalla memoria, dall’immaginazione e dai modi in cui leggiamo e tramandiamo ciò che resta”.

Ayman Zedani | In the Bellies of the Rocks. Photo courtesy: Paris Internationale

Ayman Zedani | In the Bellies of the Rocks. Photo courtesy: Paris Internationale

On and Sky High Goods

La 12esima edizione di Paris Internationale è il palcoscenico d’eccezione per il lancio della terza collaborazione tra il brand di sportswear svizzero On e Sky High Goods, l’etichetta nata per sostenere la missione di equità alimentare della non-profit newyorkese Sky High Farm. La nuova collezione – ispirata ai principi della “performance-farming” – è pensata e realizzata per rispondere alle necessità basilari dei lavoratori agricoli.

Il progetto prevede la vendita delle creazioni della collaborazione in un apposito shop on-site e la donazione del 100% dei profitti alla Sky High Farm situata nella Hudson Valley.

École des Arts Décoratifs – PSL | AFTER Project Room

L’École des Arts Décoratifs – PSL partecipa per la prima volta a Paris Internationale e lo fa con uno Special Project che prende le mosse da AFTER, la piattaforma dedicata alla presentazione e alla valorizzaione dei nuovi diplomati.

AFTER Project Room porta in fiera il pensiero e le creazioni di 13 giovani da poco usciti dalla scuola, in una commistione di idee, suggestioni e stili che “evocano paesaggi che sfidano le leggi della natura”. La tensione condivisa dai nuovi creativi della storica scuola è la ricerca di una narrativa differente e non convenzionale, in cui materiale e artigianato sono le basi di una rivoluzione radicale. Il processo artistico e l’arte stessa assumono una nuova connotazione e diventano strumenti per stravolgere e sovvertire i codici esistenti, con l’obiettivo non di decorare il mondo, ma di riconfigurarlo.

École des Arts Décoratifs - PSL | AFTER Project Room. Photo courtesy: Paris Internationale

École des Arts Décoratifs – PSL | AFTER Project Room. Photo courtesy: Paris Internationale

Public Programs

Il dialogo e lo scambio sono elementi costituenti di Paris Internationale ed è in questo contesto che si collocano i “Public Programs”, due diverse tipologie di incontri gratuiti e aperti a tutti.

Le “Daily Dérives” rappresentano l’occasione per i visitatori di vivere la fiera in maniera immersiva, attraverso la condivisione da parte di artisti, curatori, collezionisti e altre personalità del mondo dell’arte delle proprie scoperte e prospettive.

I “Talk”, organizzati con la Fondation Pernod Ricard e curati per il terzo anno consecutivo da Alice Dusapin, sono una finestra sulla cultura contemporanea e contano sulla partecipazione di voci provenienti da ogni parte del mondo. Il tema di questi ultimi, per l’edizione di ottobre 2026, è Let’s Talk About Someone Else e prevede che i quattro artisti João dos Santos Martins, Nick Mauss, Baptiste Pinteaux e Marie Warsh discutano del lavoro di quattro loro omologhi, ovvero Ana Jotta, Nicolas Moufarrege, PaJaMa e Rosemary Mayer.

Banc Public | Permanent Hospitality

La 12esima edizione di Paris Internationale riserva una sorpresa golosa agli appassionati di arte. Dal 20 al 24 ottobre, il quarto piano della fiera ospita un allestimento speciale: il primo ristorante pop-up di Banc Public, Permanent Hospitality. Lo studio specializzato nella progettazione, direzione artistica, organizzazione e produzione di eventi culturali, gastronomici, artistici ed esperienziali riunisce lo chef Numa Muller, il lighting designer Lucien Nicou e Radiant Studio “per creare uno spazio dinamico che si muove seguendo i ritmi della fiera, dal pranzo fino a mezzanotte”

Sull'Autore

Silvia Artana

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ha conseguito un Master in Divulgazione Scientifica e ha mosso i primi passi nell'editoria, occupandosi di scienza e tecnologia. Ha scritto a lungo di cinema e serie TV per importanti siti e testate di settore. Da molti anni si occupa di moda, bellezza, benessere e lifestyle e svolge attività di copywriting, storytelling e ghostwriting online e offline. È giornalista pubblicista dal 2023.