Fashion

Modelle famose degli anni Settanta: la nascita delle supermodelle

Modelle anni 70
Scritto da Serena Serra

Dalla New York dello Studio 54 alla nightlife di Parigi, le top model degli anni Settanta sono state le prime supermodelle della storia del fashion.

Se Janice Dickinson si è definita la prima supermodella della storia, negli anni Settanta erano tante le top model capaci di insidiarle il titolo: l’aristocratica Marisa Berenson, le biondissime Christie Brinkley e Jerry Hall, la scanzonata Pat Cleveland, la tormentata Gia Carangi…

Muovendosi tra la New York dello Studio 54 e le notti delle capitali europee, le modelle più famose degli anni ’70 hanno tracciato la via per coloro che ne avrebbero seguito le orme nei decenni successivi.

Marisa Berenson, la nipote di Elsa Schiaparelli

Modelle anni 70 Marisa Berenson

Marisa Berenson in Azzaro fotografata da Henry Clarke per Vogue nel 1972 @onedayonecrotte on Instagram

In copertina su Vogue il giorno del suo battesimo e su Elle alla tenera età di sei anni: non così strano per la nipote di quel mito della moda che è Elsa Schiaparelli. Ma la nipote di “nonna Schiap”, come la chiama affettuosamente Marisa Berenson, non è una modella bambina. Marisa Berenson è “the Queen of the Scene”.

La pelle ambrata e gli occhi verdissimi convincono Diana Vreeland a lanciarla come top model e Marisa diventa in breve tempo una delle modelle più famose degli anni Settanta. È in copertina su Vogue nel luglio del 1970 e su Time nel dicembre di cinque anni dopo. Lavora con Richard Avedon e Irving Penn, Bert Stern e Robert Mapplethorpe. Gli ultimi ritocchi al suo abito da sposa il giorno del suo primo matrimonio li dà Valentino mentre Andy Warhol scatta le foto.

The girl of the Seventies, come la chiamò Yves Saint Laurent, è icona boho chic grazie alle foto che la immortalano con i suoi celebri turbanti. È una presenza immancabile nella International Best Dressed List. È la protagonista assoluta della New York glamour ed eccessiva degli anni Settanta.

La sua bellezza e il suo carisma non potevano passare inosservati agli occhi del cinema. Luchino Visconti la vuole in Morte a Venezia. È accanto a Liza Minnelli in Cabaret di Bob Fosse. Ed è anche, e soprattutto, Lady Lyndon per Stanley Kubrick in quel capolavoro dell’estetica settecentesca che è Barry Lyndon.

Gli amori tormentati, un brutto incidente automobilistico e la morte della sorella Berry nell’attentato alle Torri Gemelle non piegano il carattere di Marisa Berenson. Dopo un periodo di pausa, torna davanti alla cinepresa per Clint Eastwood e recita anche a Broadway. Nel 2010 esce Momenti intimi, l’autobiografia in cui racconta quando “noi modelle ci truccavamo da sole. Giravo con un borsone enorme pieno di toupet e cianfrusaglie”.

Pat Cleveland, la prima super top di colore

Modelle anni 70 Pat Cleveland

Pat Cleveland negli anni ’70 @soylaisla on Instagram

È stata la musa di Franco Moschino, Karl Lagerfeld, Yves Saint Laurent e Oscar de la Renta. È stata la prima supermodella di colore. È stata la Catwalk Queen. I tratti esotici, il suo modo di sfilare come se danzasse, i capelli ondulati e ribelli hanno reso Pat Cleveland una delle più famose modelle degli anni Settanta.

Scoperta dall’editor di Vogue Carrie Donovan nel 1967, mentre a New York aspettava la metropolitana per andare a scuola, entra nella moda dalla porta principale, quando Oleg Cassini, lo stilista favorito di Jackie Kennedy, la presenta a Eileen Ford.

Nel 1970 si trasferisce a Parigi dove sfila per Jacques Tiffeau e per Steven Burrows e, dalla metà degli anni Settanta, diventa una delle modelle favorite di Halston, le Halstonettes, accanto a Karen Bjornson e Anjelica Houston.

Pat, che ha vissuto in Italia per 21 anni e ha anche gestito un’agenzia di modelle a Milano, non ha mai abbandonato del tutto le passerelle: ha sfilato insieme alla figlia Anna per la collezione Primavera/Estate 2017 di Moschino e anche H&M l’ha voluta sul catwalk nel marzo 2016.

Christie Brinkley, la uptown girl del Michigan

Modelle anni 70 Christie Brinkley

Christie Brinkley nel 1979 @70slove on Instagram

Una delle 100 donne più sexy del XX secolo secondo Playboy ma, soprattutto, l’unica top model a essere apparsa per tre volte consecutive (1979, 1980, 1981) sulla copertina del numero di Sports Illustrated dedicato ai costumi da bagno.

Se questo non fosse sufficiente a consacrare Christie Brinkley tra le prime supermodelle della storia, sarà il caso di ricordare che, dal suo debutto nel 1973, è stata cover girl più di 300 volte su riviste come Vogue, Glamour, Newsweek, Harper’s Baazar e Cosmopolitan.

Capelli biondissimi e sorriso smagliante, Christie rappresenta la quintessenza della bella ragazza americana e della Uptown Girl, come cantava in una sua canzone Billy Joel, suo marito dal 1985 al 1994.

Oggi Christie Brinkley è una bellissima signora di 63 anni, come dimostra il servizio fotografico che le ha dedicato Sports Illustrated e nel quale appare affiancata dalle figlie Sailor Brinkley Cook e Alexa Ray Joel.

Jerry Hall, dal Texas a Parigi

Modelle anni 70 Jerry Hall

Jerry Hall in una foto di Norman Parkinson nel 1975 @no.more.mondays on Instagram

Altissima, biondissima, gambe lunghissime: la texana Jerry Hall ha 16 anni quando approfitta di un risarcimento assicurativo per partire per la Francia. Ed è pigramente stesa al sole di Saint-Tropez che la trova il fashion agent Claude Haddad.

Con un contratto da modella in tasca, Jerry parte per Parigi. Le sue coinquiline nella Ville Lumière? Grace Jones e Jessica Lange. Con la sua bellezza sfolgorante e la personalità travolgente, Hall conquista non soltanto la nightlife della capitale francese, ma diventa una delle modelle più richieste conquistando il ruolo di testimonial per Revlon e Yves Saint Laurent.

Nel 1977, quando ha già collezionato oltre 40 copertine sui magazine più importanti ed è stata la sensuale sirena sulla cover del disco Siren dei Roxy Music, incontra per la prima volta Mick Jagger. Due anni dopo la coppia è ufficialmente insieme e dà inizio a una relazione dalla quale nasceranno quattro figli: Elizabeth Scarlett, James Leroy, Georgia May e Gabriel Luke.

A dispetto della cerimonia simbolica celebrata a Bali da Jerry e Mick nel 1991, stanca dei continui tradimenti, Hall lascia il leader dei Rolling Stones nel 1999 e si dedica al teatro: nel 2001 è Mrs. Robinson in un adattamento de Il laureato, nel 2002 recita in Picasso’s Women, poi High Society nel 2005 e Love Letters nel 2012.

Gia Carangi, la carriera folgorante di una meteora

Modelle anni 70 Gia Carangi

Gia Carangi su Vogue nel 1978 @teenagewildlifevintage on Instagram

1978-1982: queste sono le date della carriera folgorante quanto breve di Gia Carangi. Alta poco più di 1,70, bruna, sottile, Gia arriva a New York nel 1978 con un contratto della prestigiosa Wilhelmina Agency di Wilhelmina Cooper e già nell’ottobre dello stesso anno fa il botto: Chris von Wangenheim la fotografa nuda, dietro una rete, insieme alla make-up artist Sandy Linter.

Gia è mediterranea, felina, un po’ ragazzaccio e un po’ bad girl. Tutti la vogliono. È sulle copertine di Vogue e Cosmopolitan, nelle campagne di Versace, Giorgio Armani, Yves Saint Laurent e Christian Dior, posa per Richard Avedon e Francesco Scavullo, per Arthur Elgort ed Helmut Newton.

Ma è proprio quel lato inquieto e “pericoloso” che aveva contribuito a rendere Gia Carangi una delle modelle più famose degli anni Settanta a segnare il suo declino. Gia fa regolarmente uso di cocaina ed eroina. Quando, nel marzo del 1980, muore Wilhelmina Cooper, perde il suo punto di riferimento.

Lavorare con lei diventa sempre più difficile: non si presenta sul set o, quando si presenta, non è in grado di posare. Per il numero di novembre 1980 di Vogue, le correzioni in post-produzione non riescono a nascondere le piaghe sulle braccia della modella.

Gli ingaggi si fanno sempre più rari, nessuno la vuole più. Scavullo la immortala per quella che sarà la sua ultima copertina, per il numero di aprile del 1982 di Cosmopolitan. Nel 1983 Gia lascia New York. Nel 1984 si ricovera per tentare la disintossicazione. Nel giugno 1986 viene ricoverata per polmonite bilaterale. Dopo pochi giorni arriva la diagnosi: Gia ha contratto il virus dell’HIV.

Gia Carangi muore il 18 novembre 1986 a 26 anni, ma la notizia della sua morte viene resa pubblica solo molti mesi dopo. Gia è la prima donna famosa a morire di AIDS. La sua immagine a cavallo tra tomboy e sensualità e la sua storia di rapidissima ascesa e caduta la proiettano nel mito.

Cover photo: Calvin Klein, Shaun Casey, Patti Hansen, Lisa Taylor e Janice Dickinson fotografati da Harry Benson | @3bassets on Instagram

Sull'Autore

Serena Serra

Laureata in editoria e giornalismo ed esperta di comunicazione e brand management, si dedica alla creazione di contenuti per portali e siti web. Per Junglam.com è redattrice moda, beauty e lifestyle.

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