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Il linguaggio della carta conquista New York: bilancio dell’edizione 2025 di Art on Paper

Art on Paper 2025
Scritto da Patrizia Saolini

Art on Paper 2025 a New York conferma il suo ruolo di evento di riferimento con oltre 12.000 visitatori, collezionisti, istituzioni e progetti innovativi.

L’11ª edizione di Art on Paper, organizzata da AMP (divisione di a21), si è conclusa domenica 7 settembre al Pier 36 di New York, registrando un successo che ha consolidato la sua posizione come evento cardine della stagione artistica autunnale della città. Con oltre 2.500 ospiti VIP durante l’anteprima di giovedì e più di 12.000 visitatori complessivi nell’arco dei quattro giorni, la fiera ha riaffermato la centralità della carta come medium contemporaneo, capace di unire sperimentazione, poesia visiva e accessibilità. Accolta da recensioni entusiaste e da una partecipazione internazionale sempre più ampia, l’edizione 2025 ha offerto al pubblico un’esperienza vibrante, in cui collezionisti, gallerie, istituzioni e artisti si sono incontrati in uno spazio fertile di dialogo e scoperta.

Un’edizione dal respiro internazionale

Questa edizione ha convinto critici e addetti ai lavori per la ricchezza della proposta curatoriale e la varietà degli approcci artistici. Testate come Hyperallergic hanno celebrato la capacità della fiera di “saltare fuori dalla pagina, offrendo incontri giocosi e al tempo stesso riflessioni profonde”, mentre The Art Newspaper ha sottolineato come Art on Paper riesca a bilanciare ambizione e accessibilità, rafforzando il ruolo della carta nel mercato dell’arte contemporanea.

Con oltre 80 espositori provenienti da ogni parte del mondo, la fiera ha accolto sia gallerie di lunga partecipazione sia nuove realtà emergenti. Tra i nomi consolidati figuravano Tanya Weddemire Gallery, Vellum Projects, Uprise Art, Lincoln Center Editions, Walter Wickiser Gallery e Philippe Labaune Gallery, insieme a istituzioni internazionali come NL=US di Rotterdam, Gallery SoSo dalla Corea del Sud e Stoney Road Press da Dublino. A fianco di questi, il debutto di gallerie come Oto Reifschneider Galeria de Arte (Brasile), Studio Arrows (Tokyo), Mazel Galerie (Bruxelles) e Galerie Minsky (Parigi) ha testimoniato l’espansione globale del progetto, capace di attrarre un pubblico sempre più vario e cosmopolita.

Progetti artistici e installazioni tra partecipazione e sperimentazione

Il cuore pulsante della fiera è stato rappresentato dagli artist project e dalle installazioni, che hanno saputo coinvolgere il pubblico con linguaggi innovativi e modalità partecipative. Tra i momenti più significativi, l’intervento di Nina Katchadourian, presentata da Pace Gallery, che ha trasformato oggetti domestici scartati in sculture botaniche surreali nel suo ciclo Fake Plants. Con taglio ironico e dissacrante, Mark Wagner ha invitato i visitatori a interagire con la sua serie None Dollar Bill, riflessione satirica sul valore del denaro. Grande curiosità ha destato anche la Mini Print Vending Machine di Ana Inciardi, che ha attirato file costanti di collezionisti e curiosi desiderosi di portarsi a casa una piccola opera originale.

Un altro momento di grande intensità è stato offerto da Ruben Castillo con la sua installazione One-by-One, Flowing, presentata da Uprise Art, che ha esplorato il tema dell’intimità queer attraverso un assemblaggio di stampe. Accola Griefen Fine Art ha rilanciato la storica pratica di Mary Beth Edelson con i suoi Story Gathering Boxes (1972–oggi), testimonianza di impegno femminista e sociale ancora oggi vibrante e attuale. Non è mancato un approccio laboratoriale grazie a Shoestring Press, che ha portato al Pier 36 il suo Live Printmaking Workshop, laboratorio di stampa dal vivo che ha attratto un pubblico costante e curioso.

Parallelamente, il BOOKsmART Fair, giunto alla sua terza edizione in collaborazione con il Center for Book Arts, ha ampliato ulteriormente la sua proposta, trasformandosi in una sorta di “fiera nella fiera”. Con oltre venti istituzioni, case editrici e artisti del settore, lo spazio dedicato al libro d’artista ha contribuito a consolidare la reputazione di Art on Paper come piattaforma dinamica, capace di valorizzare tutte le declinazioni possibili della carta.

Collezionisti, istituzioni e il ruolo di Art on Paper nel mercato contemporaneo

Uno degli aspetti che confermano il prestigio dell’evento è stata la presenza di collezionisti di spicco e rappresentanti di importanti istituzioni internazionali. Tra i visitatori figuravano delegati dell’American Federation of Arts, della Association of Women Art Dealers, del Brooklyn Museum, del Bronx Museum, del MoMA PS1, del New Museum e del Whitney Museum of American Art. Questa affluenza di figure influenti ha reso evidente come la fiera sia ormai riconosciuta come un appuntamento imprescindibile per chiunque si interessi alle pratiche artistiche legate alla carta.

Secondo le parole della direttrice Kelly Freeman, Art on Paper 2025 ha dimostrato come questo medium continui a evolversi e ispirare, mantenendo una sorprendente vitalità. La fiera non solo ha esaltato le voci affermate, ma ha anche dato spazio a nuove generazioni di artisti, rafforzando il suo ruolo come piattaforma inclusiva e aperta alla sperimentazione. L’energia trasmessa dall’evento, alimentata dall’incontro tra collezionisti, artisti e istituzioni culturali, ha confermato l’importanza della carta come strumento contemporaneo di espressione e innovazione.

In conclusione, la 2025 edition di Art on Paper non è stata soltanto una fiera, ma un ecosistema creativo in cui linguaggi differenti si sono intrecciati, offrendo un’esperienza a metà tra mercato, ricerca curatoriale e partecipazione diretta. È proprio in questa capacità di muoversi tra livelli diversi – dall’incontro giocoso alla riflessione critica – che risiede il segreto del suo successo, un successo che lascia presagire edizioni future ancora più dinamiche e sorprendenti.

Cover photo courtesy Art on Paper

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor e corrispondente estera di JunGlam.com. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty e lifestyle. Giornalista, Chief Happiness Officer e Life Coach con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur. É autrice di quattro libri sul retail coaching e l'ideatrice del marchio Retail Coach®. Per Junglam segue le maggiori fashion week internazionali e gli eventi lifestyle in Italia e all'estero, oltre che dedicarsi alla rubrica di Life Coach.