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MIA Photo Fair BNP Paribas 2026: la fotografia tra identità e visioni contemporanee

Mia Photo Fair 2025
Scritto da Cecilia Pepponi

MIA Photo Fair 2026 a Milano celebra la fotografia d’autore con il tema “Metamorfosi”: mostre, artisti e visioni contemporanee in dialogo tra arte, identità e trasformazione.

La quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas torna a Milano dal 19 al 22 marzo 2026 negli spazi di Superstudio Più, con anteprima stampa e inaugurazione il 18 marzo. Organizzata da Fiere di Parma e diretta da Francesca Malgara, con il patrocinio del Comune di Milano e il supporto di partner istituzionali e commerciali come Deloitte, la manifestazione si conferma come il principale appuntamento italiano dedicato alla fotografia d’autore, rafforzando il ruolo della città come crocevia internazionale di artisti, gallerie e istituzioni.

Con 111 espositori, tra cui 76 gallerie (27 internazionali e 24 alla prima partecipazione, dato che conferma l’apertura verso nuove realtà), la fiera propone un panorama ampio e articolato che mette in dialogo fotografia storica e contemporanea, ricerca artistica e nuove tecnologie, consolidando un percorso di crescita sempre più internazionale.

Iacopo Pasqui, Cinema Azzurro #04

Iacopo Pasqui, Cinema Azzurro #04. Courtesy Artista e Ceravento

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “Metamorfosi”, un concetto che attraversa linguaggi, identità e pratiche artistiche, ispirato all’opera di Ovidio e profondamente legato alla contemporaneità. La fotografia viene così interpretata come un mezzo in continua evoluzione, capace di interrogare il presente e immaginare nuove possibilità di senso.

Vibrante, il tema del Mia Photo Fair di quest’anno, vibrante e coinvolgente perché nella metamorfosi è implicito il cambiamento, nel senso più ovidiano del termine, delle tecniche, delle modalità di approccio, dei soggetti, dei punti di vista e delle connessioni fra mondi, culture, cifre espressive e pensieri diversi, che evolvono connettendosi, fondendosi e osservandosi dai confini, acquisendo identità altre.

Come sottolinea Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano:

MIA Photo Fair BNP Paribas si conferma, anno dopo anno, un appuntamento centrale nel calendario culturale milanese e nel panorama nazionale dedicato alla fotografia. […] Il tema scelto per questa edizione, “Metamorfosi”, è particolarmente significativo. La fotografia è, per sua natura, un linguaggio in continua trasformazione: evolve nelle tecniche, nei supporti, nelle tecnologie, ma soprattutto negli sguardi. Metamorfosi significa attraversare il cambiamento senza perdere identità, interrogare il presente e immaginare nuove possibilità di senso

Un tema che non riguarda solo l’immagine, ma la società stessa, in cui umano e artificiale, memoria e innovazione si intrecciano in nuove forme espressive.

Un percorso espositivo tra ricerca e contaminazione

La struttura della fiera si articola in quattro sezioni principali: Main Section, dedicata alle gallerie consolidate, e tre sezioni curate che esplorano nuovi linguaggi.

Beyond Photography – Dialogue indaga il dialogo tra fotografia e altre arti, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di confronto tra linguaggi diversi. Reportage Beyond Reportage rilegge la fotografia documentaria contemporanea, superando la dimensione della notizia per restituire profondità narrativa e complessità. Focus Latino, infine, propone una riflessione sulle identità ibride e sulle trasformazioni culturali attraverso artisti latinoamericani, iberici e diasporici.

Michael Wesely, B7949 Stilleben

Michael Wesely, B7949 Stilleben

L’intero percorso è pensato come un’esperienza immersiva in cui la fotografia diventa strumento di interpretazione del presente, capace di mettere in discussione il visibile e aprire nuove prospettive. Questa riflessione trova una sintesi visiva nelle opere presentate in fiera, dove il concetto di metamorfosi si traduce in linguaggi e sperimentazioni differenti.

Questa la metafora espressa da “Sciame di dirigibili”, l’opera dell’artista messicano Hector Zamora, presentata dalla galleria Albarràn Bourdais di Madrid, vincitrice del Premio BNL BNP Paribas. Il cambiamento come parte costante della stabilità diventa qui una stabilità in continua evoluzione, dove l’imprevedibile si trasforma in opportunità di metamorfosi del soggetto e del suo rapporto con ciò che c’è intorno.

Nella sezione Main, percorso vintage, catturano l’attenzione le grandi foto in bianco e nero di Bastiaan Woudt, artista olandese presentato da MC2 Gallery, elegantissime nella graficità pura delle silhouette e nel contrasto dei toni, lasciando emergere l’essenza pura delle forme, sospese in una dimensione di armonia estetica e silenziosa contemplazione.

Poetica e malinconica l’immagine di Annelies Damen, presentata dalla galleria Flat// Land, il cui lavoro è da anni ispirato alle isole Lamu al largo delle coste keniote e alle conversazioni con le donne del luogo.

Originale il lavoro di Leyla Cárdenas, artista colombiana presentata dalla Galleria Gaburro. Le sue opere rappresentano luoghi di cui ricostruisce distruzioni, ricostruzioni ed evoluzioni, lasciando emergere i dettagli. La tecnica è quella di un arazzo di tele sfibrate, di cui rimane solo la trama, che diventa un filtro visivo capace di conferire all’opera una tridimensionalità che cambia con il mutare del punto di vista.

Interessante e poetica l’opera di Kazz Morishita, presentata da An Inc. Gallery di Seoul: la serie “The Kazz Moon” è un tributo alla luna come simbolo filosofico, elemento costante e multiforme nel flusso della vita.

Accanto alle sezioni principali, la fiera presenta un ricco programma di progetti speciali e mostre. Tra questi, il reportage di BNL BNP Paribas “Non si diventa grandi da soli”, che racconta le periferie milanesi, e le esposizioni dedicate a grandi autori come William Wegman, Elisabetta Catalano e Giovanni Gastel. Tra i progetti espositivi si inseriscono anche mostre di respiro internazionale come “The New American West”, che riflette sulla costruzione dell’immaginario occidentale attraverso fotografia storica e contemporanea.

Particolare rilievo assumono anche le collaborazioni con istituzioni culturali, come il Museo delle Culture di Lugano e Casa Museo Molinario Colombari, insieme a una rete più ampia di partner (tra cui Aon, Eberhard & Co., Fondazione Sella e Fondazione Francesca Rava) che contribuiscono a rafforzare il valore culturale e sociale della manifestazione.

Premi e talenti: sostenere il futuro della fotografia

La fiera conferma il proprio impegno nella valorizzazione degli artisti con dieci premi, tra cui il prestigioso Premio BNL BNP Paribas, che entra a far parte della collezione aziendale, e il Premio La NUOVA Scelta Italiana, assegnato nel 2026 a Raffaela Mariniello e Paolo Ventura, entrambi premiati con 15.000 euro e una mostra personale. I vincitori avranno inoltre l’opportunità di esporre nello spazio Colonne28 a Parma e presentare il proprio lavoro all’interno del Programma Culturale.

Accanto ai riconoscimenti più consolidati, emergono iniziative dedicate ai giovani e alla sperimentazione, come il Superstudio Photo Award e il Premio The Portfolio Parade, curato da Erik Kessels e sostenuto da Fujifilm Italia, che offrono visibilità e opportunità concrete alle nuove generazioni di fotografi. Tra i premi tematici si distingue anche il Premio Irinox “Save the Food”, dedicato alla sostenibilità alimentare attraverso undici progetti fotografici.

Keila Guilarte, Napolian Issue

Keila Guilarte, Napolian Issue, Anna Stranieri Marechiaro

MIA Photo Fair BNP Paribas non è un evento isolato, ma il cuore di un sistema culturale più ampio che coinvolge l’intera città. Il Circuito OFF estende infatti la manifestazione oltre gli spazi fieristici, attivando mostre ed eventi in gallerie, musei e luoghi simbolici di Milano, con iniziative diffuse come “Senato Blow(N) Up” e numerose esposizioni temporanee che ampliano il dialogo con il pubblico.

Come evidenzia Domenico Piraina, Direttore Cultura Comune di Milano e Palazzo Reale:

La fiera non è un evento isolato, ma il cuore di un sistema […] che coinvolge l’intera città. […] Il dialogo tra la fiera e il circuito OFF rafforza un ecosistema culturale capace di unire istituzioni, mercato e ricerca

In parallelo, il programma culturale propone talk, conferenze e workshop dedicati a collezionismo, editoria e nuove tendenze, offrendo un’occasione di confronto tra professionisti e pubblico. Accanto agli incontri teorici, trovano spazio anche workshop pratici, come quelli organizzati da Cucù Studio, con sessioni di revisione portfolio e formazione per fotografi emergenti e professionisti.

Una piattaforma internazionale in continua evoluzione

Con oltre 400.000 visitatori dal 2011, più di 5.000 artisti presentati e 1.674 espositori complessivi nel corso delle edizioni, MIA Photo Fair BNP Paribas si afferma come una piattaforma dinamica e internazionale, capace di connettere visioni, geografie e linguaggi.

In questa tensione tra radicamento locale e apertura globale, la fiera diventa uno spazio vivo di trasformazione, dove la fotografia non è solo immagine, ma strumento critico per leggere il presente e immaginare il futuro.

Cover photo by Mattia Micheli courtesy Mia Photo Fair

Sull'Autore

Cecilia Pepponi

Responsabile iniziative speciali Fashion-Design-Lifestyle.
Designer, esperta di immagine e di lifestyle, con un master in architettura e autrice di pubblicazioni sulle avanguardie architettonico-artistiche del ‘900. Si dedica all’ interior e al corporate design in contesto internazionale e lavora per 20 anni in una delle più grandi multinazionali della moda come responsabile immagine e interior design worldwide. Per Junglam segue le iniziative speciali fashion, design e lifestyle, sempre coltivando l’amore per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni e per il viaggio, alla costante scoperta di nuovi luoghi, culture, ispirazioni ed emozioni.