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Coachella Festival: l’happening della West Coast che ha conquistato il mondo

Scritto da Patrizia Saolini

Il Coachella Valley Music and Art Festival, in California, è diventato negli anni un grande happening in cui musica, moda e trend si mescolano senza soluzione di continuità. L’edizione 2026 – dal 10 al 19 aprile – si è svolta nel segno della tradizione glamour dell’iconico evento della West Coast.

La prima volta del Coachella Valley Music and Art Festival – per tutti “Coachella” – risale al lontano (ormai) 1999. Era ottobre, il programma era di due giorni e i biglietti costavano 50 dollari. Le vendite furono buone, ma non eclatanti, e l’anno dopo l’esperimento non venne ripetuto. Nel 2001, però, si decise di dare un’altra chance al festival. Un solo giorno, una line up che comprendeva – tra gli altri – Iggy Pop, Chemical Brothers e Fatboy Slim e il destino è stato riscritto. Il Coachella ha continuato a crescere, fino a diventare l’appuntamento di culto che è oggi. Negli anni, la formula è cambiata. Due giorni, un giorno, poi di nuovo due giorni, quindi tre e, a seguire, l’estensione a due weekend (da venerdì a domenica).

La location, invece, è rimasta sempre la stessa: l’Empire Polo Club a Indio, in California, nella Coachella Valley, nel Deserto del Colorado. Un’area ad appena una manciata di chilometri da Palm Springs e a poco più di un centinaio da Los Angeles, che negli anni 2000 è diventata famosa per i festival (oltre al Coachella, c’è una miriade di altri eventi), ma che già prima era nota per essere una vera e propria calamita per star di Hollywood, cantanti, uomini d’affari e politici. Da Humphrey Bogart a Frank Sinatra, da Bill Gates a Michael Douglas e Katherine Z. Jones, l’elenco delle celebrità che hanno trascorso le vacanze, comprato casa e fatto investimenti nella Coachella Valley è lungo. Alla pari di quelle che ci sono nate e cresciute, come la Mercoledì della omonima serie TV di Tim Burton, Jenna Ortega.

Coachella Festival

L’Empire Polo Club a Indio, dove si svolge il Coachella Festival. Photo credits: Anastasiia Mitiushova at Unsplash

Del resto, gli oltre 350 giorni di sole all’anno, gli innumerevoli resort esclusivi e campi da golf, le grandi riserve naturali come il Joshua Tree National Park e i molteplici eventi glamour (tra cui l’Indian Wells Open) rendono la zona attraente tanto per gli amanti della mondanità che per gli appassionati dell’arte e dell’aria aperta. L’area è in costante crescita: l’economia è fiorente, la popolazione aumenta e il trend positivo genera un volano di benessere e prosperità che si autoalimenta.

In questo quadro idilliaco, però, c’è anche una nota stonata. La Coachella Valley è soggetta a una considerevole escursione termica: se di giorno le temperature arrivano a toccare i 41° C, di notte possono precipitare a 6° C  o meno. Un fattore non da poco per chi partecipa al festival e che significa arrivare preparati a gestire tanto il sole cocente e il caldo torrido che il freddo e l’umidità. L’organizzazione prevede un accesso illimitato all’acqua, con stazioni di ricarica dislocate in tutta l’area (una delle poche cose gratis, se non l’unica) e bottigliette a prezzi bassi. Ma il resto è a carico dei partecipanti: creme solari, integratori, abbigliamento, tende attrezzate e via dicendo. Questo non vuol dire che la location sia spartana, anzi. Però tutto ha un costo e le comodità si pagano. A caro prezzo.

Coachella 2026: la lineup, le esibizioni e le polemiche

Il Coachella è un festival di musica e – al netto dell’happening mondano che è diventato con il passare del tempo – ha il proprio cuore pulsante negli artisti che partecipano ogni anno. Tutto è nato da un atto di ribellione: nel 1993, i Pearl Jam si rifiutarono di suonare a Los Angeles, per protesta contro i ricarichi attuati da Ticketmaster sui biglietti del loro concerto per il Vs. Tour. La band si attivò per trovare una location alternativa e la scelta ricadde sull’Empire Polo Club. Il concerto dei Pearl Jam sdoganò l’uso dell’area per i grandi eventi e l’organizzazione che curò l’esibizione della band di Seattle – Goldenvoice – ebbe l’intuizione di utilizzarla per organizzare un grande festival sulla falsariga di quello di Glastonbury, in Scozia.

Dopo un inizio difficoltoso, il Coachella si è affermato come un appuntamento di prestigio per i protagonisti della scena musicale mondiale, fino a diventare un palcoscenico ambitissimo. A renderlo un vero e proprio “oggetto del desiderio” è il fatto che gli artisti sono invitati in base al loro talento e non alla popolarità radiofonica, cosa che è valsa al festival l’appellativo di “anti-Woodstock”. Nel corso degli anni, per dire, si sono esibite star come Björk, gli Oasis, i Red Hot Chili Peppers, i Coldplay, Prince, Beyoncé, gli AC DC, Lady Gaga e Harry Styles.

Una performance al Coachella Festival. Photo credits: Arthur Edelmans at Unsplash.

Una performance al Coachella Festival. Photo credits: Arthur Edelmans at Unsplash.

Le aspettative per la lineup sono sempre molto alte e quella dell’edizione 2026 non ha deluso. Almeno, sulla carta. A livello di esibizioni, invece, non sono mancate critiche e malumori. Del resto, con headliner del calibro di Sabrina Carpenter, Justin Bieber e Karol G, il pubblico non si aspettava niente di meno che delle performance straordinarie. E quando il presupposto è che sul palco salgano tre dei più importanti protagonisti della scena globale, è facile che si alzino delle voci critiche. Anche taglienti.

Per certo, chi non è venuta meno alle attese è stata Sabrina Carpenter. La nuova regina del pop ha portato al Coachella lo stile hollywoodiano che è il suo marchio di fabbrica e ha orchestrato il più grosso colpo di scena dell’edizione. L’ex stellina Disney, trionfatrice ai Grammy 2025 con Short n’ Sweet, ha fatto cantare e ballare tutti con i suoi successi – a partire da House Tour – e nella seconda serata ha chiamato sul palco Madonna. A 20 anni dalla sua prima esibizione, Miss Ciccone ha duettato con Sabrina sulle note di Vogue e Like a Prayer e ha lasciato la sua impronta sul festival. Una geniale mossa di marketing per lanciare l’uscita del nuovo album, Confessions II, in programma a luglio? Probabilmente sì, ma chi c’era ha avuto la fortuna di assistere alla performance dal vivo di una vera e propria leggenda. E non è cosa che capita tutti i giorni.

L'atmosfera del Coachella Festival. Photo credits: Andrew Ruiz at Unsplash.

L’atmosfera del Coachella Festival. Photo credits: Andrew Ruiz at Unsplash.

Toni entusiastici hanno celebrato anche l’esibizione di Karol G, per la quale la frase più ripetuta è stata “ha fatto la storia”, in quanto prima artista latina headliner in oltre 20 anni di festival. Al di là degli slogan, l’interprete di hit come Tusa, Bichota e Provenza ha portato al Coachella una energia straordinaria e non ha sbagliato un colpo, invitando a esibirsi con lei Wisin, Becky G, Mariah Angeliq, Arturo Sandoval e Greg Gonzalez.

I commenti per Justin Bieber, invece, non sono stati altrettanto positivi. The Biebs è salito sul palco da solo, imbracciando un laptop, e per la prima parte della sua performance ha proiettato i video dei suoi più grandi successi, coinvolgendo i presenti in una sorta di karaoke. Lo show è poi proseguito in maniera canonica, con una selezione delle canzoni che hanno scandito la carriera della popstar, ma l’insieme è risultato straniante e ha dato il là a un acceso dibattito. L’aspetto più discusso è stato il presunto scarso impegno e rispetto della popstar, che a fronte di un cachet monster di 10 milioni di dollari – mai ottenuto prima da nessun artista al Coachella – ha portato in scena uno spettacolo definito dai più al di sotto del minimo sindacale. In tanti, però, hanno letto nel comportamento di Bieber un segnale triste e per certi versi drammatico, ritenendo che la bizzarra esibizione sancisca – di fatto – la fine della carriera della popstar. Dopo i problemi con il management e quelli personali, la sensazione è che The Biebs non abbia più nulla di dire. O non ne abbia più voglia.

Un happening di culto, ma a che prezzo?

Il Coachella Festival è diventato una di quelle cose di cui si dice che “va fatta almeno una volta nella vita”. Se è vero che la musica è al centro, altrettanto vero è che intorno orbita un “sistema” in cui si intrecciano FOMO, moda e denaro. Partecipare non basta più: ciò che conta è la narrazione, una narrazione patinata, specchio (non sempre veritiero) dello status sociale. Qualcuno ha detto che il Coachella è la “Olimpiade degli influencer” e la definizione fotografa alla perfezione la dimensione di grande spot virale assunta dal festival nel corso degli anni.

A fare da apripista e filo conduttore è stato lo stile. Il Coachella era l’evento al quale guardare per scoprire le tendenze in fatto di moda, accessori, beauty e hairstyle che avrebbero spopolato nei mesi a venire. E ancora oggi è così. Anche se il festival ha una sorta di dress code hippy e boho chic, da ogni edizione sono emersi uno o più trend e l’ultima non fa eccezione. Dunque, ecco che da Coachella 2026 arrivano suggestioni tech e futuristiche, giacche di pelle e stivali da biker e una spruzzata di stile country. La Mrs. t-shirt (tornata in auge dal 2016) e lo slip dress sfoggiati da Hailey Bieber, gli short in satin orlati di pizzo e il bikini sopra la canotta si candidano a diventare tormentoni dell’estate. Per contro, da Vittoria Ceretti a Teyana Taylor, più di una celeb si è fatta alfiere di uno stile basic e rilassato, all’insegna di t-shirt bianca e jeans.

Il Coachella è, da sempre, l’evento al quale guardare per scoprire in anteprima i trend moda. Photo credits: Rosa Rafael at Unsplash.

Ma attenzione: anche ciò che a Coachella sembra easy e affordable in realtà non lo è. Il festival è un modello di business che muove cifre da capogiro. I dati parlano di 20 milioni di dollari di spesa turistica diretta e di 100 milioni di dollari totali. Tutto ha un prezzo e salatissimo. Per un weekend, i biglietti base (General Admission) oscillano tra 550 e 650 dollari, i VIP Pass costano da 2.000 dollari a salire. I prezzi delle stanze d’albergo schizzano alle stelle e una notte si aggira intorno a 1.800 dollari. Intere ville vengono affittate per cifre nell’ordine delle centinaia di migliaia di dollari. Il car camping ha costi più ragionevoli (circa 160 dollari a notte), ma il risparmio viene bruciato dai prezzi di cibo e bevande (una bibita in lattina può costare 25 dollari e un trancio di pizza tra 15 e 35 dollari).

Fa parte del gioco. Il Coachella vive nel suo mito e del suo mito. Ma quanto potrà durare ancora? Qualcuno ha iniziato a chiederselo. La pressione sul sistema continua a crescere, ma la sensazione è che il festival abbia davanti a sé ancora molti anni.

Photo cover credit: JOSHUA COLEMAN su Unsplash

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor e corrispondente estera di JunGlam.com. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty e lifestyle. Giornalista, Chief Happiness Officer e Life Coach con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur. É autrice di quattro libri sul retail coaching e l'ideatrice del marchio Retail Coach®. Per Junglam segue le maggiori fashion week internazionali e gli eventi lifestyle in Italia e all'estero, oltre che dedicarsi alla rubrica di Life Coach.