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Come affrontare una separazione

Come affrontare una separazione
Scritto da Patrizia Saolini

La separazione, come il divorzio, rappresenta un evento traumatico e affrontarla non è facile. Noi di Junglam ci siamo rivolte a un esperto per capire come gestire questa situazione complessa con maturità ed evitare le sue trappole più insidiose.

Dal punto di vista psicologico ed emozionale, la separazione rappresenta un trauma estremamente rilevante per un sistema familiare (che spesso include anche dei figli).

La parola stessa – separazione – indica qualcosa che si divide, che perde la sua unità, la sua completezza. Di fatto, non solo segna una frattura nel legame con l’altro, ma anche nell’immagine che ciascuno ha di sé, del partner e del mondo circostante. Per tale ragione, può essere considerata un lutto e come tale va elaborata. Per capire in che modo, noi di Junglam abbiamo chiesto aiuto a un esperto.

Premettendo che si tratta di un argomento complesso e che non esiste una “ricetta magica” per risolvere la situazione, lo Psicologo e Psicoterapeuta, oltre che Senior Executive Coach, Federico Petrozzi ci ha dato alcuni consigli utili per affrontare l’incertezza, la volatilità e l’ambiguità che di norma una separazione genera, con un livello di maggiore maturità e stabilità.

Perché ci si separa?

La separazione (e il divorzio) può portare con facilità a provare un senso di responsabilità e/o di colpa tanto in chi lascia quanto in chi viene lasciato. Ma come spiega il dottor Petrozzi, è un sentimento che non ha ragione di esistere:

La separazione è un evento che coinvolge un sistema e che si verifica tra le persone e non per colpa di uno dei membri della coppia.

Lo Psicologo e Psicoterapeuta chiarisce che la separazione interessa il piano delle relazioni e che nella maggior parte dei casi include diversi altri protagonisti oltre alla coppia coniugale. Per esempio, madri, padri, a volte nonni e nonne, famiglie di origine (intese come sistemi viventi), amanti, amici e tutte le persone che fanno parte della rete di rapporti dei due partner.

Accettare gli effetti della separazione per andare avanti

Come spiega Federico Petrozzi, una separazione costringe l’intero sistema di relazioni a una tempestosa uscita dalla propria zona di comfort. Le vecchie abitudini, tanto rassicuranti da essere percepite a volte come limitanti o addirittura disprezzate, vengono cancellate dalla decisione di uno dei membri della coppia (più raramente da entrambi) di rompere l’equilibrio e di percorrere una strada diversa.

Un simile cambiamento può generare sentimenti di rabbia, tristezza, frustrazione, senso di ingiustizia, ansia per l’incertezza che riserva il futuro. In particolar modo in chi “subisce” la separazione.

Accettare e accogliere queste emozioni, riconoscendole come qualcosa di fisiologico e inevitabile, può aiutare a farsi una ragione di quanto sta accadendo e a non vivere come unico un problema comune a molte altre persone.

Accettare gli effetti della separazione

Accettare gli effetti della separazione è il primo passo per voltare pagina.

Lo Piscologo e Psicoterapeuta chiarisce che le separazioni accadono e fanno parte della quotidiano. Resistere alla tentazione di crogiolarsi nel senso di fallimento e nel pensiero ricorrente di aver sbagliato tutto (se si viene lasciati), di credere che sia l’altro a essere sbagliato e che solo separandosi la situazione si sbloccherà (se si lascia), è il primo, necessario passo per avere un nuovo, reale punto di osservazione sul futuro.

Il distacco fisico, emotivo e affettivo favorisce una presa di consapevolezza nei confronti di se stessi e dell’altro. Imparare a guardare avanti e vedersi diversi, più liberi, più efficaci, più felici, può aiutare consistentemente ad affrontare con positività una separazione:

A volte, a mesi o anni di distanza da una separazione sofferta, non è raro chiedersi come si sia potuto trascorrere tanto tempo con l’ex partner.

Come reagire a una separazione

Anche se istintivamente si tende a farsi coinvolgere dal proprio lavoro o dalla cura della casa o dei figli, autorizzare se stessi per un certo tempo a soffrire e a lamentarsi ha effetti benefici nell’iter di elaborazione di una separazione.

Il dottor Petrozzi spiega che darsi il permesso di non essere efficaci come prima, di non riuscire a prendersi cura degli altri come si era soliti fare, può avviare un processo curativo in cui ci si riorganizza, si scoprono nuove energie e si realizza che, nonostante la vita sia cambiata, si è ancora vivi e si può addirittura essere migliori.

Come ogni lutto, la separazione o il divorzio (laddove non siano seguiti da depressione o malattia, nel qual caso è necessario un supporto terapeutico qualificato) portano i membri della coppia a riflettere profondamente su se stessi e a sperimentare nuove strade. Se accettata e non sfuggita, la sofferenza può diventare motore del cambiamento.

D’altra parte, lo Piscologo e Psicoterapeuta osserva che, di solito, la prima reazione a una separazione consiste nel sentirsi perduti, incapaci di fare i conti con il presente e ancora meno con il futuro. Si può sperimentare un senso di fallimento, di scoraggiamento, di incapacità di ricostruire se stessi e di isolamento.

Mantenere la propria quotidianità (andare al lavoro, uscire con il cane, andare in palestra, seguire un regime alimentare) può aiutare a stare meglio, comunicando al cervello una sensazione di continuità. Tuttavia, la separazione non deve diventare una scusa per recuperare vecchie (cattive) abitudini, magari abbandonate da tempo. Ricominciare a fumare, a bere o a mangiare in modo compulsivo può accrescere il senso di fallimento già presente o il senso di incapacità di fare fronte a una situazione complessa.

Come superare una separazione

Per superare una separazione bisogna evitare la trappola dell’isolamento.

Federico Petrozzi mette anche in guardia dalla trappola dell’isolamento. Anche se può avere un effetto benefico sul dolore, rischia di aumentare i livelli di stress e di favorire il rimuginio mentale e tutte quelle domande (Dove ho sbagliato? Cosa ho fatto di male? Perché mi è capitato questo?) alle quali è sostanzialmente impossibile (e inutile) dare una risposta.

Invece, condividere i propri stati d’animo con un amico/a o con un gruppo di supporto accelera il processo di recupero di una nuova normalità, “senza l’altro” ma con “più se stessi”.

Non ultimo, prima di mettere la parola fine a una relazione che dura da molti anni e con implicazioni complesse, ci si può rivolgere a dei professionisti in grado di aiutare la coppia a esplorare ogni possibile opzione, attraverso la mediazione familiare, la psicoterapia familiare e il coaching.

Come superare una separazione e voltare pagina

Prima, durante e (spesso) anche dopo una separazione, il confronto tra partner è all’ordine del giorno e può avere toni molto aspri. Le discussioni  – accese, a volte interminabili, altre distruttive – in alcune occasioni vengono seguite da tentativi di riconciliazione, che in realtà rappresentano i sentimenti divergenti dei membri della coppia.

Chi lascia desidera che l’altro cambi, che diventi quello che non è mai stato, che agisca diversamente da come ha agito fino a quel momento. Chi viene lasciato spera che l’altro faccia marcia indietro e decida di restare, tornando a essere quello di prima.

Ma il dottor Petrozzi afferma che affrontare in modo positivo una separazione vuol dire anche abbandonare la speranza che l’altro esaudisca le nostre aspettative su di lui (ovviamente, dopo aver fatto tutti i tentativi possibili per ripristinare al meglio la relazione).

Lo Piscologo e Psicoterapeuta invita a non cedere al fascino dei pensieri negativi e distruttivi, della depressione da separazione, dell’autocommiserazione e del pessimismo e a considerare la separazione come un’occasione per voltare pagina.

La vita come l’abbiamo vissuta fino a quel momento è parte del nostro passato. Quello che ci aspetta dopo è un futuro che possiamo costruire interamente con le nostre mani. Possiamo generare una nuova versione di noi, e finalmente realizzare tutto quello che non siamo ancora riusciti a fare.

Photo cover credits: Adobe Stock

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Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor, scrittrice e corrispondente estera di JunGlam.com, con alle spalle una carriera in aziende del lusso internazionale. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty, lifestyle e retail. Life coach professionista, con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur, é l'ideatrice di Retail Coach®, un marchio che garantisce consulenza strategica e corporate coaching alle aziende del lusso dedicate al servizio al cliente multicanale.

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