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Assorbenti: tutto quello che c’è da sapere

Scritto da Redazione

Quanti tipi di assorbenti ci sono? Dove si buttano? Quanto costano in Italia e negli altri paesi del mondo? Ecco una piccola guida alle principali domande!

Gli assorbenti fanno parte integrante della vita di ogni donna. Ma anche se sono un prodotto di uso comune, i dubbi e le curiosità su di loro non mancano.

Se volete saperne di più, qui trovate una piccola guida pratica a tutto quello che c’è da sapere.

Assorbenti: esterni, interni, lavabili

In commercio esistono tantissimi tipi di assorbenti, ma è possibile individuare tre macrocategorie, che corrispondono agli assorbenti esterni, interni e lavabili.

Gli assorbenti esterni usa e getta sono i più diffusi, ma hanno un elevato impatto ambientale. Per questa ragione, sta prendendo piede una nuova tipologia di assorbenti esterni compostabili. Questi ultimi sono simili in tutto e per tutto a quelli per così dire “tradizionali”, ma sono completamente biodegradabili.

Gli assorbenti interni o tamponi sono anch’essi molto utilizzati e possono presentare o meno un applicatore per posizionarli in maniera corretta. Usa e getta e con lunghi tempi di smaltimento, stanno venendo soppiantati da altre soluzioni ecologiche, come la coppetta, la spugna e il disco mestruale, tutte a uso interno e riutilizzabili.

Gli assorbenti lavabili sono meno conosciuti e diffusi, ma rappresentano una valida alternativa a quelli usa e getta. Sono realizzati in cotone e in uno speciale materiale assorbente e hanno una forma simile agli assorbenti esterni, con un bottone al posto della striscia adesiva per farli aderire agli slip. Come dice il nome stesso, sono pensati per essere lavati e riutilizzati dopo l’uso. Simili agli assorbenti lavabili sono gli slip, i costumi e i leggings assorbenti.

Gli assorbenti scadono?

Gli assorbenti non sono prodotti deperibili, tuttavia i tamponi possono presentare una data di scadenza sulla confezione (non sul singolo incartamento). In linea generale, la expiration date si colloca 5 anni dopo la data di produzione. Dunque, anche gli assorbenti “dimenticati” sul fondo di un armadio possono essere utilizzati in relativa sicurezza.

Tuttavia, è bene non usare tamponi con incartamento non integro, danneggiato o conservati senza alcuna protezione. In simili casi, è elevato il rischio che sull’applicatore e/o sul materiale assorbenti siano presenti batteri e muffe che possono causare problemi anche gravi.

Dove si buttano gli assorbenti?

Gli assorbenti usa e getta non possono essere recuperati o riciclati e devono essere buttati nella spazzatura indifferenziata. Poiché una donna ne utilizza tra 7mila e 11mila nel corso della vita, è facile capire perché rappresentino un grave problema a livello di ambiente.

Per questa ragione, sono sempre più attuali soluzioni alternative come gli assorbenti lavabili e compostabili, la spugna, la coppetta o il disco mestruale. Gli assorbenti lavabili, la coppetta e il disco mestruale vanno buttati nell’indifferenziato ma, poiché presentano un ciclo di vita di 2, 5 e 10 anni, hanno un impatto ambientale minore rispetto a quelli usa e getta. Invece, gli assorbenti compostabili e la spugna possono essere smaltiti nell’organico.

Gli assorbenti usa e getta hanno un elevato impatto ambientale e stanno venendo rimpiazzati da soluzioni più ecologiche.

Perché in Italia gli assorbenti non sono gratis e la questione dell’IVA

In Italia, gli assorbenti non sono gratis perché sono considerati un bene di largo consumo non di prima necessità. Per la stessa ragione, l’IVA applicata è pari al 22%. La battaglia portata avanti da un gruppo bipartisan di 32 donne parlamentari, tra cui Laura Boldrini, ha portato all’applicazione dell’aliquota minima del 5% sugli assorbenti “compostabili e biodegradabili” (ovvero, con tempo di smaltimento di 3 mesi per i compostabili e di 6 mesi per i biodegradabili).

Tuttavia, l’emendamento del Decreto legge Fisco approvato dalla Commissione Finanze della Camera a fine novembre 2019 è stato accolto con scetticismo, perché riguarda un genere di assorbenti poco usati e più cari di quelli usa e getta. L’obiettivo della battaglia contro la tampon tax rimane di portare l’IVA all’aliquota ridotta del 10% (almeno) sulle tipologie più diffuse di assorbenti.

Quanto costano gli assorbenti in farmacia e nella GDO

Gli assorbenti possono essere acquistati in farmacia e nella GDO al prezzo stabilito dalla casa produttrice. Eventuali variazioni possono dipendere dal tipo di prodotto e dalla presenza di sconti e/o promozioni.

Quanto costano gli assorbenti in Europa

Per quanto riguarda il costo degli assorbenti, l’Italia è uno dei paesi meno virtuosi d’Europa. L’IVA applicata e di consegunza il costo è nettamente inferiore in numerosi altri stati.

Per esempio, in Inghilterra è applicata una aliquota del 5% (ridotta dalla precedente del 17,5%) e in Francia l’IVA è al 5,5% (mentre prima era al 20,5%). In Portogallo, in Olanda e Belgio l’aliquota è del 6 %, in Lussemburgo del 3%, in Spagna del 10% (con l’ipotesi di portarla al 4%) e in Irlanda e nelle Isole Canarie è stata abolita (come in Australia, Canada, Nigeria, Kenya, Tanzania, Libano, Uganda, Nicaragua, Giamaica e India ).

La Germania ha annunciato per il 2020 una taglio dell’IVA dal 19% al 7% e la Scozia ha avviato una campagna di distribuzione gratuita di assorbenti esterni e interni nelle scuole.

Quanto costano gli assorbenti in America

Nei 50 stati che compongono gli Stati Uniti d’America, il costo degli assorbenti non è uniforme, poiché la cosiddetta “tampon tax” è una imposta statale e non federale e di conseguenza dipende dalle singole giurisdizioni. Diversi stati li considerano un bene di lusso e applicano l’accise massima, mentre solo in pochi non li gravano di alcuna tassa.

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Photo text credits: Donna foto creata da freepik – it.freepik.com

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