Lifestyle

Design Miami Seoul 2026: materiali, memoria e artigianato al centro della seconda edizione

Design Miami Seoul
Scritto da Patrizia Saolini

Design Miami Seoul 2026 si è conclusa al DDP con oltre 40 espositori, tra design contemporaneo, artigianato coreano, materiali, luce e nuove tecnologie.

Design Miami Seoul 2026 si è conclusa domenica 6 settembre al Design Lab, al primo piano del Dongdaemun Design Plaza (DDP), confermando la crescente centralità della capitale sudcoreana nel panorama internazionale del design. La seconda edizione della fiera, sviluppata attorno al tema Resonance e curata dalla direttrice curatoriale Hyeyoung Cho, ha riunito oltre 40 espositori tra le sezioni Gallery, In Situ e Partners.

L’edizione ha registrato una partecipazione in crescita rispetto all’esordio del 2025. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, il Preview Day ha visto un aumento delle presenze di quasi il 20% rispetto alla prima edizione, mentre per tutta la durata della manifestazione gallerie e progetti In Situ hanno accolto un pubblico internazionale interessato tanto al design contemporaneo quanto alle opere storiche. I risultati di vendita hanno confermato l’interesse verso una proposta che ha messo in relazione ricerca progettuale, artigianato e cultura materiale.

I temi di Resonance

Il concetto di Resonance ha attraversato le diverse sezioni della fiera come una riflessione sulla capacità degli oggetti di conservare e trasmettere memoria. I materiali sono stati tra i principali strumenti attraverso cui i designer hanno affrontato questo tema, dal bronzo alla ceramica, dal legno alla resina, fino al filo di rame.

La londinese Charles Burnand Gallery ha sviluppato questo approccio con Material Echoes, una selezione che ha riunito artisti provenienti dalla Corea, dalla Cina, dall’Europa e dagli Stati Uniti. La galleria newyorkese Vagujhelyi ha invece presentato Postura, serie di forme in bronzo modellate a mano e ispirate alla mitologia e all’evoluzione geologica. Con Acropolis, Alex Turco ha trasformato la pietra segnata dal tempo in una rilettura contemporanea dell’architettura classica.

Il tema della memoria materiale si è intrecciato con una forte attenzione per il patrimonio artigianale e architettonico coreano, elemento ricorrente nelle presentazioni della seconda edizione.

Tradizione coreana e design contemporaneo

La tradizione dell’hanok, la casa tradizionale coreana, ha fornito uno dei riferimenti più riconoscibili. IN GALLERY, con sede a Seoul, ha proposto un’installazione concepita come un’esperienza spaziale complessiva, nella quale arredi e oggetti di artigianato contemporaneo erano pensati in relazione reciproca.

La serie el Techo di Jungmo Kwon ha reinterpretato la finestra dell’hanok attraverso hanji, noce, ottone e LED, mentre la Chimi Chair di Hwan Tae Kim ha tradotto in una forma essenziale un elemento ornamentale legato al tetto dell’architettura tradizionale coreana.

Gallery. Immagine per gentile concessione di Ilda Kim

Anche la tecnica del najeon chilgi, antica pratica di laccatura e intarsio con madreperla, è stata protagonista. Byungsub Kim ne ha esplorato le possibilità contemporanee, mentre WKND Lab ha utilizzato la stessa tradizione nella collezione di lampade Guseul, sviluppata attraverso un dialogo con il chilbo, lo smalto vitreo, e con l’artigiano di terza generazione Jeongkeun Park.

La fiera ha così mostrato come il patrimonio coreano possa diventare una materia di ricerca progettuale contemporanea, senza essere trattato come semplice citazione del passato.

La luce come materia

La luce ha costituito un altro dei fili conduttori dell’edizione, affrontata sia come elemento fisico sia come componente atmosferica dello spazio. Il Nodus di Il Hoon Roh, realizzato in fibra di carbonio e fibra ottica, ne ha offerto una declinazione tecnologica, mentre Woorim Kang ha lavorato sul rapporto tra legno di ciliegio e LED in una lampada da terra.

SIDE GALLERY ha completato il programma Gallery con una mostra collettiva dedicata alle sculture luminose sospese di Gyuhan Lee. Le opere appartengono alla serie Pop Craft Structure, ancora in fase di sviluppo, e sono realizzate a partire da packaging commerciali riciclati, successivamente laminati con la tradizionale carta coreana hanji.

Il progetto ha messo in evidenza un altro aspetto ricorrente a Seoul: la possibilità di combinare materiali quotidiani, riciclo e tecniche artigianali tradizionali per sviluppare nuovi linguaggi del design.

Artigianato e nuove tecnologie

Il dialogo tra tecniche tradizionali e processi produttivi contemporanei è emerso in diverse proposte. Le ceramiche di Yuki Nara hanno unito una tradizione giapponese secolare a strumenti legati al design digitale, mentre LEJE ME-IN ha combinato una struttura ottenuta con la stampa 3D con elementi in madreperla applicati manualmente e una finitura in lacca naturale.

Il risultato di quest’ultimo progetto ha richiesto oltre 300 ore di lavorazione artigianale, evidenziando il rapporto tra automazione, produzione digitale e intervento manuale.

Da un’altra prospettiva, lo studio belga STACK by studio MOTO ha presentato un sistema di arredi modulari in alluminio assemblabile senza viti. La struttura può essere riconfigurata per creare scaffalature, sedute e ambienti differenti, portando il tema della flessibilità produttiva all’interno dello spazio domestico.

Il programma Partners

Il programma Partners ha ampliato la riflessione della fiera verso tecnologia, cultura e industria. Samsung Electronics ha presentato opere originali di artisti coreani abbinate a cornici progettate per il Samsung OLED TV S95H, mentre il brand coreano Alloso ha sviluppato Layers of Resonance.

Partners, Teo Yang Studio. Immagine per gentile concessione di Ilda Kim

L’installazione di Alloso ha invitato diversi designer a reinterpretare le proprie collezioni come superfici per una ricerca materica, sovrapponendo agli arredi tracce della lavorazione artigianale e segni del tempo.

Teo Yang Studio ha rivolto la propria attenzione alla casa coreana e al linguaggio architettonico dell’hanok. Il programma Design Talks è stato sostenuto da LIVINGSENSE, mentre tra gli altri partner dell’edizione figuravano Dansk, Ayantu, Loewe Foundation e Range Rover.

Il bilancio di Design Miami Seoul

La seconda edizione di Design Miami Seoul ha confermato un interesse crescente verso una concezione del design in cui materia, memoria, artigianato e tecnologia convivono. Il tema Resonance ha funzionato come chiave di lettura per progetti molto diversi, accomunati dalla volontà di interrogarsi sulla permanenza dei materiali, sulla trasmissione delle tradizioni e sulla trasformazione degli oggetti nel tempo.

La crescita delle presenze e i risultati di vendita indicati dagli organizzatori hanno inoltre rafforzato la posizione di Seoul all’interno del calendario internazionale di Design Miami. Per la CEO Jen Roberts, l’edizione ha raccolto l’energia generata dal debutto dell’anno precedente, consolidando il rapporto tra la manifestazione e la scena asiatica del design.

La conclusione dell’appuntamento di Seoul ha aperto così il percorso verso i successivi appuntamenti internazionali della manifestazione. Design Miami è attesa a Parigi dal 21 al 25 ottobre 2026, con anteprima il 20 ottobre presso l’Hôtel de Maisons nel Faubourg Saint-Germain. A dicembre sarà invece la volta di Miami Beach, dove la 21ª edizione si svolgerà dal 2 al 6 dicembre al Miami Beach Convention Center, con un Preview Day il 1° dicembre e il tema Unveiling, curato da Charlene Prempeh.

Cover photo per gentile concessione di Ilda Kim

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor e corrispondente estera di JunGlam.com. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty e lifestyle. Giornalista, Chief Happiness Officer e Life Coach con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur. É autrice di quattro libri sul retail coaching e l'ideatrice del marchio Retail Coach®. Per Junglam segue le maggiori fashion week internazionali e gli eventi lifestyle in Italia e all'estero, oltre che dedicarsi alla rubrica di Life Coach.