Durante la Miami Art Week 2025, ICA Miami si presenta come uno dei poli più energici e sorprendenti del panorama culturale della città. Tra retrospettive monumentali, prime mostre museali negli Stati Uniti e installazioni site-specific di forte impatto, il museo mette in scena un programma che attraversa cinque decenni di ricerca artistica globale, aprendo nuove letture su memoria, tecnologia, identità e trasformazione dei materiali.
Grandi rassegne tra memoria culturale e sperimentazione formale
La programmazione si apre con la più ampia rassegna museale mai dedicata a Joyce Pensato, artista che per cinquant’anni ha reinterpretato le icone della cultura pop americana con un tratto feroce, gestuale, quasi selvaggio. Le sue tele, nutrite da poster, giocattoli e oggetti accumulati nello studio, diventano ritratti astratti e psicologici, in cui figure familiari emergono come ombre disturbanti, cariche di energia viscerale.

Joyce Pensato, I Must Be Dreamin’, 2007. © The Joyce Pensato Foundation. Courtesy of Petzel, New York.
A seguire, ICA Miami presenta “Richard Hunt: Pressure”, la prima grande retrospettiva istituzionale postuma dedicata al maestro della scultura statunitense. Ventotto opere raccontano oltre cinque decenni di ricerca, tra grandi forme in bronzo e acciaio inox, maquettes per progetti pubblici e sculture realizzate con materiali preesistenti. Il percorso mette in luce la sua sensibilità monumentale e l’attenzione per i temi del movimento per i diritti civili, confermando Hunt come uno dei più influenti scultori americani del Novecento.
Il museo dedica inoltre un’ampia panoramica ad Andreas Schulze, figura eccentrica della scena tedesca anni ’80. Le sue composizioni, ironiche e stranianti, giocano con gradienti esagerati, forme distorte e un umorismo surreale che trasforma l’ordinario in qualcosa di sorprendentemente visionario.
Nuove voci globali e installazioni immersive
ICA Miami presenta anche la prima grande mostra negli Stati Uniti di Masaomi Yasunaga, ceramista giapponese che spinge il medium oltre i suoi confini tradizionali. Le sue opere, materiche e quasi extraterrestri, rivelano un approccio radicale alla trasformazione della materia, culminando in un’installazione site-specific di forte intensità emotiva.

Masaomi Yasunaga, I Melting Vessel, 2023. © Masaomi Yasunaga. Courtesy Lisson Gallery e Nonaka-Hill. Photo George Darrell
Il percorso si conclude con la commissione monumentale di Igshaan Adams, che trasforma il grande vano scale del museo in una cascata verticale di arazzi e “nuvole di polvere” realizzate in fili intrecciati e materiali di recupero. Un’opera che celebra l’arte della tessitura come memoria collettiva, tradizione ibrida e gesto di rinnovamento continuo.
Cover photo Andreas Schulze, Untitled (Self-portrait), 2002. © 2025 Andreas Schulze/Artists Rights Society, NY/VG Bild-Kunnst, Bonn. Courtesy the artist e Sprüth Magers. Photo Timo Ohler
