Durante la Milano Fashion Week, Tet et Bantine ha presentato la collezione primavera estate 2018. Un grande ritorno in cui la stilista Manuela Arcari ha scelto di parlare di femminilità e dei significati della moda. La scenografia era composta da due schermi che si interfacciano, dove erano proiettate due storie complementari. La prima parla del viaggio di una donna attraverso il dolore, mentre la seconda parla delle sue due figlie, del loro viaggio attraverso ingenuità e bellezza, della loro storia. La femminilità, tra forza e fragilità, è vestita del guardaroba emozionale di Ter et Bantine, a un ritmo bianco e nero, con accenti di rosa e rosso.
Linee essenziali e materiali preziosi
Seta trasparente e lurex, voile e velluto. I materiali della collezione primavera estate 2018 di Ter et Bantine accarezzano il corpo femminile con linee morbide ed essenziali, che defiiscono la silouhette con grazia. La femminilità non è gridata, ma una melodia che si compone di poche note precise. La camicia da notte anni 50, il gilet bondage e il completo da uomo convivono con blazer e soprabiti. I pantaloni dal taglio maschile diventano iper femminili abbinati ai dettagli in lurex, l’abito plissettato nero veste una moderna Isadora Duncan, le trasparenze scoprono una lingerie discreta. La concessione alle stampe è grafica, in black&white, con echi seventies e colletti molto importanti. La gonna midi è decorata con tasca a vista, in nero e rosa, abbinata al maglioncino in lurex o alla maglia arricciata. I capispalli sorprendono nei materiali, blu effetto vinile o nero in velluto con bavero satinato.
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