Durante la Miami Art Week 2025, il Rubell Museum si prepara a sorprendere pubblico e addetti ai lavori con una serie di nuove mostre che attraversano due decenni di ricerca artistica internazionale. Tra rassegne di grandi nomi, artisti in residenza e presentazioni dedicate ai talenti emergenti, il museo conferma il suo ruolo di piattaforma visionaria e propulsiva per l’arte contemporanea.
Thomas Houseago e nuove voci internazionali
Il cuore della programmazione è “Thomas Houseago: First Light”, la prima personale-monografica mai dedicata dal museo a un singolo artista. Un percorso che occupa le prime sette gallerie con oltre venti opere, dalle otto figure in gesso commissionate nel 2006 fino ai nuovi dipinti collage realizzati nell’autunno 2025. La mostra mette in scena la vasta gamma espressiva e l’intensità psicologica di Houseago, capace di attraversare materiali come legno, bronzo, gesso, carta e pittura su tela con una forza quasi rituale.

Thomas Houseago, Stage 3 – Mirror in Studio – living with not in, 2023.
Accanto a lui, il museo presenta i lavori dell’artista in residenza per il 2025 Joanna van Son, che espone sei nuovi dipinti costruiti attorno a un corpo femminile stratificato, cancellato, ricomposto. Le sue opere indagano la pelle come territorio simbolico e vulnerabile, con una gestualità densa, fisica, profondamente intima. Il programma prosegue con la mostra personale di Seung Ah Paik, artista che intreccia tradizione pittorica coreana, paesaggio e autorappresentazione, utilizzando il corpo come simbolo di metamorfosi e rinascita.
Cinque personali e una collezione in espansione
Il Rubell Museum conferma inoltre la sua attenzione ai talenti emergenti con cinque mostre personali: Lorenzo Amos, con quattro opere che catturano il ritmo emotivo della vita contemporanea; Joseph Geagan, autore di scene pop e giocose; Rita Letendre, protagonista della modernità canadese; Yu Nishimura, con ritratti sospesi tra anime e fotografia di strada; e Ser Serpas, che porta in pittura corpi generati da un’AI libera e imperfetta.

Lorenzo Amos, Self-Portrait in a Red Jacket, 2025
A completare il percorso, l’espansione della mostra Collection Highlights, che integra nomi come Amoako Boafo, Kerry James Marshall, André Butzer, Sylvia Snowden e nuove acquisizioni di Miriam Cahn, Studio Lenca e Sarah Lucas. Un mosaico di linguaggi che ribadisce il ruolo del Rubell Museum come osservatorio privilegiato dell’arte globale.
Cover photo Yayoi Kusama, INFINITY MIRRORED ROOM – LET’S SURVIVE FOREVER, 2017
