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Alopecia femminile: quali sono le cause e come intervenire

Scritto da Irene Lodi Rizzini

Anche tra le donne giovani può manifestarsi un rallentamento di crescita e un conseguente indebolimento del capello, fino ad arrivare alla caduta delle ciocche. Vediamo di fare chiarezza sulle cause e sui possibili rimedi.

Si tende a pensare che la calvizie sia un problema esclusivamente maschile, del resto, in Italia, il 39% degli uomini soffre di problemi legati al diradamento o alla caduta dei capelli.

Tuttavia, non va sottovalutato l’impatto dell’alopecia femminile, diffusa anche nel nostro Paese fra le donne, anche giovani, poiché può manifestarsi intorno ai 30-40 anni. Grazie alle informazioni fornite dall’Istituto Helvetico Sanders, attivo nel trattamento della calvizie da oltre 30 anni, è possibile fare chiarezza sulle cause della calvizie nelle donne e sui possibili rimedi.

Cosa provoca la caduta dei capelli nelle donne

Il tema di cui trattiamo non è la caduta fisiologica dei capelli, che avviene al termine del ciclo di ricrescita e non comporta il diradamento finché i follicoli fanno crescere nuovi capelli, bensì del rallentamento della crescita che poi porta a un indebolimento del capello e alla caduta, non sostituita da nuovi capelli.

Nelle donne, peraltro, la calvizie è concentrata sul vertice della testa e dietro la linea fronto-temporale, quindi è molto diversa da quella maschile, inoltre ha una progressione più lenta (di solito) e può variare molto da una persona all’altra.

La predisposizione genetica è la causa più frequente di questo tipo di alopecia, quindi, come negli uomini, è l’azione del DHT a innescare il meccanismo di miniaturizzazione dei follicoli piliferi. La differenza sta nel fatto che, nelle donne, questo ormone è prodotto dall’ovaio, può creare un’infiammazione a livello follicolare, comportando una progressiva difficoltà nell’attività rigenerativa del follicolo che così diviene sempre più piccolo, fino a chiudersi.
Oltre a questo, bisogna tenere conto delle concause; la calvizie, infatti, è un fenomeno plurifattoriale e nelle donne ciò è ancora più evidente.

Fra queste, i cambiamenti ormonali dovuti a menopausa o gravidanza, le malattie autoimmuni, i trattamenti farmacologici scorretti e anche alcune forme di eccessivo stress possono contribuire alla caduta dei capelli.

Nel caso che la perdita dei capelli avvenga dopo il parto, ad esempio, è importante sapere che sono i normali sbalzi ormonali che portano a un maggiore effluvio post parto, ma questo dovrebbe essere un effetto temporaneo.
Se invece la perdita continua anche dopo 3 mesi e la chioma non ritorna fluente come in precedenza, è opportuno intervenire tempestivamente.
Per altri dettagli sulle tipologie di patologie esistenti e sulla sintomatologia, rimandiamo qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Alopecia.

L’alopecia femminile si può fermare?

Con un’analisi tricologica della cute e del capello è possibile, innanzi tutto, individuare le effettive cause del fenomeno. Le soluzioni devono essere studiate su misura, per via delle differenze individuali e dei diversi contesti in cui può manifestarsi la calvizie.
Ad esempio, la menopausa è una fase in cui avviene una rapida diminuzione degli ormoni estrogeni e viene meno anche questo la loro azione inibitoria della 5a-reduttasi e della produzione di DHT, che quindi inizia a indebolire i capelli e a provocarne la caduta.
Ad ogni modo, non bisogna arrendersi perché oggi esistono numerose soluzioni, dai trattamenti a base di sostanze naturali al trapianto di capelli, che consentono di recuperare la propria capigliatura e non avere più quel senso di insoddisfazione quando ci si guarda allo specchio.

Sull'Autore

Irene Lodi Rizzini

Coordinatrice della redazione di Junglam, esperta di moda e laureata in letteratura, collabora con Junglam fin dagli esordi, proseguendo l’esperienza di editing e coordinamento in redazione maturata in molteplici anni di lavoro sul web.

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