Luci che si abbassano, il brusio che si spegne, un battito collettivo che attraversa lo stadio. La cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 non è stata solo l’inizio dei Giochi: è stata una dichiarazione d’intenti. Uno spettacolo narrativo e coinvolgente, capace di raccontare chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare, sotto il tema che tutto unisce: “Armonia”.
La grande serata è scattata il 6 febbraio 2026 alle 20:00 allo Stadio San Siro di Milano, con collegamenti in tempo reale anche da Cortina d’Ampezzo, Livigno e Predazzo, in un’espressione di Giochi diffusi come mai prima d’ora.
Milano, capitale dell’innovazione e del design, e Cortina, regina delle Dolomiti, hanno dato vita a un dialogo emozionante tra futuro e tradizione, tra metropoli e montagna. Un dialogo fatto di immagini potenti, musiche coinvolgenti e simboli che parlano al mondo intero.
Fin dai primi istanti, il pubblico ha vissuto coreografie luminose, proiezioni dinamiche e scenografie visuali che hanno trasformato lo spazio in un grande palcoscenico narrativo. La tecnologia, utilizzata con ritmo e sentimento, ha accompagnato lo spettatore in un viaggio emozionale, amplificando ogni gesto, ogni nota, ogni colore.
Tra gli attimi che hanno segnato la serata, uno dei più sorprendenti è stato il modo in cui il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, è stato introdotto: un breve filmato lo ha mostrato a bordo di un tram milanese guidato dall’icona dello sport Valentino Rossi, un gesto evocativo di modernità e umanità che ha fatto sorridere gli spettatori e raccontato con leggerezza l’essenza della città ospitante.
Quando lo spettacolo danza con la cultura
Musica, arte e paesaggio sono stati i veri protagonisti della serata. Dai richiami alla grande tradizione lirica italiana fino alle sonorità contemporanee, ogni passaggio ha costruito un ponte tra generazioni. Le montagne, la neve, le città e i borghi hanno preso vita in una narrazione fluida, capace di evocare emozioni universali.
In apertura, la leggenda pop Mariah Carey ha incantato il pubblico con una versione vibrante di Nel blu, dipinto di blu e con il brano Nothing Is Impossible, aprendo la cerimonia con un’esplosione di energia internazionale.
Subito dopo, Laura Pausini ha regalato uno dei momenti più intensi della serata interpretando l’Inno di Mameli, un’esecuzione carica di emozione che ha unito lo stadio in un coro spontaneo e commosso.
Il mondo dell’opera e della classica ha risuonato con forza grazie a Andrea Bocelli, che ha emozionato il pubblico con Nessun Dorma, e alla mezzosoprano Cecilia Bartoli, affiancata dal pianista Lang Lang, in una sequenza musicale che ha celebrato l’eccellenza italiana e internazionale accompagnata dai coristi del Teatro alla Scala.
Non sono mancati omaggi alle icone della cultura pop italiana: la cerimonia ha ricordato con emozione Raffaella Carrà, simbolo di energia, libertà e sorriso, attraverso immagini, coreografie e richiami musicali che ne hanno celebrato l’eredità senza tempo.
L’attrice Matilda De Angelis ha accompagnato il racconto visivo della serata con la sua presenza magnetica, mentre Sabrina Impacciatore ha dato voce a uno dei testi narrativi più evocativi della cerimonia, guidando il pubblico in un passaggio poetico dedicato all’identità italiana e al valore dell’accoglienza.
A portare lo sguardo nel presente e nel futuro è stato anche Ghali, protagonista di un intervento musicale che ha unito parole, ritmo e immagini, parlando di inclusione, diversità e nuove generazioni, in perfetta sintonia con lo spirito olimpico.
Celebrità, messaggi e significati profondi
Il racconto visivo è stato arricchito da momenti ad alta carica simbolica: l’attore Pierfrancesco Favino ha recitato versi de L’Infinito di Leopardi, infondendo un’aura di poesia e riflessione che ha sospeso il tempo nello stadio.
Una presenza internazionale di grande impatto è stata quella di Charlize Theron, che con un messaggio intenso ha sottolineato l’importanza della pace, del rispetto e dell’unità tra i popoli, ricordando come lo sport possa essere un linguaggio universale.
Sul fronte istituzionale, Mattarella ha formalmente dichiarato aperti i Giochi, sottolineando il valore della condivisione e della solidarietà globale.
Moda, stile e portabandiera italiani
La cerimonia è stata anche un grande omaggio al Made in Italy. Un tributo speciale a Giorgio Armani ha attraversato la scena: una sfilata coreografica ispirata alla sua estetica essenziale ha celebrato l’eleganza italiana come linguaggio culturale riconosciuto nel mondo.
In questo contesto, Vittoria Ceretti ha portato in scena la bandiera italiana, avvolta in un abito bianco di straordinaria purezza, trasformandosi in una moderna figura simbolica tra moda, identità e orgoglio nazionale.
Sfilata, tedofori e accensione del braciere
Quando gli atleti hanno iniziato a sfilare, bandiere al vento e sorrisi negli occhi, l’atmosfera è diventata più intima, più vera. Ogni delegazione ha portato con sé una storia, una speranza, anni di sacrifici racchiusi in pochi passi.
A guidare la squadra azzurra sono stati i portabandiera italiani, simbolo di eccellenza e continuità sportiva, accolti da un lungo applauso che ha unito pubblico e atleti in un unico abbraccio.
Il momento più atteso è arrivato con l’ingresso degli ultimi tedofori, leggende dello sport italiano come Franco Baresi e Beppe Bergomi, gli azzurri del volley, Manuela Di Centa e Gustav Thoeni, hanno attraversato lo stadio o sfilato tra le vie di Cortina tra applausi e silenzi carichi di emozione. Volti che hanno scritto pagine indelebili della storia olimpica hanno accompagnato la fiamma nel suo ultimo tratto, trasformando il gesto in un passaggio di testimone ideale tra generazioni.
L’accensione del braciere olimpico, progettato come una scultura luminosa sospesa tra tradizione e innovazione, è avvenuta in modo simultaneo tra Milano e Cortina attraverso le mani di Deborah Compagnoni, Alberto Tomba e Sofia Goggia, suggellando l’unione tra città e montagna. Quando la fiamma si è alzata, luminosa e fiera, è stato chiaro a tutti che i Giochi erano davvero iniziati.
Le medaglie vinte dall’Italia giorno per giorno
Sabato 7 febbraio
Giovanni Franzoni, argento nella discesa uomini
Dominik Paris, bronzo nella discesa uomini
Francesca Lollobrigida, oro nei 3000 del pattinaggio di velocità
Domenica 8 febbraio
Sofia Goggia, bronzo nella discesa donne
Biathlon, argento nella staffetta mista 4 x 6
Lucia Dalmasso, bronzo nel gigante parallelo dello snowboard
Riccardo Lorello, bronzo nei 5000 del pattinaggio di velocità
Dominik Fischnaller, bronzo nello slittino uomini
Pattinaggio di figura, bronzo nel Team Event
Martedì 10 febbraio
Short track staffetta mista, oro
Curling doppio misto, bronzo
Mercoledì 11 febbraio
Slittino doppio donne, oro
Slittino doppio uomini, oro
Giovedì 12 febbraio
Federica Brignone, oro nel Super G donne
Francesca Lollobrigida, oro nei 5000 del pattinaggio di velocità
Slittino staffetta a squadre, bronzo
Arianna Fontana, argento nei 500 dello short track
Venerdì 13 febbraio
Michela Moioli, bronzo nello snowboard cross
Domenica 15 febbraio
Staffetta 4 x 7,5 km uomini sci di fondo, bronzo
Federica Brignone, oro nello slalom gigante
Snowboard cross a squadre, argento
Lisa Vittozzi, oro nel biathlon inseguimento 10 km
Lunedì 16 febbraio
Flora Tabanelli, bronzo nel freeski big air
Martedì 17 febbraio
Inseguimento a squadre uomini pattinaggio di velocità, oro
Mercoledì 18 febbraio
Sprint tecnica libera a squadre, bronzo
Short track staffetta 3000 m donne, argento
Trovi tutti i risultati delle gare qui.
