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Wall of Dolls: da Milano a Bruxelles per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Scritto da Patrizia Saolini

“Rompere il muro dell’indifferenza” è lo scopo di Jo Squillo e Wall of Dolls per novembre, mese dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne.

Anche quest’anno il mese di novembre è dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne e, come sempre, Jo Squillo sarà in prima linea per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della questione femminile e della parità di genere e per tenere alta l’attenzione sul problema del femminicidio. Dopo il documentario presentato al Festival di Venezia e realizzato insieme a Francesca Carollo e Giusy Versace per raccontare la vita delle detenute del carcere di San Vittore, la cantante, imprenditrice e conduttrice televisiva sarà impegnata in una serie di iniziative che, partendo da Bruxelles e toccando le principali città italiane, si impegnano a “Rompere il muro dell’indifferenza” culminando il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, negli appuntamenti di Genova, al carcere di Marassi, e di Piazza Duomo a Milano, dove alle 18 si terrà un flash mob.

Ricordiamo che da ormai sei anni l’installazione Wall of Dolls di Milano ci ricorda tutte le vittime del femminicidio: un muro di bambole per non dimenticare le donne che hanno subito violenza fissa in Via De Amicis 2 a Milano perché non cali mai l’attenzione su un problema che non riguarda solo le donne ma la società tutta.

Jo Squillo: Wall of Dolls contro il femminicidio

Jo Squillo, da sempre portavoce della battaglia contro il femminicidio e la violenza sulle donne, e Wall of Dolls, recentemente costituitasi in Onlus, hanno tra i loro obiettivi anche quello di educare i giovani a un’affettività sana e sensibilizzarli sul fatto che l’oppressione maschile è uno dei mali della nostra società, uno scopo che negli anni sta mettendo insieme sempre più realtà impegnate nella lotta alla violenza di genere.

Il muro delle bambole è stato inaugurato anche a Roma l’8 maggio 2017 e il documentario Wall of Dolls against femicide, diretto da Jo Squillo, è volato fino oltre oceano per la proiezione al Los Angeles International Culture Film Festival.

Una forte voce femminile, completamente made in Italy, che ha raccontato al pubblico internazionale presente all’Università della California, il percorso che ha portato alla costruzione a Milano del Wall of Dolls, il muro delle bambole in ricordo di tutte le donne che sono state vittime di violenza.

Alcune donne sopravvissute alle aggressioni e al tentativo di omicidio, compiuto proprio dalla persona che amavano, si raccontano nel documentario, tra cui Valentina Pitzalis, Lucia Annibali, Laura Roveri. La curatrice, Jo Squillo, ha scelto di non includere nella pellicole le immagini più cruente in modo da rendere questo messaggio accessibile a tutti, data la sua importanza. Inoltre nel mostrare contenuti espliciti relativi alla violenza sulle donne si corre anche un grande rischio: il tentativo di emulazione. Il fenomeno purtroppo ha ormai dimensioni significative, in quanto in Italia una donna viene uccisa ogni 3 giorni dalla persona che teoricamente dovrebbe amarla, ovvero il marito o il fidanzato o l’amante. Gli episodi accadono soprattutto tra le mura domestiche e le vittime di violenza che sopravvivono non sempre si rivolgono alle autorità per denunciare l’accaduto. Com’è possibile uscirne? Attraverso un cambiamento culturale e aiutando le donne a non sentirsi sole.

Il documentario “Wall of Dolls against femicide” è un’iniziativa volta alla sensibilizzazione, affinché uomini e donne comprendano che insieme possono avviare il processo di cambiamento culturale necessario perché questi episodi non si ripetano e ancora prima perché le donne trovino sempre il coraggio di denunciare chi le ha colpite. Un messaggio importante che è stato condiviso da personaggi illustri del mondo della moda e dello spettacolo, oltre che dalle autorità.

Il Wall of Dolls a Milano infatti è stato realizzato grazie alla collaborazione di 50 stilisti che hanno accettato la sfida di vestire le bambole del muro, tra cui Roberto Cavalli, Stella McCartney, Alberta Ferretti, Missoni, Ferragamo e Vivienne Westwood, che compare anche nel documentario. La pellicola, filmata nel corso di tre anni, include anche l’attrice Maria Grazia Cucinotta, l’assessore Cristina Tajani e i leader di diverse organizzazioni no profit, che hanno contribuito a rendere possibile l’installazione Wall of Dolls a Milano.

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor, scrittrice e corrispondente estera di JunGlam.com, con alle spalle una carriera in aziende del lusso internazionale. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty, lifestyle e retail. Life coach professionista, con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur, é l'ideatrice di Retail Coach®, un marchio che garantisce consulenza strategica e corporate coaching alle aziende del lusso dedicate al servizio al cliente multicanale.

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