fbpx
Lifestyle

Biennale Arte Venezia 2019: eventi e opere da non perdere

Scritto da Patrizia Saolini

In Laguna, dall’11 maggio al 24 novembre (con pre apertura l’8, 9 e 10 maggio) è tempo della Biennale d’Arte di Venezia 2019. Come sempre, l’esposizione internazionale è ricchissima di artisti, opere ed eventi. Ecco una selezione delle mostre, delle installazioni e degli appuntamenti da non perdere.

La Laguna epicentro di creatività, bellezza ed emozioni. Dall’11 maggio al 24 novembre (con pre apertura l’8, il 9 e il 10 maggio) è di scena la Biennale Arte Venezia 2019.

Il titolo della 58esima edizione dell’esposizione internazionale è May You Live In Interesting Times ed è una espressione in lingua inglese che è stata a lungo (erroneamente) associata a un’antica maledizione cinese. La locuzione “interesting times” evoca una immagine di tempi sfidanti e minacciosi. Ma come ha spiegato il presidente Paolo Baratta, è anche un invito a non indulgere a uno dei grandi mali moderni: la semplificazione.

Cosa vedere alla Biennale Venezia 2019

La Fondazione Querini Stampalia. Photo credits: Alessandra Chemollo (courtesy Press Office)

Curata da Ralph Rugoff, attuale direttore della Hayward Gallery di Londra, la Biennale di Venezia si articolerà tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale e ospiterà 79 artisti provenienti da 90 paesi di tutto il mondo. Di questi, 4 sono al debutto assoluto in Laguna, ovvero Ghana, Madagascar, Malesia e Pakistan. Invece, la Repubblica Dominicana avrà per la prima volta un proprio padiglione. Quello dell’Italia, sostenuto e promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane e curato da Milovan Farronato, sarà allestito alla Tese delle Vergini in Arsenale.

La 58esima Esposizione Internazionale d’Arte sarà caratterizzata anche da numerosi eventi collaterali. I 21 appuntamenti in calendario si svolgeranno in diverse sedi della città di Venezia e procederanno di pari passo con il ricco calendario della divisione Educational (che si propone di avvicinare all’arte visitatori di ogni ordine e grado) e la Biennale Session (dedicata alle Università, alle Accademie e a tutte le istituzioni operanti nella ricerca e nella formazione nel campo delle arti, dell’architettura e simili).

A completare il programma ci saranno due progetti speciali. Il Progetto Speciale Forte Marghera (Mestre) vedrà impegnata Ludovica Carbotta per un intervento specifico all’interno dell’edificio chiamato Polveriera austriaca. Invece, per il Progetto Speciale al Padiglione delle Arti Applicate, Marysia Lewandowska esporrà le proprie creazioni nelle Sale d’Armi dell’Arsenale.

Pablo Bronstein: Carousel de Crystal (7 maggio – 24 novembre)

La Sala della Musica del Complesso dell’Ospedaletto di Venezia ospita Carousel de Crystal, opera dell’artista anglo-argentino Pablo Bronstein curata da Catherine Wood, che offre una rappresentazione della camera da letto del Re del XVII secolo come luogo apparentemente privato ma in effetti centro dei rituali della vita di corte.

Animata da due danzatori (raddoppiati da una proiezione video di grandi dimensioni), da una figura dal volto dipinto di rosso interpretata dallo stesso Bronstein e dalla Strega Grigia (la personificazione della lastra metallica che si nasconde dietro il vetro di ogni specchio), la mostra rappresenta l’ideale prosecuzione dell’omonima installazione ospitata dal 7 maggio al 9 giugno 2019 alle Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Torino.

Whatever Whenever (9 – 26 maggio)

L’pera di Nataliya Chernakova, Pelican, 2019, alla mostra Whatever Whenever. Photo courtesy: Press Office

Non una “semplice” collettiva. L’artista e gallerista Claudio Ruggieri si è ispirato alla narrativa combinatoria di Queneau, Perec e Calvino e alla definizione di Umberto Eco, secondo cui la creatività è una “combinatoria inedita di elementi preesistenti”, per la sua mostra combinatoria Whatever Whenever.

Nei suggestivi spazi del Silos Art Inside Venezia, all’interno dell’ex birrificio Dreher della Giudecca, l’esposizione esplora una visione complessa della combinazione artistica e creativa, mettendo a confronto e in relazione tra loro le opere di 25 artisti, ovvero Fabrizio Basso, Sofia Cacciapaglia, Nataliya Chernakova, Andrea Contin, Tristano Di Robilant, Lorenzo Fasi, Giuliano Ferla, Andrew Huston, Bartolomeo Migliore, Margherita Morgantin, Federico Piccari, Pintapiuma, Lucio Pozzi, Florio Puenter, Franco Rasma, Giovanni RizzolI, Celestino Russo, Milo Sacchi, Marta Sforni, Anita Sieff, Lucio Spinozzi, Tania Trevisiol, Marco Vinicio, Claudia Zuriato e Filippo Zuriato.

The Sonic Eye (7 – 9 maggio)

Nel corso della anteprima della Biennale Arte Venezia 2019, Spazio Maiocchi (nato dalla collaborazione tra Carhartt WIP e Slam Jam) presenterà uno speciale pop-up club della durata di 3 giorni a cura di Kaleidoscope e promosso da The Vinyl Factory.

Organizzato in una location segreta nel cuore della Laguna e riservato a un pubblico di invitati selezionati, l’evento esclusivo sarà caratterizzato dalla partecipazione di diversi artisti e dalle live performance di Evian Christ, Aaron David Ross e Lorenzo Senni (Warp Records). 

La speciale iniziativa darà il “calcio di inizio” a The Sonic Eye, un progetto culturale dedicato alle pratiche sperimentali che si collocano all’incrocio tra arte contemporanea e musica e che ispirerà il programma dello Spazio Maiocchi per la prossima stagione.

La regola del sogno (8 maggio – 24 novembre)

La regola del sogno. Un’installazione di Barnaba Fornasetti e Valeria Manzi. Photo Credits: Matteo De Fina (Courtesy BCW Burson Cohn & Wolfe)

Il Fondaco dei Tedeschi è la sede di un eccezionale e suggestivo intervento artistico site-specific: La regola del sogno. Un’installazione di Barnaba Fornasetti e Valeria Manzi – The rule of dreams. An art installation by Barnaba Fornasetti and Valeria Manzi.

Dal quarto piano, alla corte e fino alla porta d’acqua, volti femminili, scimmie irriverenti e mani che fendono l’aria creano un emozionante dialogo con gli spazi che ospitano l’installazione e il loro valore storico e simbolico.

Recursions and Mutations e After J.M.W. Turner 1834 – 2019 (8 maggio-28 luglio)

Recursions and Mutations e After J.M.W. Turner 1834 – 2019 sono le due esposizioni allestite dalla galleria Studio la Città negli spazi del GAD – Giudecca Art District, sull’Isola della Giudecca (Sestiere Dorsoduro, Fondamenta San Giacomo 211/B).

La prima raccoglie le opere degli artisti Vincenzo Castella, Lynn Davis, Jacob Hashimoto e Roberto Pugliese ed è un progetto artistico condiviso che esplora i concetti di “ricorsività” e “mutazione”. La seconda è una mostra personale dell’artista giapponese Hiroyuki Masuyama, che analizza i processi di reiterazione e cambiamento nella pratica artistica.

The Spark Is You: Parsol Unit in Venice (9 maggio – 23 novembre)

L’opera di Sahand Hesamiyan, Forough, a The Spark Is You: Parasol Unit in Venice. Photo courtesy: Edizioni Lightbox

Il Conservatorio di Musica di Venezia ospita The Spark Is You: Parsol Unit in Venice, una mostra che raccoglie e celebra il rispetto e la comprensione tra nazioni e culture differenti, attraverso i valori di apertura, tolleranza e interconnessione umana peculiari dell’identità persiana.

Curata da Ziba Ardalan, l’esposizione si compone di dipinti, sculture, installazioni multimediali e film di diverse generazioni di artisti iraniani, che vivono e lavorano in Iran e all’estero e condividono il desiderio di creare un dialogo e uno scambio con pensatori di altre culture.

Altered Views (11 maggio – 24 novembre)

La mostra Altered Views propone la riflessione dell’artista cileno Voluspa Jarpa su temi di grande attualità come razzismo, patriarcato, interessi economici e dominio quali forme di colonialismo.

Curata dallo spagnolo Agustín Pérez Rubio, il progetto è l’esito di anni di ricerca nella realtà dei paesi del Sud America attraverso documenti declassificati dalla CIA ed è ospitato presso il Padiglione del Cile.

Aberto Biasi – Tra realtà e immaginazione (7 maggio – 18 luglio)

L’opera di Alberto Biasi, Va dove ti porta l’occhio, 1991, alla mostra Alberto Biasi. Tra realtà e immaginazione. Photo courtesy: Press Office

Palazzo Ferro Fini è la suggestiva location della mostra Alberto Biasi – Tra realtà e immaginazione, un omaggio a uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento.

L’esposizione ripercorre 60 anni di attività del maestro attraverso una selezione di grandi opere storiche e recenti (suddivise nei 4 cicli di produzione Torsioni, Ottico Cinetici, Politipi e Uniche Tele) e crea un dialogo vivo e contemporaneo con alcuni dei grandi temi della Biennale di Venezia, come il confronto tra l’opera d’arte e l’ambiente.

Roman Opałka – Dire il tempo (7 maggio- 24 novembre Venezia e 4 – 20 luglio Milano)

Building e Fondazione Querini stampalia rendono omaggio all’artista franco-polacco scomparso nel 2011 Roman Opałka con una mostra in due capitoli. Il primo (Roman Opałka – Una retrospettiva) sarà allestito nello spazio espositivo di Building, a Milano. Il secondo (Roman Opałka) occuperà le sale della Casa Museo della Fondazione Querini Stampalia a Venezia, dove le opere di Roman Opałka dialogheranno con quelle dell’artista Mariateresa Sartori e delle collezioni dell’istituzione.

Curata da Chiara Bertola, la mostra vuole approfondire la produzione e la filosofia dell’artista, attraverso una ricca selezione di opere, molte delle quali inedite in Italia o in assoluto.

Building Bridges

Lorenzo Quinn, figlio del grande attore Anthony, continua a stupire Venezia (e non solo) con le sue grandiose installazioni fatte di mani. L’ultima è Building Bridges, composta da 6 paia di mani alte 15 metri e larghe 20 metri, che cingono in una stretta inclusiva il bacino di carebaggio dell’Arsenale di Venezia.

Simbolo per eccellenza del fare e della creatività, le mani di Lorenzo si ispirano e sono un omaggio a 6 valori universali:

Amicizia, saggezza, aiuto reciproco, fede, speranza. E poi, ovviamente, l’amore. Perché è l’amore che cambia il mondo, ancora più dell’arte. E il mondo però si cambia con le mani. Tutti insieme.

Photo cover credits: Voluspa Jarpa, El Museo Hegemónico, Miradas Alteradas.Pabellón de Chile, 58ª Bienal de Venecia – Felipe Lavin (Courtesy: Edizioni Lightbox).

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor, scrittrice e corrispondente estera di JunGlam.com, con alle spalle una carriera in aziende del lusso internazionale. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty, lifestyle e retail. Life coach professionista, con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur, é l'ideatrice di Retail Coach®, un marchio che garantisce consulenza strategica e corporate coaching alle aziende del lusso dedicate al servizio al cliente multicanale.

Lascia un commento