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Art Basel Miami Beach 2025: l’edizione che ridefinisce il futuro dell’arte globale

Scritto da Patrizia Saolini

Art Basel Miami Beach 2025 porta 283 gallerie da 43 Paesi e lancia Zero 10, nuova piattaforma dedicata all’arte digitale. Un’edizione densa di innovazione e dialoghi globali.

L’edizione 2025 di Art Basel Miami Beach si prepara a essere una delle più dinamiche e visionarie degli ultimi anni. Con 283 gallerie provenienti da 43 Paesi, il ritorno di settori storici, la prima edizione statunitense degli Art Basel Awards, e soprattutto il debutto globale di Zero 10, nuova piattaforma dedicata all’arte digitale, la fiera si afferma come un crocevia pulsante tra cultura, mercato e innovazione. L’atmosfera si preannuncia energica e stratificata: dai dialoghi tra le Americhe alle incursioni nella creatività digitale, dalle pratiche diasporiche alla riscoperta dei modernismi, tutto concorre a tracciare un panorama artistico contemporaneo capace di guardare avanti senza perdere il contatto con la storia. In questo articolo esploriamo i punti chiave dell’edizione 2025, con un focus dedicato proprio a Zero 10, l’iniziativa più attesa dell’anno.

Il cuore pulsante delle Americhe

La 23ª edizione di Art Basel Miami Beach, in programma dal 4 al 7 dicembre 2025 con Preview Days il 3 e 4 dicembre, riafferma il ruolo della città come epicentro dell’arte contemporanea nell’emisfero occidentale. L’atmosfera vibrante di Miami Beach incontra la profondità delle pratiche artistiche del continente americano, creando un dialogo fertile tra tradizione, sperimentazione e visioni transnazionali. 283 gallerie, di cui 49 nuove partecipanti, trasformano il Miami Beach Convention Center in un mosaico fluido che intreccia Nord, Centro e Sud America con Europa, Africa, Asia e Medio Oriente.

Tra le direttrici principali dell’edizione spicca l’attenzione per pratiche Latinx, indigene e diasporiche, che ampliano e sfidano le narrazioni storiche dominanti. Come dichiarato da Vincenzo de Bellis, Direttore delle Fiere e delle Piattaforme espositive di Art Basel, l’arte delle Americhe non è un racconto lineare, ma una costellazione di prospettive, capace di ridefinire la geografia emozionale e intellettuale del contemporaneo. La fiera mette in dialogo linguaggi differenti, dalla pittura alla scultura, dal video alle installazioni multimediali, restituendo una complessità che non si limita alla superficie estetica, ma affonda nelle storie, nei movimenti migratori, nelle identità stratificate che attraversano il continente.

Gli storici settori della fiera (Galleries, Nova, Positions e Survey) sono presentati con un rinnovato impegno verso la curatorialità e l’ampiezza geografica. Anche Meridians, curato da Yasmil Raymond, torna con il tema “The Shape of Time”, esplorando opere monumentali che interrogano il rapporto tra memoria, temporalità e trasformazione. A completare il quadro un Conversations Program ripensato, che quest’anno dedica una giornata intera al rapporto tra arte e sport e include il ritorno dei Digital Dialogues, creando connessioni tra mondi creativi e tecnologici.

Wifredo Lam Femme Cheval

Wifredo Lam, Femme Cheval, 1966, oil on canvas, 34 x 43 in. Photo Credits: Todd – White Art Photography courtesy mazzoleniart.com

All’interno di questo panorama ricco di prospettive, la galleria italiana Mazzoleni Art torna a Miami Beach presentando Echoes of Existence: Time, Matter, Spirit, un progetto espositivo che indaga il legame profondo tra esistenza umana e universo. Inserita nella sezione Galleries, la mostra intreccia maestri del Novecento come Lucio Fontana e Salvo con voci contemporanee quali Marinella Senatore, creando un dialogo che tocca i temi del tempo, della materia e della spiritualità. Un focus curatoriale speciale è dedicato a Wifredo Lam, di cui vengono esplorati il linguaggio transculturale e la forza simbolica delle opere realizzate tra gli anni Cinquanta e la fine dei Sessanta. Radicato nelle sue origini afro-cubane e cinesi, e influenzato dai suoi viaggi tra Europa, Americhe e Caraibi, Lam sviluppò un immaginario ibrido e mistico che sfidò il Modernismo occidentale, proponendo una visione in cui spiritualità, identità e resistenza convergono in una dimensione unica e potentemente contemporanea.

Tra le italiane anche Tornabuoni Art, presente con lavori di artisti come Pablo Atchugarry, Alberto Biasi, Alighiero Boetti, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Claudio Parmiggiani, Mario Schifano, Victor Vasarely, Fernando Botero, Wilfredo Lam e Matta.

Innovazione, premi e collaborazioni: l’ecosistema Art Basel si espande

Se il DNA di Art Basel è sempre stato quello di un ecosistema internazionale in continuo movimento, l’edizione 2025 porta questo spirito a un livello superiore. L’evento segna infatti il debutto americano degli Art Basel Awards, realizzati in collaborazione con BOSS, che il 4 dicembre presenteranno gli inaugurali Gold Awards, riconoscendo 11 figure e istituzioni capaci di ridefinire i confini dell’arte contemporanea. È un’iniziativa che unisce prestigio e visione, rafforzando il ruolo della fiera come piattaforma di riconoscimento e accelerazione di talenti e idee innovative.

Accanto a premi e nuove progettualità, emerge un ecosistema di collaborazioni trasversali che coinvolge moda, design, tecnologia e hospitality, trasformando la settimana della fiera in un vero laboratorio di contaminazioni creative. La città di Miami Beach, già teatro di un fermento culturale in continua ascesa, si conferma cornice ideale per un evento che non parla solo di mercato, ma di relazioni, immaginari e possibilità.

Tutto questo si inserisce in una visione più ampia: Art Basel interpreta le Americhe come un tessuto culturale vivo, un territorio in cui i confini si sfumano e nuove prospettive emergono con forza sempre maggiore. L’edizione 2025 assume così il valore di una fotografia del presente, ma anche di un ponte verso il futuro, un tema che trova la sua manifestazione più chiara nella grande novità di quest’anno: Zero 10.

Zero 10: la nuova frontiera dell’arte digitale

La novità più attesa di Art Basel Miami Beach 2025 è senza dubbio Zero 10, la nuova iniziativa globale dedicata all’arte dell’era digitale, presentata con il supporto di OpenSea. Curata da Eli Scheinman, Zero 10 porta ufficialmente l’arte digitale all’interno del cuore curatoriale e commerciale della fiera, segnando un punto di svolta nella storia di Art Basel. L’iniziativa, che farà il suo debutto a Miami Beach per poi espandersi a eventi internazionali come Art Basel Hong Kong 2026, rappresenta un impegno strategico e di lungo periodo verso una ricerca artistica che negli ultimi anni ha conquistato collezionisti, istituzioni e gallerie di tutto il mondo.

Il nome stesso, Zero 10, rende omaggio alla mostra rivoluzionaria di Kazimir Malevič del 1915, “0,10”, simbolo di una rottura radicale con le convenzioni artistiche del tempo. L’ambizione è la stessa: creare un nuovo punto di partenza per l’arte digitale offrendo contesto, rigore curatoriale e una piattaforma globale per pratiche che spaziano dalla generative art al video, dai sistemi algoritmici alla robotica, dalle installazioni luminose alla scultura digitale.

Larva Labs Untitled

Larva Labs (Matt Hall & John Watkinson), Untitled. Courtesy of the artists and Art Basel

Con 12 espositori internazionali, la prima edizione si preannuncia densissima. Troviamo protagonisti come Art Blocks, bitforms gallery, Beeple Studios, Pace Gallery e collettivi emergenti come Yatreda, presentato da Asprey Studio. Le opere in mostra attraversano memoria, algoritmi, percezione, identità digitale, spiritualità contemporanea. Basti citare No Me Olvides di IX Shells (Itzel Yard), che trasforma archivi culturali di tre continenti in composizioni generative vive, o l’installazione di James Turrell, che immerge lo spettatore in un’esperienza di luce totale. A completare il quadro, arriva DOKU – Heaven di Lu Yang, prestito della collezione UBS, un viaggio audiovisivo nel concetto di coscienza nell’era virtuale.

Zero 10 nasce anche in risposta a una trasformazione ormai strutturale del mercato: secondo il The Art Basel and UBS Survey of Global Collecting 2025, oltre il 50% dei collezionisti HNW ha acquistato arte digitale nel biennio 2024–2025, e la categoria è oggi la terza per volume di spesa. Art Basel intercetta questo cambiamento e lo amplifica, offrendo un ponte tra innovatori digitali e le strutture consolidate del sistema dell’arte. È un passo storico per la legittimazione istituzionale dell’arte digitale, capace di aprire nuove opportunità tanto ai creatori quanto ai collezionisti.

Un laboratorio vivo di dialoghi globali

Art Basel Miami Beach 2025 si configura come un crocevia internazionale, uno spazio in cui correnti artistiche, comunità globali e innovazione si intrecciano generando nuove possibilità creative. L’edizione porta con sé una rinnovata consapevolezza: l’arte non è più confinata a categorie rigide, ma si muove tra discipline, identità e media con una libertà sempre maggiore. Le Americhe si presentano come un territorio fertile per questa metamorfosi, un laboratorio in cui storie, estetiche e tecnologie si influenzano reciprocamente.

La forza della fiera risiede proprio nella capacità di unire rigore curatoriale e aperture sperimentali, valorizzando tanto i grandi nomi quanto le nuove voci, tanto il dialogo territoriale quanto quello globale. Con l’arrivo di Zero 10, di nuove collaborazioni e dei Gold Awards, l’edizione 2025 non solo fotografa un momento di grande vitalità, ma contribuisce a definirne attivamente gli sviluppi futuri.

In un’epoca in cui il confine tra fisico e digitale si fa sempre più sottile, Art Basel Miami Beach 2025 emerge come un luogo dove queste dimensioni si incontrano, si sfidano e si rinnovano. Un’edizione che guarda al presente con energia, al passato con consapevolezza e al futuro con decisione.

Cover photo courtesy of Art Basel

Sull'Autore

Patrizia Saolini

Executive editor e corrispondente estera di JunGlam.com. Scrive dal 2010 su riviste di moda, beauty e lifestyle. Giornalista, Chief Happiness Officer e Life Coach con un Master di primo livello in Life Coaching riconosciuto dal Miur. É autrice di quattro libri sul retail coaching e l'ideatrice del marchio Retail Coach®. Per Junglam segue le maggiori fashion week internazionali e gli eventi lifestyle in Italia e all'estero, oltre che dedicarsi alla rubrica di Life Coach.