Alla scoperta di Barcellona, una città per tutte le stagioni

Città magica, unica, variopinta e multiforme. La sintesi fra il più laico modernismo e un solennità mistica senza uguali. E perfino così vicina all’Italia da renderla una meta perfetta anche per una vacanza “toccata e fuga” e che si collochi, magari, un po’ “fuori stagione”.

Stiamo parlando di Barcellona, una delle più imprevedibili, sorprendenti e divertenti città del mondo, dove sacro e profano si mescolano con una naturalezza innata, dove la storia millenaria incontra la modernità senza scontrarsi con essa e dove risulta naturale e quasi “ovvio” passare dall’ammirare un grande artista come Antoni Gaudì ad una passeggiata nella più popolare rambla.

Perché Barcellona non è un museo, ma una città viva, tutta da incontrare. Se si aggiunge il clima assolutamente ideale che la primavera catalana assicura, ecco che la città della grande movida diventa davvero una opzione stuzzicante per le vacanze in ogni periodo dell’anno.

Antoni Gaudì, il figlio prediletto

C’è anche un ulteriore vantaggio che porta con sé la prima città della Catalogna: sono numerosi i voli low-cost che la raggiungono da molti aeroporti italiani e pure le possibilità di soggiorno – che in genere si rivelano tutte di buon livello e senza sorprese – sono altrettanto numerose e alla portata di tutte le tasche.

Da vedere a Barcellona c’è molto, moltissimo. È una città di artisti: Mirò, Picasso, Berenguer. Ma il figlio prediletto della città, l’artista che più di ogni altra l’ha vissuta, interpretata e rappresentata si chiama Antoni Gaudì ed è uno dei più grandi geni dell’era moderna. Gli altri architetti sono classificati secondo la scuola a cui si riferiscono, lui è unico, inclassificabile, inimitabile. Lui è Gaudì.

Con il suo lavoro, svolto praticamente per la sua totalità in Catalunya, ha letteralmente trasformato il volto della città: la Sagrada Familia è il monumento – religioso o civile – più visitato al mondo e ciò non è un caso. Si tratta di un capolavoro unico che esprime in maniera diretta e sorprendente la grande sensibilità religiosa di Gaudì e la sua tecnica costruttiva assolutamente originale, ispirata al dato naturale e non alle forme cubiche del razionalismo. Insomma, tappa obbligata, anche perchè grazie alla ormai obbligatoria prenotazione online, non ci sono più le lunghe code di una volta per entrare.

Ma ogni mattone costruito da Gaudì meriterebbe tempo per essere visitato: Casa Milà e Casa Battlò che si affacciano quasi una di fronte all’altra nel bellissimo Paseo de Gracia, l’incredibile Parco Guell e se avete tempo, il gioiello della Cripta della Colonia Guell a Santa Coloma de Cervellò, un viaggio di qualche chilometro fuori della città di cui non vi pentirete.

Dal Barri Gotic al Tibidabo

Scrivere cosa vedere a Barcellona in poche righe è come raccogliere il mare con un cucchiaino, per cui non possiamo assolutamente essere esaustivi: Il Barri Gotic, il Quartiere Gotico, è una tappa imprescindibile con la cattedrale, le strade e le piazze e la meravigliosa chiesa di Santa Maria del Mar.

Non prescindibile anche una traversata della Rambla, la più popolare, trafficata e variopinta strada di Barcellona lungo la quale non dimenticare di fare un salto all’incredibile bouqueria, il Mercat de St. Josep. Il Montijuich, la collina “olimpica” che ospita importanti musei e la celebre piazza della fontana protagonista dei popolari giochi d’acqua, è un altro luogo simbolo della capitale catalana: la collina è raggiungibile con una funicolare che regala una splendida vista sulla città.

Anche la spiaggia di Berceloneta e la zona del porto vecchio meritano del tempo a esse dedicato, una zona ricca di locali nei quali si può letteralmente ballare per strada. Non possiamo dimenticare il Porto Olimpico, ricco di suggestioni, come la zona “alta” di Pedralbes o quella modernista dell’Eixample. E se avete un po’ di tempo in più potete pianificare una gita sul Tibidabo o a Montserrat, la splendido santuario mariano simbolo della cultura catalana posto sulle curiose montagne che circondano la città e che per la loro conformazione sono chiamate le “Dita di Dio”.

Dove mangiare bene

Già, il cibo. Perché un’altra grande caratteristica di Barcellona e che si mangia bene, anzi benissimo: una cucina tipicamente mediterranea che ha nel pesce la sua punta di diamante ma raggiunge il culmine con i salumi e l’incredibile jamon – il prosciutto – che si può gustare con il tradizionale bocadillo – il panino – nei caratteristici bar-salumeria, locali le cui pareti sono ricoperte completamente da prosciutti appesi.

Se amate il pesce, il posto per voi è il Cangrejo Loco, ristorante con terrazza sul mare nella zona del porto Olimpico, il migliore nella specialità, mentre se prediligete la paella – catalana, si intende – non potete perdervi una serata allo storico 7 Portes, da oltre 150 anni uno dei ristoranti più frequentati della città, che non accetta prenotazioni e per cui occorre attendere pazientemente davanti alla porta che si liberi un tavolo. Un’attesa che sarà premiata.

Per gustare le tradizionali tapas, il locale top è Sagardi, una taverna basca proprio di fronte a Santa Maria del Mar dove un happy hour a base di finger-food è un must e dove il conto si paga per “numero di stuzzicadenti” che si presentano alla cassa.


Anna Invernizzi

Con cinque figli non ci si annoia mai, ma dove lo trovo il tempo di scrivere? Semplice: basta avere passione, curiosità, inventiva e… un marito molto paziente!