Nostalgia anni 90

Vi ricordate com’è stato crescere negli anni 90? Senza smartphones e social network, ma con tv a tubo catodico, giornalini scambiati nel cortile di scuola, e tante mode che oggi possono apparirci stramboidi.
Ecco le cose tipicamente anni 90 che ci mancano di più:

Piccoli Brividi

Altro che Stephen King: da piccole, i Piccoli Brividi erano l’apice del terrore in forma letteraria. Libretti da leggere tutto d’un fiato, nascosti sotto le coperte con una torcia tenuta con manine tremanti.
Le più fifone di voi preferivano forse gli Animorphs, un’altra serie di libri per ragazzi con dei protagonisti adolescenti che avevano il potere di trasformarsi in animali.

La Tata, Willy, Malcolm…

Sit-com adorata da grandi e piccini, La Tata era lo show del momento. Le disavventure della simpatica baby-sitter, del suo ricchissimo capo e della Zia Yetta venivano religiosamente seguite ogni giorno da tutta la famiglia, assieme ad altri programmi cult come Otto sotto un tetto. E che dire di Willy, il principe di Bel Air? Scommettiamo che avete la sigla iniziale ancora in mente.
Questa è la maxy-storia di come la mia vita è cambiata, capovolta, sottosopra sia finita...”

I pomeriggi erano invece dominati dai cartoni dei sempreverdi Pokemon, da Sabrina vita da Strega e dallo strepitoso Malcolm in the middle.
Ve la ricordate questa scena? 🙂

Crystal Ball

Di cosa era fatto? Mistero. Qualcosa di plasticoso e tossico e che sarà la causa di tutti i nostri futuri malanni, probabilmente. Ma il crystal ball rimaneva la versione figa delle bolle di sapone, fonte digigantesche bolle appiccicaticce quanto difficili da scoppiare.

Le figurine Panini

Le figurine più scambiate nei cortili di tutte le scuole, con i loro mille album dai temi più disparati: classici disney, cartoni giapponesi, calciatori…
Andavano fortissimi anche gli album omaggio dei supermercati, quelli con temi vagamente educativi come gli animali o il corpo umano. Ma quel che davvero interessava, a noi, era appiccicare quelle figurine dappertutto.

Puzzle Bubble

Per molte ragazze, probabilmente, è stato il primo videogioco; mentre i maschi preferivano i giochi di combattimento come Street Fighter e Metal Slug, noi avevamo finalmente trovato qualcosa di più tranquillo e colorato, in cui non occorresse sparare alle persone per vincere: l’importante era aiutare i due draghetti a combinare tra loro tantissime bolle colorate. Presente in tutte le sale giochi, un vero must tra un bagno estivo e un po’ di tintarella.


Giada Zavarise

Ex studentessa della Scuola Internazionale di Comics, attualmente impegnata nella difficilissima impresa del vivere scrivendo Cose. Quando non scrivo su Junglam leggo fumetti, bevo tè, gioco di ruolo e imparo fatti inutili su animali bizzarri.