Loghi olimpici, come sono cambiati negli anni

Il grande evento dell’anno, le Olimpiadi 2016, stanno per iniziare e a Rio de Janeiro è tutto pronto per dare il via all’appuntamento che tutti aspettano. Si parte il 5 agosto e lo spettacolo durerà fino al 21 agosto 2016, sono questi i giorni in cui la bellissima città del Brasile accoglierà atleti e appassionati
per vivere insieme meravigliosi giorni all’insegna dello sport.
Cinque cerchi a racchiudere tutto lo spirito dei Giochi Olimpici e come ogni anni un nuovo logo.
Sono tanti quelli che si sono susseguiti nel corso degli anni e ognuno ideato per mettere in evidenza uno specifico legame con la cultura della città che per due settimane ospita i giochi olimpici e con il periodo in cui si sono svolte le olimpiadi.

Il primo logo olimpico risale alle olimpiadi di Parigi nel 1900 e sebbene già nei successivi anni ai giochi di Lake Placid, USA 1932, il logo iniziava a definirsi meglio, solo nei giochi del 1952 a Helsinki si nota un tocco in più di colore.

Il primo logo olimpico più vicino ai nostri giorni, un vero cambiamento nel design, è arrivato con le olimpiadi del 1960 in California.

La storia prosegue con il logo olimpico ideato in occasione delle olimpiadi del 1968 a Città del Messico, forse il logo olimpico più amato nella comunità del design per il suo aspetto dinamico. Arriva poi nel 1996 il logo olimpico di Atlanta considerato molto regale, come regale è la città che ha ospitato i giochi, Atlanta.

Quello che vedremo a Rio, sarà un logo dinamico, fresco e caratterizzato da una miriade di colori che, sicuramente rappresentano nel miglior modo una città colorata e allegra come Rio de Janeiro.

Il progetto grafico vuole rappresentare l’unione tra varie e diverse culture grazie allo sport, non a caso l’immagine scelta raffigura tre uomini stilizzati che si tengono per mano. La scelta è stata fatta tra 139 progetti.


Alessandra Mannarino

Nata negli anni 80, cresciuta in due mondi: quello dei libri, fonte d’ispirazione e meta di viaggi senza tempo, e quello della musica, ragtime, soul, R&B e l’improvvisazione del jazz sono la carica di ogni nuovo giorno. Adora i viaggi perché aprono la mente e la cucina per dare sfogo alle idee. Una massima? “Fai ciò che senti essere giusto nel tuo cuore perché verrai criticato comunque: biasimato se lo fai e se non lo fai” (E. Roosevelt).