#JeSuisCharlie: l’omaggio della rete a Charlie Hebdo

Parigi, 7 gennaio 2015. Tre uomini armati uccidono le guardie e fanno irruzione nella sede della redazione della rivista satirica Charlie Hebdo. «Vendicheremo il profeta», hanno detto gli attentatori aprendo il fuoco e uccidendo 12 persone tra cui il direttore della testata Charb (Stephane Charbonnier) e uno dei vignettisti più importanti, Cabu.
La colpa? Charlie Hebdo aveva pubblicato più volte vignette ironiche su Maometto (così come aveva fatto anche per il Papa Benedetto XVI). Nota: una delle guardie uccise, Ahmed Merabet, era mussulmano così come il correttore di bozze Mustapha Ourrad che ha perso la vita nell’attentato.

Tutto il mondo ha dimostrato grande solidarietà alla Francia ferita e traumatizzata da questa strage e mentre a Parigi la popolazione scendeva in piazza “armata” di una matita, sulla rete si è scatenata la vicinanza di tutti gli utenti con l’hashtag #JeSuisCharlie, rilanciato oltre 45mila volte in meno di 24 ore. Papa Francesco ha lanciato l’hashtag #PrayersForParis, vignettisti e illustratori hanno reso il loro omaggio con dei disegni che vi abbiamo raccolto in questa fotogallery. Gli artisti ricordano le vittime, persone uccise in nome della libertà di stampa e di espressione.

«Non ho paura delle rappresaglie. Non ho figli, non ho una moglie, non ho un’auto, non ho debiti. Forse potrà suonare un po’ pomposo, ma preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio». Charb, direttore di Charlie Hebdo


Carlotta Mariani

Riccionese trapiantata a Milano per seguire una follia, quella di diventare giornalista. Amo i viaggi, il cinema, i libri, la musica e ho tre vere e proprie manie, temi di cui non mi stanco mai di parlare: i gatti, la Norvegia (dove ho vissuto sei mesi ricchi di emozioni) e il tè. Ho un blog sull’argomento, si chiama Five O clock, e viene aggiornato sempre e solo alle 5 di pomeriggio (adoro complicarmi la vita!).