Inaugurato il nuovo Harvard Art Museum firmato da Renzo Piano

Un progetto esaltante, diverso dagli altri, da completare “senza fretta” secondo il suo stesso autore. E in effetti sei anni per la realizzazione e quasi dieci per la sua concezione sono un tempo che eloquentemente dice della cura e dell’attenzione che vi è stata posta. Chi lo ha pensato non è un architetto qualsiasi, ma uno dei più prestigiosi del mondo, una delle glorie dell’ingegno italiano: si tratta di Renzo Piano (fresco di una laurea honoris causa ricevuta a maggio 2014 dalla nota Columbia University) e il suo ultimo progetto, inaugurato lo scorso 16 novembre, è stata la ristrutturazione-ampliamento dell’incredibile Harvard Art Museum, lo spazio concepito nell’ambito di una delle più prestigiose ed esclusive università americane per accogliere la sterminata collezione di oggetti che nel corso dei suoi oltre quattrocento anni di storia l’istituzione educativa ha accumulato grazie alle donazioni e ai riconoscimenti a essa fatti dagli studenti che l’hanno frequentata. Una raccolta di più di 250.000 oggetti che fino a oggi erano sparpagliati su tre sedi diverse – il Fogg Museum, il Busch-Reisinger Museum e l’Arthur Sackler Museum – e, in parte, seminascoste o dimenticate in qualche angolo dell’Università. Un vero e proprio inestimabile tesoro di opere d’arte che adesso, grazie al nuovo edificio, troverà una casa stabile.

Harvard Art Museum

Harvard Art Museum

Mostrare, insegnare, preservare

Significativa la scelta di Harvard di affidare a Renzo Piano l’opera che il grande architetto ha sviluppato intorno a tre concetti fondamentali: mostrare, insegnare e preservare. Da questo concept, con il consueto stile moderno ed elegante, Piano ha creato il nuovo edificio che ha come elemento portante il legno – di cui è stata scelta una varietà particolare proveniente dall’Alaska – che si incastona in due edifici preesistenti ed è sovrastato da un immensa piramide di vetro capace di dare luce e spazio a tutta la struttura. Solo il secondo e il terzo piano dell’edificio saranno dedicati alle esposizioni e all’accoglienza dei visitatori, mentre l’ultimo piano, quello più prossimo alla vetrata stessa, sarà riservato ai ricercatori e agli studiosi dell’Art Study Center. Il piano terreno, invece, costituisce una vera e propria “arena”, un luogo di incontro affascinante e suggestivo che richiama fortemente lo stile italiano – ribattezzato non a caso Piazza Montepulciano – dove tutti potranno transitare liberamente senza la necessità di alcun biglietto di ingresso.

Il tesoro di Harvard, fino a ora ben poco conosciuto, è frutto dei doni fatti all’università da grandi mecenati come Rockfeller o Pulitzer ma anche da “comuni” studenti: si va dall’arte antica e quella “etnica” orientale e africana, da meravigliose opere di maestri come il Beato Angelico o il Bernini fino all’arte contemporanea di Mirò e perfino Yoko Ono.

Biglietto

Il biglietto costa 15 dollari per gli adulti, 10 dollari per gli studenti fino ai 18 anni d’età. L’ingresso è gratuito per i visitatori minorenni e per chi lavoro o studia a Harvard. I biglietti si possono acquistare anche online sul sito www.harvardartmuseums.org

Harvard Art Museums
32 Quincy Street
Cambridge, Massachusetts, Usa
www.harvardartmuseums.org


Anna Invernizzi

Con cinque figli non ci si annoia mai, ma dove lo trovo il tempo di scrivere? Semplice: basta avere passione, curiosità, inventiva e… un marito molto paziente!