Il meglio della musica pop 2016 secondo LA Times

Non so se lo avete notato, ma il 2016 è un anno bisestile. E, per chi ci crede, come tale portatore di sventure. Chissà se la diceria popolare sarà vera o falsa: sta di fatto che per il mondo della musica pop internazionale, il nuovo anno si è veramente rivelato bisesto e funesto. Sono bastati sei mesi infatti per vedere l’uscita di scena “definitiva” di grandi personaggi – in alcuni casi letteralmente insostituibili – sul grande palcoscenico internazionale, come David Bowie, Prince o Glenn Frey solo per citare i più grandi, ma anche Merle Haggard, Paul Kantner, George Martin, Scotty Moore, Maurice Bianco e Bernie Worrell.

Un’ecatombe. Sarà forse per esorcizzare quanto sta accadendo o semplicemente per l’inclinazione “naturale” che l’America ha per classifiche ed hit parade, che diverse testate hanno pensato di “tirare le somme” di questi primi sei mesi di produzione pop per segnalarne i “migliori” album dell’anno. Lo ha fatto recentemente il New York Times, ricalcando le orme della prestigiosa rivista Rolling Stones qualche settimana prima.

Vediamo cosa hanno “votato” gli esperti del settore.

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La “Best Pop” di Rolling Stones

La storica rivista “delle pietre rotolanti” sceglie decisamente la strada dei “grandi nomi”: gli album di maggiore impatto in questo scorcio di anno sono quelli du due grandi “rivali” dello star system musicale mondiale: Beyoncé con il suo Lemonade e Rihanna con il suo Anti.

Fra quelli di maggiore impatto – soprattutto in tema di passaggi radiofonici – è citato il secondo album del gruppo Fifth Harmony, ovvero 7/27, pubblicato nel mese di maggio, mentre fra i più sorprendenti trova posto anche Good Times!, l’album-revival della storica band californiana The Monkees, a cinquant’anni dal loro debutto sulle scene datato 1966. Classificato come interessante anche X-Communicate, il primo progetto solo di Kristin Kontrol, alias Kristin Welchez già componente della band Dum Dum Girls.

La risposta del Los Angeles Times

Se Rolling Stones ha puntato sugli album, per il LA Times la classifica e la selezione è stata fatta sui singoli pezzi. Ed ecco perché, per esempio, la gettonatissima Beyoncé si ritrova in classifica addirittura due volte, sia con il brano “front” del suo visual-album anch’esso intitolato Lemonade, sia con Hold Up che la testata americana non esita a definire il brano più dinamico del 2016.

In classifica – a testimonianza di un successo effettivo – sono confermate sia Rihanna che le Fifth Harmony, ma da segnalare è soprattutto la presenza di alcuni “mostri sacri” della musica: il compianto David Bowie, prima di tutto, che non poteva non figurare fra i brani più impressive del 2016 con il suo testamento artistico Blackstar, oppure Paul Simon che a 74 anni ha pubblicato l’intenso Stranger to stranger che non ha deluso le aspettative dei suoi fans. In classifica anche gli Radiohead con A Moon Shaped Pool e In Common di Alicia Keys.

Menzione d’onore poi, per il cofanetto di 18 CD At Sun Records, the Complete Works, opera omnia dell’ottantunenne re del rock’n’roll Jerry Lee Lewis.

 

Photo Credit: Rihanna Official, Nat CH Villa

 


Anna Invernizzi

Con cinque figli non ci si annoia mai, ma dove lo trovo il tempo di scrivere? Semplice: basta avere passione, curiosità, inventiva e… un marito molto paziente!