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Moda sostenibile e upcycling: la pelle rigenerata e il brand Regenesi

Scritto da Silvia Artana

Nel fashion system si sta facendo largo una nuova attenzione per il pianeta e le sue risorse, che spinge stilisti e aziende di abbigliamento e accessori a utilizzare materie prime a basso impatto ambientale. Per esempio, Osom Brand produce calzini con filati ottenuti dagli abiti vecchi ed ECOALF realizza collezioni da uomo e da donna con tessuti che derivano dai rifiuti di plastica ripescati in mare.

Questo processo di recupero di materiali arrivati alla fine del ciclo vitale e/o di scarto e/o destinati a essere buttati per trasformarli in prodotti di maggiore valore rispetto a quelli di partenza si chiama upcycling ed è uno dei principi fondanti della moda sostenibile.

La pelle rigenerata e gli abiti e gli accessori che vengono realizzati con essa rappresentano un altro esempio di riciclo virtuoso e sono un nuovo trend glamour dell’eco fashion… e non solo!

Scoprite qui tutto quello che c’è da sapere su questo materiale e le bellissime collezioni moda del brand Regenesi!

Pelle rigenerata: cos’è e caratteristiche

La pelle rigenerata è un materiale artificiale, ottenuto da scarti conciari, dell’industria calzaturiera e della lavorazione del cuoio, che vengono ridotti in particelle fibrose, piccoli pezzi o polveri con un procedimento meccanico e/o chimico e poi pressati in fogli (con o senza l’ausilio di un legante sintetico).

In realtà, la definizione “pelle rigenerata” e quella affine “cuoio rigenerato” sono improprie, perché possono trarre in inganno il consumatore sulla natura del materiale, che non è pelle né cuoio riportato a nuova vita, ma un assemblato artificiale. In Italia la seconda risulta addirittura illegale, in base alla Legge n. 1112 del 16 dic. 1966, che stabilisce che i termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” possono essere utilizzati solo per prodotti di origine animale sottoposti a conciatura. In Europa è così per le calzature, sulla scorta di quanto previsto dalla Direttiva Comunitaria 94/11/CE del 23/3/9.

La dicitura corretta è “rigenerato di fibre di cuoio” e, per poter essere usata, il materiale deve contenere minimo il 50% in peso di pelle secca.

La pelle rigenerata (termine utilizzato per comodità, ma con la consapevolezza di quanto sopra) ha una struttura omogenea e indifferenziata e screziature e imperfezioni sono riprodotte in modo artificiale. Tuttavia, questo non significa che non risulti bella alla vista e piacevole al tatto. L’aspetto è molto naturale e può trarre in inganno un occhio non esperto. Inoltre è resistente, non scolorisce (caratteristica peculiare della vera pelle e del cuoio) ed è più economica.

Ecopelle e similpelle: attenzione alle differenze

Appurato cos’è la pelle rigenerata, va chiarito che ecopelle e similpelle sono materiali diversi. Spesso i termini vengono usati come sinonimi, ma è un errore. Si tratta di prodotti profondamente differenti per natura e caratteristiche.

L’ecopelle è un materiale di origine animale, ottenuto tramite conciatura secondo un procedimento a ridotto impatto ambientale, in base a quanto previsto dalla norma UNI 11427:2011. L’ecopelle ha un costo maggiore della pelle trattata in modo standard e richiede una maggiore manutenzione.

La similpelle (anche detta finta pelle e vinilpelle) è un materiale sintetico, composto da una base di cotone o di fibra sintetica impregnata e/o spalmata con resine poliuretaniche. A tutti gli effetti, è assimilabile a un tessuto e in quanto tale può presentare diverse lavorazioni, fantasie, colori e trattamenti. La similpelle ha un costo compreso in un range piuttosto variabile a seconda delle sue caratteristiche e richiede poca manutenzione, ma si deteriora più rapidamente della vera pelle ed è meno morbida e fresca.

Lusso sostenibile: il brand Regenesi

Fondato nel 2008 da Maria Silvia Pazzi, Regenesi è un brand che crea, produce e commercializza accessori moda e oggetti per la casa e l’ufficio all’insegna dell’upcycling. Oltre all’alluminio, al rame, alla plastica, alla mescola sportiva Sportflex e ai tessuti di riciclo post-consumo, l’azienda utilizza per i suoi prodotti la pelle rigenerata.

La pelle rigenerata di Regenesi è realizzata con scarti di vera pelle provenienti da concia vegetale (per una quantità minima pari al 65% del prodotto finito), ai quali vengono aggiunti lattice estratto da piante di caucciù, acqua, sali, grassi e agenti coloranti naturali. Il risultato è un materiale che dura a lungo nel tempo (in 10 anni va incontro a un deterioramento del 10%), con una superficie levigata e con un colore altamente resistente alla luce e allo sfregamento.

L’obiettivo di Regenesi è di “promuovere un nuovo stile di vita dove il bello si sposa con il rispetto per l’ambiente” e le collezioni moda del brand ne sono un esempio perfetto. Create da designer di fama internazionale e da giovani designer emergenti, sono realizzate a mano da artigiani italiani e presentano un anima eco sostenibile.

L’ultima in ordine di tempo è la linea India della serie di borse personalizzabili File Bag, che abbina alla pelle rigenerata il denim rigenerato di Italdenim e la lycra 100% ecosostenibile di Econyl (prodotta da Aquafil attraverso il riciclo della plastica delle reti da pesca). Lanciata in occasione della Milano Fashion Week SS 2018, presenta disegni naif, stampe che riproducono architetture e vegetazione tropicale e grafiche che offrono una reinterpretazione della ricca e complessa simbologia indiana ed è stata realizzata in collaborazione con la giovane stilista Matilde Govoni, neolaureata alla L.UN.A. (Libera Università delle Arti di Bologna).

Sull'Autore

Silvia Artana

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ha conseguito un Master in Divulgazione Scientifica e ha mosso i primi passi nell'editoria occupandosi di scienza e tecnologia. Oggi scrive di moda, bellezza, benessere, lifestyle, cinema e TV per diversi magazine digitali e svolge attività di copywriting e storytelling online e offline.

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