Eco

La filosofia del riciclo di Livia Firth

Scritto da Silvia Artana

Da produttrice cinematografica a paladina del green style. Con il progetto Eco-Age, l’Ambasciatrice Oxfam e fondatrice insieme ad Annie Lennox del network di donne “The Circle”, Livia Firth (all’anagrafe Livia Giuggioli), si è affermata tra le personalità di spicco nel mondo della moda ecosostenibile e a lei si devono alcune delle più importanti iniziative per promuovere un nuovo concetto di fashion etico e rispettoso dell’ambiente e degli animali.

Dalla Green Carpet Challenge ai Green Carpet Fashion Awards, passando per la campagna #30wears, che invita a indossare un capo almeno 30 volte prima di buttarlo, la moglie di Colin Firth ha portato la filosofia del riciclo alla ribalta internazionale, invitando a pensare e ad agire in modo consapevole ed eco friendly persone comuni, celebrità come attrici e modelle e diversi brand e maison.

Come riciclare secondo Livia Firth: il progetto Eco-Age

Il progetto Eco-Age ha visto la luce a Londra nel 2007, per iniziativa di Livia Firth e di suo fratello, Nicola Giuggioli. Nato come negozio etico ed ecologico, dove acquistare oggetti di design per la casa, con il passare del tempo ha aggiunto alla sua offerta abbigliamento e altri prodotti, fino a trasformarsi in una società di consulenza che aiuta le aziende a diventare ecosostenibili.

Eco-Age si avvale di una squadra multidisciplinare di professionisti che, a partire dall’analisi della filiera produttiva di ogni cliente, formula un piano di business all’insegna di valori quali giustizia sociale, responsabilità di impresa e tutela dell’ambiente.

Gli esperti si recano a conoscere i fornitori, facendo esperienza diretta del luogo di lavoro e delle condizioni di operai e impiegati (similmente alla campagna #whomademyclothes di Fashion Revolution), oltre che del rispetto delle regole per ridurre il consumo energetico e l’inquinamento e per promuovere il benessere degli animali, e se c’è corrispondenza con tutti i parametri stabiliti da Eco-Age, attribuiscono il riconoscimento Green Carpet Challenge (GCC).

Riciclo e celebrità: Green Carpet Challenge

Il Green Carpet Challenge non è solo un riconoscimento delle “buone pratiche” in ambito sociale e ambientale messe in atto da un’azienda, ma anche una “iniziativa sofisticata per fare incontrare glamour ed etica”. In questa accezione consiste nella scelta di celebrità, attori e attrici di indossare vestiti e completi certificati GCC realizzati da stilisti di fama, in occasione dei più importanti eventi mondani internazionali.

L’iniziativa ha fatto il suo debutto ai Golden Globe 2010 e da allora la “sfida” è stata raccolta da un sempre maggiore numero di star e di brand. Tra i tanti partecipanti, Meryl Streep ha aderito in occasione degli Oscar 2012 con un abito in eco fibra di Lanvin e, nello stesso anno, Cameron Diaz ha dato il proprio contributo indossando un long dress in seta organica di Stella McCartney al Met Gala.

Più di recente, hanno preso parte alla Green Carpet Challenge anche Margot Robbie, Lupita Nyong’o ed Emma Watson, quest’ultima con un vestito di Calvin Klein realizzato con un tessuto ricavato dall’upcycling delle bottiglie di plastica.

Green Carpet Fashion Awards: gli Oscar della moda ecosostenibile

L’ultima iniziativa (in ordine di tempo) organizzata da Livia Firth in collaborazione con CNMI nell’ambito dell’eco fashion sono i Green Carpet Fashion Awards, che hanno avuto luogo il 24 settembre 2017 nella suggestiva cornice del Teatro alla Scala di Milano.

Definiti gli Oscar della sostenibilità, hanno assegnato 11 riconoscimenti ad altrettante personalità del mondo della moda, che si sono distinte per il loro impegno per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori del fashion e dell’ambiente. Inoltre, hanno premiato il giovane designer Tiziano Guardini per come ha saputo sviluppare il tema del contest Green Carpet Talent Competition, che richiedeva di combinare “l’estetica dell’artigianato italiano all’etica dell’innovazione sostenibile”.

Photo cover credits: Camera Nazionale della Moda Italiana

Sull'Autore

Silvia Artana

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ha conseguito un Master in Divulgazione Scientifica e ha mosso i primi passi nell'editoria occupandosi di scienza e tecnologia. Oggi scrive di moda, bellezza, benessere, lifestyle, cinema e TV per diversi magazine digitali e svolge attività di copywriting e storytelling online e offline.

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