Viva! Venezia Viva! Le mostre da vedere fuori Biennale 2017

Per i prossimi sei mesi Venezia è al centro dell’universo dell’arte moderna, dal 13 maggio al 26 novembre 2017 infatti si svolge la 57a Biennale Internazionale d’Arte che la curatrice, Christine Macel, ha intitolato “VIVA ARTE VIVA”. Una gigantesca esposizione dedicata all’Umanesimo contemporaneo che ha coinvolto tutta la laguna oltre alla tradizionale sede dei Giardini e dell’Arsenale. La Biennale, presieduta da Paolo Baratta, si articola in nove capitoli, con 120 artisti partecipanti rappresentanti 51 paesi, distribuiti nei padiglioni, ma è tutta la laguna ad essere coinvolta in eventi e mostre collaterali alla Biennale fino a novembre, una frenesia artistica che, parafrasando il titolo della Biennale, intitoliamo “VIVA, VENEZIA VIVA!”.

Junglam ha visitato in anteprima le esposizioni e vi propone alcuni spunti “fuori biennale”, occasioni per vivere l’arte contemporanea in alcuni luoghi tra i più caratteristici della città più bella del mondo.

MICHELANGELO PISTOLETTO One And One Makes Three - Abbazia di San Giorgio Venezia - foto@ArmandoMelocchi

MICHELANGELO PISTOLETTO One And One Makes Three – Abbazia di San Giorgio Venezia – foto@ArmandoMelocchi

One and One makes Three, la creazione secondo Michelangelo Pistoletto

Venezia, Isola di San Giorgio, una delle più belle vedute su Piazza San Marco fa da palcoscenico all’Abbazia di San Giorgio Maggiore dove sono ospitate le installazioni di Michelangelo Pistoletto, artista biellese tra i principali esponenti dell'”arte povera” e uno dei maggiori artisti italiani contemporanei. Pistoletto ci fa riflettere sul destino dell’umanità e l’urgenza di un cambiamento sociale volto ad abbattere le barriere che ancora separano le culture, soprattutto religiose, in un mondo globalizzato economicamente, ma dove le differenze sociali vengono evidenziate dalle migrazioni e dalle intolleranze razziali e religiose. “La combinazione di due unità dà vita a una terza unità distinta e inedita: è la creazione”, cosi Pistoletto introduce “One and One makes Three”, un percosso all’interno dell’abbazia attraverso la sagrestia e fino al coro maggiore dove le opere di Michelangelo ci invitano ad abbattere le differenze tra le persone “per dare un senso alla parola umanità in questa società sempre più globalizzata”.

Proseguendo il percorso nell’Officia dell’Arte Spirituale dell’Abbazia di San Giorgio, in mostra una retrospettiva di tutta l’opera di Michelangelo Pistoletto, dai suoi primi autoritratti, all’avvento della tridimensionalità espressiva della sua “arte povera” attraverso gli specchi, all’uso delle veline su acciaio levigato, fino alla “Venere degli stracci”.

La mostra, collaterale alla 57a Biennale internazionale d’Arte, rimarrà aperta fino al 26 novembre 2017, ad ingresso gratuito, chiusura il lunedì, fermata vaporetto “San Giorgio”.

Il “Minimun Maximum” di Alighiero Boetti

Sempre sull’isola di San Giorgio, nel Monastero, in mostra le opere di Alighiero Boetti grazie ad un progetto artistico della Fondazione Giorgio Cini dal titolo “Minimun Maximum” a rappresentare il rapporto fra le dimensioni estreme, la più piccola e la più grande, delle numerose opere realizzate dall’artista torinese durante il suo percorso di crescita artistica.

MINIMUM MAXIMUM, mostra sul percorso artistico di Alighieri Boetti - Foto©ArmandoMelocchi

MINIMUM MAXIMUM, mostra sul percorso artistico di Alighieri Boetti – Foto©ArmandoMelocchi

Boetti nasce a Torino nel 1940, una passione per i viaggi e le culture medio orientali e africane lo spinge a muoversi, visitare ma, nello stesso tempo, interessarsi e studiare filosofia, esoterismo, matematica e musica. Artista autodidatta inizia a esprimersi con materiali vari, legno, metalli, tessuti, assemblati in forma di arazzi. Dai suoi viaggi in Afghanistan importa tessuti con i quali intesse mappe, bandiere, planisferi, espressione di una nuova “arte povera” legata al viaggio e alla cultura. Lo stretto legame con l’oriente si rivela nelle opere con penna, pennello e tecnica mista su carta dove disegni di animali, e trame fittissime in grandi superfici richiamano i tappeti e gli arazzi medio-orientali. Boetti offre la sua arte in due dimensioni, la più piccola dei simboli e dei grafici assieme alla più grande degli spazi, un “Minimum Maximum” , appunto, dove emerge la musicalità delle sue opere caratterizzate dai colori, lettere e figure, geometricamente intrecciati e collocati all’interno delle superfici.

La mostra ad ingresso gratuito rimarrà aperta fino al 12 luglio 2017, chiusura il mercoledì, orari 10 -19, fermata vaporetto “San Giorgio”.

“REVOLUTION”, riconoscersi nelle provocanti immagini di Rancinan

"REVOLUTION" di Gerard Rancinan, performance inaugurale in Campo Santo Stefano

“REVOLUTION” di Gerard Rancinan, performance inaugurale in Campo Santo Stefano

Rivedersi nelle provocatorie immagini del fotografo francese Gerard Rancinan è un esercizio spirituale che vi invitiamo a fare visitando la mostra alla Galleria BelAirFineArt, proprio accanto al Guggenheim. “Revolution” il titolo dell’esposizione, curata da Caroline Gaudriault, inaugurata con una performance in Campo Santo Stefano, dove un’enorme tela di 9 X 15 metri raffigurante la “Zattera delle Illusioni” è stata dispiegata a significare il naufragio di chi approda sulle nostre coste in cerca di quelle stesse illusioni che noi stessi rincorriamo. Rancinan ci invita a riconoscerci in quelle immagini, in quella frenetica rincorsa, nei vizi spacciati per virtù, nei Topolini che a tavola si indottrinano di televisione e media, nel terrorismo della cattiva informazione, nei piaceri del cibo e del sesso. Se riusciamo a riconoscerci, per liberarci, ecco, allora inizia la nostra rivoluzione!

Alla Galleria BelAir Fine Art Venice Guggenheim, Dorsoduro 686, Venezia, fino al 31 ottobre 2017, fermata vaporetto “Accademia”.

KOKODE’ KAMIGAMI Qui si incarnano gli dei

In parallelo alla 57a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Generali Italia presenta nelle belle sale di Palazzo Morosini a Venezia la mostra “Kokodè Kamigami” che, a dispetto del suono onomatopeico della prima parola, significa in giapponese “Qui si incarnano gli dei”.

Mostra "Kokodè Kamigami" a Palazzo Morosini - Venezia

Mostra “Kokodè Kamigami” a Palazzo Morosini – Venezia

L’esposizione esprime il contatto simbolico tra due artisti, il francese Philippe Marinig e il giapponese Dimon Kinoshita, che si confrontano sul tema del Sumo, l’antica lotta giapponese. L’armonia e le gestualità di questa disciplina trovano espressione nelle fotografie di Marinig che ci avvicina a questa forma di spiritualità con belle immagini in bianco e nero, accanto le opere pittoriche di Kinoshita, eseguite con tecniche tradizionali giapponesi. L’accostamento crea una forma di connessione e fusione delle due tecniche e dei due mondi, occidentale e orientale, in un percorso trasversale tra le arti, le culture e il tempo.

Fino all’11 luglio 2017, nelle sale di Palazzo Morosini, San Marco 2803, Venezia, ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 19,  fermata vaporetto “Accademia”.

GLASS AND BONES Sculture 1977-2017 di Jan Fabre

Appositamente studiato per gli spazi dell’Abbazia di San Gregorio a Venezia, torna a far parlare di sé Jan Fabre, artista nato ad Anversa nel 1958, figura innovativa nel panorama dell’arte internazionale con le sue opere realizzate in ossa e vetro.

BONES AND GLASS - Jan Fabre nell'Abbazia di San Gregorio - Venezia foto©ArmandoMelocchi

BONES AND GLASS – Jan Fabre nell’Abbazia di San Gregorio – Venezia foto©ArmandoMelocchi

Fabre vuol mettere in risalto la durezza e la fragilità della vita stessa ispirandosi alla tradizione dei pittori fiamminghi che usavano l’antica tecnica di miscelare ossa triturate con pigmenti colorati e attingendo dall’artigianalità dei vetrai veneziani. Nascono da questo accostamento le sue opere forti, dure, quasi in contrapposizione alla delicatezza e fragilità dei materiali. Rimarrete colpiti dalla sequenza di teschi addentanti scheletri animali, opere frutto di un ricordo dell’infanzia dell’artista:  “La mia idea filosofica e poetica, che riunisce assieme il vetro con le ossa umane e animali, nasce dal ricordo di mia sorella che da bambina giocava con un piccolo oggetto di vetro. Questo mi ha fatto pensare alla flessibilità dell’osso umano in confronto con quella del vetro. Alcuni animali e tutti gli esseri umani escono dal grembo materno come il vetro fuso esce dal forno di cottura. Tutti possono essere modellati, curvati e formati con un sorprendente grado di libertà”. La fragilità e la caducità della vita umana rappresentata da ossa e vetro simboleggia, nel contempo, la morte e l’opulenza, un confronto tra corpo e anima che ha pervaso tutta la carriera artistica di Fabre e che possiamo vedere in questa ampia retrospettiva.

La mostra collaterale alla Biennale rimarrà aperta a ingresso libero fino al 26 novembre 2016, presso l’Abbazia di san Gregorio, Dorsoduro 172 Venezia, orari 11-19.


Armando Melocchi

Milanese D.O.C., amo la Fotografia, l'Arte, la Moda, Viaggiare. Irrequieto e curioso, nonostante la non tenera età, fotografo e scrivo di moda, arte, design e viaggi.