Altaroma 2017: 3 mostre al Guido Reni District

A.I. Prove Tecniche di Trasmissione

Prove Tecniche di Trasmissione, il titolo della trasmissione dei primi anni ’70 che mandava in onda immagini studiate per provare gli effetti cromatici della nuova tv a colori, è oggi anche il titolo della 14° edizione di A.I. Artisanal Intelligence al Guido Reni District, spazio espositivo che sorge proprio di fronte al MAXXI. Dal 6 al 9 luglio, in contemporanea con le sfilate di Altaroma, la mostra, realizzata in collaborazione con l’Accademia di Costume & Moda, per la prima volta promuove non solo il lavoro di artigiani e giovani fashion designer, ma anche quello di costumisti che proprio a Roma si sono formati. L’allestimento, mettendo in discussione il concetto di separazione fra prova e trasmissione, propone un percorso concepito come passaggio fluido tra la rappresentazione temporanea della prova e la verifica finale espressa sullo schermo.

Drops of Italian Glamour

Enrico Quinto e Paolo Tinarelli, attraverso la valorizzazione, il recupero e la salvaguardia del Made in Italy, portano alla luce tramite questa Drops of Italian Glamour la memoria dello sviluppo storicoculturale ed economico del Paese. In collaborazione con Altaroma, il percorso espositivo è costituito da 40 abiti creati da couturier e stilisti italiani e, attraversando tutto il periodo che dalla fine degli anni ’60 porta al primo decennio del XXI secolo, racconta ed evidenzia l’essenza dello stile italiano e dell’aurea quasi mitologica creatasi intorno al concetto stesso di Made in Italy. In mostra abiti che sono espressione sia dell’alta moda romana di Valentino, Roberto Capucci, Lancetti, Andrè Laug, Renato Balestra, Rocco Barocco, Sarli, Gattinoni, sia degli esponenti del pret-à-porter come Emilio Pucci, Biagiotti, Armani, Versace, Krizia, Missoni, Gianfranco Ferrè, Gucci, Romeo Gigli, Dolce & Gabbana, Alberta Ferretti, Anna Molinari, Prada e Fendi.

Vanitas

Proponendosi come ideale interlocutore per esaltare il valore della contaminazione culturale, Altaroma si fonde perfettamente al percorso che, snodandosi tra arte, moda, cinema e musica, Vanitas racconta sull’evoluzione del costume dell’abito come segno esteriore discriminante e identificativo del ruolo sociale. In questo progetto la vanità, intesa come attenzione a ciò che appare immediatamente visibile, è associata al ritratto nella sua accezione più ampia che include sia l’idea del narcisismo che quella della rappresentazione documentaria. L’abbigliamento nel ritratto pittorico e scultoreo assurge a rappresentazione di virtù, ruoli e valori di cui il soggetto rappresentato si fa portatore. Fra il candore degli abiti in stile ecclesiastico spicca quello della Papessa di Gattinoni Couture del 1996, dell’archivio storico Fernanda e Raniero Gattinoni a Roma. I ritratti presenti nell’esposizione, associati a oggetti e paramenti, vogliono testimoniare i mutamenti della società attraverso i capi di vestiario, le pose, gli sguardi.


Serena Serra

Laureata in editoria e giornalismo ed esperta di comunicazione e brand management, si dedica alla creazione di contenuti per portali e siti web. Per Junglam.com è redattrice moda, beauty e lifestyle.