Responsabilità ambientale e volontariato di impresa: 3 storie di salvaguardia e sostenibilità

La difesa del pianeta è un tema sempre più sentito dalle aziende. Le realtà che credono nell’importanza della responsabilità ambientale sono in aumento e in questo contesto si sta affermando il cosiddetto volontariato di impresa.

La definizione raccoglie tutte le iniziative e le attività messe in pratica dalle aziende con la partecipazione dei loro dipendenti per agire in modo concreto per la salvaguardia dell’ambiente, la sostenibilità e il consumo responsabile.

Gli esempi in Italia e nel mondo non mancano e qui ne trovate raccolti 3.

Mareblu e la campagna Spiagge e Fondali Puliti di Legambiente

Spiagge e Fondali Puliti – Clean up the Med di Legambiente e Mareblu

I dipendenti Mareblu durante la giornata Spiagge e Fondali Puliti – Clean up the Med di Legambiente

Mareblu è una delle prime aziende conserviere in Italia e dal 2012 collabora attivamente con Legambiente alla campagna Spiagge e Fondali Puliti – Clean up the Med. L’iniziativa si svolge dal 1996 in 21 paesi del bacino del Mediterraneo e vede ogni anno migliaia di cittadini partecipare a operazioni di pulizia straordinaria e raccolta differenziata su arenili, lungomare e siti naturali.

L’appuntamento del 2017 è stato ad Ameglia, al confine tra Liguria e Toscana, in provincia di La Spezia. Mercoledì 7 giugno, alla vigilia della Giornata Mondiale degli Oceani, il personale di Mareblu si è rimboccato le maniche (letteralmente) e insieme ad altri volontari ha lavorato per ripulire la spiaggia di Fiumaretta dai rifiuti e riportarla alla sua naturale bellezza.

Mareblu è impegnata da anni a promuovere un modello produttivo e distributivo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e collabora con Legambiente a numerosi altri progetti oltre alla campagna Spiagge e Fondali Puliti – Clean up the Med. In particolare, sostiene le attività del Centro Recupero Tartarughe di Manfredonia (FG) e finanzia la ricerca Marine Litter sull’inquinamento dei mari e dei bacini lacustri italiani e le iniziative didattiche del Museo Vivo del Mare di Pollica (SA).

Leroy Merlin e l’Orto Fai Da Noi

Leroy Merlin: Orto Fai Da Noi

I primi frutti dell’Orto Fai Da Noi di Leroy Merlin.
Photo credits: Luca Pereno @csr_leroy_merlin on Instagram

Leroy Merlin è uno dei più importanti stakeholder del bricolage e fai-da-te e nel 2013 si è dotato di un Coordinamento Nazionale Sviluppo Sostenibile, con l’obiettivo di “animare e formare” i dipendenti e la comunità sui temi della salvaguardia del pianeta, progettare e mettere in atto politiche etiche e rispettose dell’ambiente, condividere le best practice e confrontarsi sulle criticità con interlocutori interni ed esterni.

In questo contesto, l’azienda ha sviluppato un Programma di Responsabilità Sociale e Ambientale, al cui interno si collocano diverse attività, tra cui l’Orto Fai Da Noi. La location dell’iniziativa è il negozio di Corso Giulio Cesare a Torino, dove un grande terreno incolto di proprietà di Leroy Merlin si sta trasformando in un “orto di comunità”. Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’associazione OrtiAlti, prevede la suddivisione dell’appezzamento tra 20 famiglie, che potranno coltivare ortaggi ed erbe in appositi cassoni di legno.

L’inaugurazione è prevista il 22 settembre 2017 e, durante la prima fase, personale del negozio e di OrtiAlti fornirà tutto il supporto necessario per la buona riuscita delle coltivazioni e della convivenza.

Una volta a regime, l’orto urbano ospiterà attività di formazione sull’orticultura per scuole e famiglie e una parte della produzione sarà donata alle famiglie in difficoltà, tramite il progetto Fa bene del Comitato Promotore S-Nodi.

Patagonia e l’Employee Activism

Employee Activism: Patagonia, etica e ambiente

Lavoratori Patagonia all’opera in una delle tante iniziative dell’Employee Activism. Photo credits: Bucky Ballou on Patagonia

Fondata nel 1973 in California da Yvon Chouinard, Patagonia è una “azienda attivista” e dal 1996, anno in cui ha iniziato a utilizzare esclusivamente cotone organico per i suoi capi di abbigliamento, è in prima linea per l’affermazione di un modello di moda sostenibile sia sotto l’aspetto ambientale che etico.

L’azienda devolve l’1% dei propri profitti per sostenere organizzazioni ambientaliste in tutto il mondo, aderisce a campagne per la salvaguardia del pianeta, collabora con numerosi partner per rendere sempre più green la filiera produttiva e distributiva e supporta e promuove la responsabilità ambientale e sociale dei suoi dipendenti attraverso l’Employee Activism.

Sotto questo grande cappello trovano posto l’Environmental Internship Program, che permette ai lavoratori di fare volontariato per 2 mesi presso un gruppo ambientalista a loro scelta (percependo normalmente lo stipendio), la Salmon Run, una corsa podistica per raccogliere fondi per enti e società che operano per la salvaguardia del pianeta, e la Bike-to-Work Week, una maratona ciclistica organizzata ogni giugno dai dipendenti per celebrare e incoraggiare il pendolarismo sostenibile.

Inoltre, fino a oggi circa 50 dipendenti hanno contribuito attivamente alla costruzione di una fattoria nella Patagonia del Cile, nell’ambito del progetto Conservación Patagonica per il ripristino del territorio della Valle Chacabuco.


Silvia Artana

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ha conseguito un Master in Divulgazione Scientifica e ha mosso i primi passi nell'editoria occupandosi di scienza e tecnologia. Oggi scrive di moda, bellezza, benessere, lifestyle, cinema e TV per diversi magazine digitali e svolge attività di copywriting e storytelling online e offline.