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Osom Brand: il progetto eco fashion di Patricia Ermecheo

Che cosa succede ai vestiti invenduti delle collezioni di ogni stagione? Quanti abiti usati sono donati in beneficenza e quanti buttati? I capi che finiscono alle associazioni e ai centri di raccolta sono tutti riutilizzati o alcuni vengono scartati? Da queste domande è nato Osom Brand, un marchio e prima ancora un progetto eco fashion creato da Patricia Ermecheo, il cui obiettivo è di impedire che ogni anno migliaia di tonnellate di rifiuti tessili vadano ad accumularsi nelle discariche di tutto il mondo.

La parola d’ordine è “upcycling“, ovvero un processo di recupero e riuso dei materiali che porta alla creazione di nuovi prodotti del valore maggiore di quelli di partenza, tramite una serie di attività e operazioni che comportano un basso consumo di energia e di risorse naturali.

Nel caso di Osom Brand, i tessuti esausti sono trasformati in filati che vengono utilizzati per produrre calze e calzini 100% sostenibili ed etici.

Il progetto Osom Brand

Osom Brand

Il filato “upcycling” di Osom Brand

Osom Brand è stato fondato nel 2016 da Patricia Ermecheo per risolvere il problema dei rifiuti tessili in maniera efficiente, sostenibile ed etica. Il progetto nasce dalla costola di una precedente attività della giovane imprenditrice spagnola, Novafiber, che si proponeva di dare nuova vita ai tessuti esausti (di qualunque tipo) trasformandoli in mobili, moquette, tappeti, materiali isolanti e molto altro ancora.

Partendo dal presupposto che il 99% dei rifiuti tessili può essere recuperato e riutilizzato, Osom Brand intende promuovere nel mondo del fashion un modello di economia circolare, ovvero in grado di rigenerarsi da solo. In parole semplici, l’azienda di Patricia lavora per ridurre lo spreco di materie prime e risorse naturali, recuperando i tessuti esausti per produrre materiali da (ri)utilizzare per realizzare nuovi capi di abbigliamento.

L’intero processo è ispirato ai principi dell’eco fashion, ovvero i rifiuti tessili sono trasformati in filati e prodotti finiti senza l’impiego di acqua e sostanze chimiche, utilizzando l’energia di pannelli solari e garantendo condizioni di lavoro eque alla manodopera.

Per il momento, Osom Brand realizza calze e calzini che sono venduti presso 3 store a Miami (in Florida) e online (solo negli Stati Uniti), ma l’obiettivo di Patricia è di ampliare la produzione e di replicare il modello della sua azienda presso altre realtà del settore della moda.

Il modello produttivo di Osom Brand

Calzini Osom Brand

I calzini di Osom Brand: il modello Cetus

Secondo i dati forniti da Patricia Ermecheo, ogni anno l’industria tessile utilizza 120 trilioni di litri d’acqua e 6 miliardi di kg di pesticidi per la produzione del cotone e riversa nei fiumi 912 miliardi di litri di acque reflue e 26 miliardi di kg di rifiuti tossici.

Il modello produttivo di Osom Brand basato sull’upcycling non ha bisogno del cotone e di conseguenza non usa acqua, né pesticidi. L’acqua non è impiegata neppure nei vari trattamenti di lavorazione e trasformazione dei rifiuti tessili. Inoltre, l’azienda di Patricia non utilizza coloranti, né prodotti chimici e si alimenta a energia solare. Questo protocollo fa sì che Osom Brand sia a basso impatto ambientale e sostenibile.

Ma non solo. L’azienda risponde ai principi dell’eco fashion anche per quanto concerne l’aspetto etico. Alle maestranze sono garantiti condizioni di lavoro sicure, uno stipendio equo e un trattamento rispettoso dei diritti della persona e fornitori e collaboratori sono scelti in base all’osservanza delle medesime linee guida.

Photo credits: Osom Brand


Silvia Artana

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ha conseguito un Master in Divulgazione Scientifica e ha mosso i primi passi nell'editoria occupandosi di scienza e tecnologia. Oggi scrive di moda, bellezza, benessere, lifestyle, cinema e TV per diversi magazine digitali e svolge attività di copywriting e storytelling online e offline.