ECOALF: il brand che salva gli oceani e fa moda con i rifiuti di plastica (e non solo)

L’inquinamento degli oceani è un’emergenza a livello globale. La sempre maggiore quantità di rifiuti di plastica e spazzatura di ogni genere mette a rischio la sopravvivenza non solo dell’ecosistema marino, ma dell’intero pianeta.

L’imprenditore spagnolo Javier Goyeneche ha deciso di affrontare in prima persona e in modo concreto il problema fondando ECOALF, un brand eco fashion il cui obiettivo è quello di creare “la prima generazione di prodotti riciclati con qualità, design e caratteristiche tecniche dei migliori prodotti non riciclati”.

ECOALF realizza giacche, maglie, t-shirt, scarpe e accessori utilizzando le bottiglie in PET e le reti da pesca di nylon che “soffocano” (letteralmente) i mari del mondo, oltre che materiali come lana e cotone di recupero, vecchi pneumatici e fondi di caffè.

Il progetto Upcycling the Oceans

ECOALF Women: giacca

Una giacca della linea ECOALF Women. Photo credits: @ECOALF on Instagram

Il progetto Upcycling the Oceans è il fiore all’occhiello di ECOALF. Inaugurato nel 2015 grazie al sostegno di HAP Foundation (una fondazione privata con focus specifico sulla salvaguardia degli oceani, che supporta le organizzazioni no profit), si propone di recuperare i rifiuti di plastica che stanno distruggendo l’ecosistema marino e di trasformarli in filati di alta qualità. Per riuscirci, ECOALF ha lavorato per anni alla ricerca e sviluppo di tecnologie all’avanguardia e si è affidata a coloro che più di tutti conoscono gli oceani: i pescatori.

Upcycling the Oceans ha preso il via in Spagna e inizialmente ha potuto contare su 9 porti di pesca delle regioni di Castellón e Alicante. Poi, nel 2016, ha visto l’adesione di altri 19, situati nei territori di Girona, Barcelona, Tarragona e Valencia, per un totale di 441 pescherecci coinvolti e 65 tonnellate di spazzatura recuperate. Ma l’obiettivo di ECOALF (supportato dalla omonimo ECOALF Foundation) è di esportare il progetto in tutto il mondo.

Un traguardo tutt’altro che impossibile da tagliare, anche grazie alla semplicità e alla funzionalità del modello.

I pescatori si occupano dei primi due step, che consistono nel raccogliere i rifiuti di plastica che incontrano in mare e nel depositarli in appositi contenitori presenti nei porti. Ogni 15 giorni, tali contenitori vengono svuotati e il loro contenuto è portato ai centri di raccolta, dove le bottiglie in PET sono separate dall’altra spazzatura di plastica. Quest’ultima viene avviata al riciclo tradizionale, mentre le prime sono trasformate in pellet di 3 – 6 mm attraverso un sofisticato processo di polimerizzazione.

I seguito, i pellet sono lavorati da ECOALF fino a ottenere filati di alta qualità, che vengono utilizzati per realizzare tessuti con le medesime proprietà di quelli che si ottengono da materie prime non riciclate.

Oltre a salvaguardare gli oceani, l’intero ciclo consente un risparmio di acqua ed energia del 20% e del 50% rispetto alle tecniche di produzioni tradizionali ed è il 60% meno inquinante. Un esempio di responsabilità ambientale davvero interessante.

Fashion è… reti da pesca, pneumatici e fondi di caffè

ECOALF Men: t-shirt

Una t-shirt della linea ECOALF Men. Photo credits: @ECOALF on Instagram

ECOALF non recupera solo le bottiglie in PET. Per produrre le sue collezioni (in vendita online, nel flagship store di Madrid e in 430 negozi nel mondo), il brand eco fashion di Javier Goyeneche ricicla anche rifiuti di cotone e di lanareti da pescavecchi pneumatici e fondi di caffè (con i quali realizza un tessuto morbido, leggero, traspirante e water resistant).

La raccolta delle reti da pesca che finiscono perdute in mare e degli pneumatici (che spesso sono “smaltiti” proprio sui fondali) rientra in modo diretto nelle attività per la salvaguardia degli oceani e, insieme al riutilizzo delle fibre tessili naturali arrivate per vari motivi alla fine del loro ciclo vitale e dei fondi di caffè di una conosciuta catena di ristoranti, contribuisce in modo globale alla salvaguardia del pianeta e delle sue (limitate) risorse naturali.

A dimostrazione del fatto che un nuovo modello di moda eco sostenibile non solo è possibile, ma è anche fashion. Proprio come nel caso di Osom Brand di Patricia Ermecheo, un altro marchio spagnolo che ha a cuore l’ambiente e che realizza capi di abbigliamento belli, glamour e di alta qualità.


Silvia Artana

Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ha conseguito un Master in Divulgazione Scientifica e ha mosso i primi passi nell'editoria occupandosi di scienza e tecnologia. Oggi scrive di moda, bellezza, benessere, lifestyle, cinema e TV per diversi magazine digitali e svolge attività di copywriting e storytelling online e offline.