Vaniglia, il profumo dei nostri dolci e non solo…

Fra tutti gli aromi che rallegrano gli ambienti delle nostre cucine (provate per esempio il croccante di riso o la Red Cake), uno dei più consueti e graditi è senza dubbio la vaniglia, diventata nella sua secolare storia un ingrediente importante per un gran numero di preparazioni dolci, nonché un alimento naturale dalle proprietà nutritive importanti e molteplici. La vaniglia “alimentare” è, come è noto, il frutto – o più comunemente baccello – della omonima pianta, Vanilla planifolia, che è una particolare tipologia di orchidea la cui origine si situa nel golfo del Messico.
Il nome vaniglia deriva dal latino e significa per l’appunto guaina, baccello e, caso piuttosto raro nella normalmente variegata fantasia della semantica, la sua denominazione rimane simile anche in lingue dalla radice idiomatica assai diversa tra loro e in genere piuttosto eterogenee, andando infatti dal francese vanille al polacco wanilla e perfino allo svedese vanilj.
La coltivazione della vaniglia a scopi alimentari è piuttosto complessa e delicata e richiede un clima caldo e umido. La sua impollinazione, che in natura è assicurata dalla azione degli insetti, nelle colture estensive richiede una particolare tecnica manuale che prevede un singolo intervento per ogni singola pianta. Proprio l’invenzione di questa tecnica sta alla base della reputazione e della pregiatezza della vaniglia di qualità Bourbon

vaniglia di Bourbon

 

La vaniglia di Bourbon

Réunion, soprannominata anche Bourbon in onore della casa reale francese Borbone, è un’isola nell’Oceano Indiano non lontana dal Madagascar e dalle Mauritius. Attualmente fa parte dei territori d’Oltremare Francese. Qui nel 1841, un giovane schiavo dodicenne che si chiamava Edmond, si inventò un metodo di impollinazione che permise finalmente di coltivare la vaniglia anche lontana dal suo luogo di origine. Il Messico, infatti, aveva avuto fino ad allora il monopolio della produzione della spezia già molto apprezzata in Europa, con le evidenti difficoltà di reperimento nel Vecchio Mondo che si possono immaginare. Grazie a questo, l’isola di Bourbon divenne il primo centro produttivo di vaniglia del mondo e tuttora ne è considerata l’origine più pregiata. Nel 1880 alcuni coltivatori di Réunion portarono la vaniglia e la loro tecnica produttiva in Madagascar. La grande isola a est delle coste dell’Africa divenne così il primo produttore mondiale di vaniglia, primato che ancora oggi mantiene nonostante la concorrenza serrata dell’Indonesia.

La vaniglia e i dolciLe proprietà della vaniglia

La vaniglia era nota nel diciottesimo secolo soprattutto come afrodisiaco e utilizzato in tal senso anche dalla medicina dell’epoca, in caso di problematiche facilmente immaginabili. Al di là di questa nomea, in parte sconfessata dalla ricerca moderna, la vaniglia grazie soprattutto al suo componente fondamentale, la vanillina, che peraltro è il responsabile anche del suo aroma così gradevole e gradito, si è invece rivelata in possesso di proprietà antidepressive e rilassanti grazie alla sua capacità di agire direttamente sul sistema nervoso centrale. Per questo motivo, la vaniglia si è rivelata anche uno strumento utile per combattere l’insonnia. È inoltre un potente antiossidante contribuendo efficacemente al contrasto da parte dell’organismo dei radicali liberi e possiede capacità di attenuazione e controllo sulle infezioni. Infine, ultimamente diversi studi scientifici ne hanno evidenziato la capacità antitumorali.

 

Photo Credit: David Monniaux


Anna Invernizzi

Con cinque figli non ci si annoia mai, ma dove lo trovo il tempo di scrivere? Semplice: basta avere passione, curiosità, inventiva e… un marito molto paziente!