Tacchino Thanksgiving, tra ricette e tradizione

Quando si pensa al Giorno del Ringraziamento o, come noto negli Stati Uniti d’America e in Canada (i due luoghi principali in cui si celebra questa festa), al Thanksgiving day, si pensa subito a un enorme tacchino ripieno. Ma cos’è realmente questa giornata e perché si celebra? E cos’è il tacchino del Thanksgiving? Se lo chiedi a un bimbo americano o canadese ti risponderà prontamente, ma in Italia il significato profondo della festa spesso sfugge.

Thanksgiving Day, la storia di una festa

dipinto primo pranzo del ringraziamento

Un bel dipinto intitolato: “The first Thanksgiving, 1621, Pilgrims and natives gather to share a meal”, del pittore Jean Louis Gerome Ferris, 1932

Si narra che tutto ebbe origine un giorno di settembre del 1621. I protagonisti della nostra storia sono i così detti Pilgrim Fathers, i Padri Pellegrini (denominazione più tarda, dato che loro stessi si definivano I Santi), una comunità cristiana che veniva perseguitata in Inghilterra per le sue tendenze un po’ troppo integraliste.

Quel giorno di autunno i 102 Padri Pellegrini decisero di salpare alla volta del Nuovo Mondo per cercare una nuova patria in cui professare liberamente la loro religione. Imbarcatisi sulla celebre nave Mayflower i 102 futuri coloni giunsero, dopo un viaggio transatlantico lungo e periglioso durante il quale alcuni persero la vita, a Cape Cod, nella Baia di Hudson.

francobollo Mayflower

Una rappresentazione della nave “Mayflower”, l’imbarcazione che condusse i Padri Pellegrini nel Nuovo Mondo

Si dice che, nell’ottica di impiantare una nuova colonia, i Padri Pellegrini avessero portato con sé alcune sementi delle principali piante da raccolto necessarie al sostentamento di tutti i partecipanti alla spedizione. Tuttavia, forse a causa del trasporto via mare che aveva danneggiato i semi, le piante, seminate nel luogo dove oggi sorge la città di Plymouth in Massachussets, non attecchirono o comunque non diedero abbastanza frutti per il sostentamento della comunità e quindi fu un magro inverno quello tra il 1621 e il 1622 per i nuovi coloni, dei quali molti perirono di fame.

La zona della baia del fiume Hudson non era disabitata come si pensava al momento di organizzare la spedizione, tutt’altro, ma questa fu, per la sopravvivenza dei coloni, una circostanza fondamentale. La tribù di nativi denominata Wampanoag abitava la zona e, benché ci siano notizie riguardo a dei contatti iniziali tutt’altro che pacifici tra Indiani e anglosassoni, fu proprio questo popolo di nativi che permise ai Padri Pellegrini di sopravvivere. Infatti, gli Indiani mostrarono a William Bradford, uno dei capi della spedizione, e agli altri coloni le piante autoctone da coltivare, il granturco in primis, ma anche la zucca e altri ortaggi, per poi cacciare per loro il grande tacchino americano.

A quel punto i coloni, i quali (grazie ai nuovi raccolti, al tacchino e ad altri prodotti della terra e del mare che la tribù indigena aveva insegnato loro a coltivare o a raccogliere) erano sopravvissuti e avevano iniziato a prosperare, indissero un giorno di ringraziamento a Dio, a loro modo di vedere il vero responsabile della loro salvezza; e ne avevano da ringraziare! Ma senza l’aiuto degli Indiani non saremmo qui oggi a parlare di loro. Fu quindi doveroso l’invito al banchetto celebrativo da parte dei coloni che vollero dividere quello che è considerato il primo pranzo del ringraziamento con la tribù di nativi che li aveva salvati.

Da quella prima giornata di ringraziamento a Dio per il sostentamento ricevuto, la festa iniziò a diffondersi. Ma gli americani non festeggiarono la festa in una data congiunta fino al 1777 e fu solo nel 1789 che George Washington indisse una festa per tutti gli stati membri. Poi, verso la metà del XIX secolo la festa era diffusa in tutti gli Stati e tra tutti gli strati sociali.

Thanksgiving, come si vive la festa oggi

collage parata newyork Giorno del ringraziamento

Due immagini di una delle parate per il Thankgiving Day a New York con due dei carri allegorici preparati per l’occasione

Al di là della storia che narra le origini di questa celebrazione, quello che oggi salta all’occhio di colui che, da straniero, si trovi a vivere il Thanksgiving Day in America è l’atmosfera. Non mi è mai capitato di poter vivere questa esperienza direttamente, ma dai racconti di coloro che si sono trovati in uno qualsiasi dei cinquanta Stati Uniti d’America, il quarto giovedì di novembre (ecco la data in cui si celebra la festa) è chiaro che si respira un’aria diversa, un profumo di amor patrio e fratellanza.

Stiamo parlando di una festa che incarna l’essenza stessa dell’essere Americani, il fulcro di una nazione che si è creata dal nulla proprio grazie allo spirito di avventura di uomini come William Bradford e i suoi Padri Pellegrini, il cuore dell‘American Dream. Si tratta di una delle pochissime feste assolutamente e solamente americane, di una giornata in cui si respira l’anima dell’amore per la patria, lo spirito dell’unione e la gioia di far parte di un popolo.

I giovani ragazzi americani, per tutto il resto dell’anno dispersi sull’enorme continente, ciascuno a frequentare un college diverso e tutti accomunati dalla lontananza dalla propria casa, ritornano tra le braccia dei loro cari in questa solenne giornata di festa.

La tradizione del tacchino alla Casa Bianca

Il Presidente degli Stati uniti d’America, alcuni giorni prima del Giorno del Ringraziamento, riceve in dono dalla National Turkey Federation una coppia di tacchini e dal 1963 in poi, questi buffi uccelli non vengono cucinati dai cuochi della Casa Bianca come avveniva prima di questa data, ma sono i protagonisti di una singolare tradizione: la grazia del tacchino presidenziale.

I due tacchini diventano delle mascotte della festa e tutti gli Americani sono chiamati a votare i nomi con cui battezzarli. Uno dei due poi (l’altro viene graziato per ovviare all’eventualità in cui uno dei due tacchini non arrivi vivo al Thanksgiving day), dopo aver viaggiato in prima classe su un volo della American Airlines da Washington a Los Angeles (quanto tengono gli Americani a questa festa!), sfila in testa alla parata che si tiene nel celebre parco di divertimenti di Disneyland. Ma, oltre che a Los Angeles, anche in ogni altra città degli States si tengono parate pubbliche e celebrazioni immense con fuochi d’artificio e carri allegorici.

Il pranzo del Thanksgiving Day

pranzo del Thanksgiving Day

Il tradizionale pranzo del Ringraziamento con tacchino arrosto, patate dolci, granturco, salsa di cranberry

E poi naturalmente c’è il pranzo. Le famiglie americane, di ogni ceto sociale, si riuniscono attorno ad un tavolo, invitano i parenti, gli amici, i vicini di casa e alcuni conoscenti bisognosi di aiuto e di un pasto caldo e consumano il pranzo dei pranzi attorno ad una tavola imbandita con i prodotti che salvarono dalla fame i primi coloni del Massachussets: tacchino americano farcito, pannocchie di granturco, patate dolci americane, marmellata di cranberries e zucca in tutte le forme e molto altro ancora.

Prima del pasto, a turno, i partecipanti esprimono ad alta voce un pensiero di ringraziamento per qualcosa di significativo di recente avvenuto. Alla fine del pasto, si celebra poi la singolare tradizione della rottura delle ossa del tacchino: spezzare un osso del tacchino sembrerebbe portare fortuna!

Ma il Giorno del ringraziamento è anche una giornata dedicata allo sport americano per eccellenza: il Football. Contrariamente a ciò che avviene in Italia, in cui nei giorni di festa si ferma tutto, persino il campionato di calcio, negli Stati Uniti, in tutte le feste che si rispettino (e il Thanksgiving naturalmente non fa eccezione) si giocano i match fondamentali. Dopo il grande pranzo, quindi, ogni Americano che si rispetti rimane incollato davanti alla partita e tifa la sua squadra preferita.

Thanksgiving Day, Canada

collage tavola imbandita thanksgiving canada, cornucopia

A sinistra una bella tavola imbandita con i piatti che tradizionalmente si cucinano in Canada per il Giorno del Ringraziamente. A destra la Cornucopia, uno dei simboli dell’abbondanza utilizzato anche come simbolo del Thanksgiving Day canadese

La tradizione della festa del ringraziamento, nonostante sia made in USA, si è diffusa ed è celebrata ancora oggi anche in Canada. La storia narra che si sarebbe diffusa in Canada grazie ad alcuni soldati che cercarono la salvezza nel profondo nord durante la guerra civile americana. Questi soldati portarono naturalmente con loro cultura e tradizioni e fecero in modo che la allora giovane consuetudine di festeggiare un giorno di ringraziamento a Dio per la salvezza e il raccolto si diffondesse anche nel nuovo territorio da loro abitato.

A partire dal 1879 la giornata di ringraziamento venne celebrata, nelle zone del Canada di lingua e tradizione anglosassone, ogni anno ma in data variabile e con un tema speciale ogni volta. Il tema principale rimaneva sempre il ringraziamento per un abbondante raccolto che permettesse di superare il rigido inverno canadese, ma di tanto in tanto vi si aggiungevano altri temi secondari come ad esempio le nozze d’oro o di diamante della regina inglese Vittoria o l’incoronazione di re Edoardo VII.

La data in cui si celebra oggi il Thanksgiving Day in Canada è tuttavia diversa rispetto a quella tradizionale americana: negli Stati Uniti il giorno del ringraziamento si celebra il quarto giovedì di novembre, in Canada invece, a partire dal 1957, la festa nazionale è fissata per il secondo lunedì di ottobre. Questa differenza ha naturalmente una motivazione storica: dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino al 1930 il giorno dell’Armistizio che pose fine alla guerra e la festa del giorno del ringraziamento vennero celebrate entrambe il lunedì più vicino all’11 di novembre (anniversario della fine ufficiale delle ostilità della Grande Guerra). Ma nel 1931 il giorno dell’Armistizio venne rinominato giorno della Rimembranza e il Giorno del Ringraziamento venne invece spostato ad un lunedì di ottobre. Solamente dal 1957 però venne scelto il secondo lunedì di ogni ottobre per celebrare questa importante festività.

A parte queste piccole differenze, il pranzo e le tradizioni canadesi per questa giornata non si discostano di molto da quelle americane.

Thanksgiving day: ricetta del tacchino ripieno

tacchino arrosto

Una splendida immagine del piatto protagonista del Thanksgiving Day, il tacchino arrosto ripieno

Ogni madre americana possiede la sua personale e assolutamente segreta ricetta del tacchino ripieno. Ogni farcitura è gelosamente custodita dalla matriarca della famiglia e trasmessa in gran segreto alle discendenti. Possiamo quindi fornire una ricetta per la preparazione del tacchino ripieno del Thanksgiving Day, ma si tratterà solamente di una delle miriadi di versioni dello stesso piatto, anche se certamente una variante molto gustosa.

Ingredienti

-Un tacchino di grandi dimensioni (a seconda del numero di invitati variare le dimensioni);

-1 kg di castagne, già pulite e stufate;

-1/2 kg di pane raffermo o fette biscottate;

-150 g di burro;

-1 cipolla, 1 carota, 1 sedano intero, 1 limone;

-una manciata di rametti di timo, rosmarino, prezzemolo e maggiorana (la quantità può variare a seconda del gusto);

-1 bicchiere di vino bianco;

-2 bicchieri di brodo vegetale.

Preparazione

Iniziate lavando accuratamente la carne del tacchino all’esterno e all’interno, poi asciugatela bene con un panno asciutto e pulito. A questo punto tagliate il limone e spremetene metà nello spremi agrumi, cospargete l’interno del tacchino con il succo del limone e strofinatene l’esterno con la buccia e la polpa dell’altra metà.

Tagliate finemente la cipolla, la carota e il sedano. Prendete poi una padella antiaderente, fate sciogliere il burro a fuoco basso per evitare di farlo bruciare, alzate poi la fiamma dopo avervi versato prima il sedano, poi la carota e infine la cipolla (hanno tempi di cottura diversi). Quando le verdure saranno belle dorate, tenendo la fiamma alta sfumate il soffritto con il bicchiere di vino bianco. Attendete alcuni secondi, finché sarà evaporato l’acool, e versatevi le castagne, già pulite e stufate. A questo punto tritate il pane raffermo e versatelo nella padella. Alla fine aggiungete le erbe aromatiche, un pizzico di sale e di pepe e lasciate cuocere a fuoco lento e con il coperchio per tre, quattro minuti.

Una volta raffreddato il composto di castagne, pan grattato e verdure, usatelo per farcire il tacchino. Rimpitelo molto bene senza lasciare spazi vuoti e premendo con la mano il composto perché riempia ogni spazio vuoto. A questo punto con un ago da cucina e dello spago da cucina cucite la pelle in mdo da chiudere perfettamente l’apertura. Prendete le cosce del tacchino e legatele insieme con lo spago (servirà a tenerle in posizione eretta per favorirne la cottura e migliorare la presentazione).

Ponete il tacchino in una teglia capiente e dai bordi alti, salate, pepate e oliate la parte esterna del tacchino e versate un bicchiere di brodo vegetale irrorandolo completamente. Riscaldate il forno a 180 gradi e, una volta raggiunta la temperatura, infornate il tacchino. Dovrà cuocere per circa un’ora, ma, di tanto in tanto, consiglio di irrorarlo con del brodo vegetale per ammorbidire e insaporire la carne.

Abbiamo compiuto un viaggio all’indietro nel tempo di circa quattro secoli scoprendo l’origine antica della festa del Thanksgiving Day, abbiamo esplorato la tradizione e l’atmosfera della festa come la si vive oggi in USA e in Canada, vi abbiamo fornito una gustosa ricetta per preparare l’autentico tacchino del giorno del Ringraziamento, adesso non vi resta che riunire la famiglia, preparare il celebre piatto della festa americana seguendo i miei consigli (e magari accompagnandolo con delle ottime patate dolci al forno), e godervi un pranzo in famiglia ringraziando anche voi per tutto ciò che di buono avete ricevuto quest’anno e sentendovi anche voi, per una giornata, un po’ più buoni verso il prossimo e (perché no?) condividendo il sogno americano in formato festivo.


Nicolò Ferrarese

Insegnante di lingue antiche, scrittore in erba, web writer e amante di ogni forma di cultura. Appassionato amante della Storia e della cultura degli antichi Greci e Romani.