La salvia: una pianta sacra per i Romani e portentosa per i Galli

Se entriamo in una cucina e siamo “investiti” da un aroma fresco e armonioso, intenso eppure delicato, probabilmente abbiamo “incrociato” un po’ di salvia. Questa pianta officinale che nasce spontaneamente nelle zone del Mediterraneo, è infatti da sempre conosciuta e utilizzata in cucina e associata, non soltanto nella cultura occidentale ma anche in Medio Oriente, alla preparazione della carne: dal montone persiano ai saltimbocca alla romana, la salvia è uno degli aromatizzatori per eccellenza delle pietanze a base di carne, anche se non si disdegna il suo utilizzo in preparazioni diverse, come nella stagionatura di diversi formaggi o la presentazione di primi piatti di grande effetto come quelli “al burro e salvia”. Ma se la notorietà culinaria della salvia è comune in quasi tutte le culture e certamente conosciuta anche a chi in cucina entra solo per assaggiare o aprire il frigorifero, meno note sono forse le sue proprietà officinali, cosmetiche e terapeutiche che ne fanno, da sempre, uno degli ingredienti “cardine” della medicina tradizionale e dell’erboristeria.

La Salvia Officinalis e le sue proprietà

Salvia Officinalis

Salvia Officinalis

Innanzitutto, va chiarito che la pianta che comunemente indichiamo come “salvia” è il realtà la cosiddetta Salvia Officinalis, ovvero una delle circa mille specie che appartengono al genere della salvia che comprende a sua volta un vasto gruppo di piante odorose della famiglia delle Lamiacee, la stessa a cui appartengono anche il timo o la menta. Il nome stesso “salvia” ne descrive la considerazione di cui godeva presso gli antichi: deriva infatti dal romano “salus”, la stessa radice da cui è discesa la parola “salute” ed il verbo “salvare”. Da sempre, dunque, a questo piccolo arbusto dalle foglie feltrose al tatto, sono riconosciute notevoli proprietà curative: gli Egizi e i Galli la ritenevano in grado di curare qualunque malattia, mentre presso i Romani era considerata addirittura una pianta sacra e doveva essere colta con un rituale particolare che prevedeva di indossare una tunica bianca, di tenere i piedi scalzi ma ben lavati precedentemente e di non usare assolutamente strumenti di ferro per recidere le foglie. Al di là di questi aspetti folkloristici e delle supposte miracolose proprietà che la moderna scienza ha riportato nella giusta prospettiva, è indubbio che la salvia abbia diverse caratteristiche molto interessanti che ne fanno una pianta di grande interesse in erboristeria: è infatti un antisettico, un potente digestivo e ha effetti calmanti. È in grado di contribuire alla regolazione del sistema ormonale e per tutte queste proprietà è indicata soprattutto per il contenimento degli “effetti collaterali” del ciclo mestruale e della menopausa, in particolare per alleviare le tipiche vampate di calore.

Una pianta salutare ma da usare con parsimonia

Inoltre, la salvia è largamente utilizzata in cosmetica come “fissatore” per i profumi e, altrettanto spesso, nella preparazione di dentifrici e prodotti per l’igiene orale grazie alle sue benefiche influenze sulle gengive e sullo smalto dei denti. Last but not least, è assai apprezzata anche come pianta ornamentale. La salvia, dunque, può essere considerato un alleato importante del nostro organismo, ma è importante sapere che il suo consumo non deve essere eccessivo: essa contiene infatti una sostanza, il tujone, che se assunto a dosi massicce ha effetti tossici. Tale fatto spiega anche il motivo per cui la salvia sia utilizzata in cucina come aromatizzante ma non, per esempio, per la preparazione di insalate come, dal punto di vista organolettico, sarebbe effettivamente possibile. Naturalmente, il “normale” utilizzo culinario della salvia è ben al di sotto dei “livelli di guardia” nell’assunzione del tujone indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi niente paura!

Salvia Officinalis

Salvia Officinalis

Photo Credit: Petar43


Anna Invernizzi

Con cinque figli non ci si annoia mai, ma dove lo trovo il tempo di scrivere? Semplice: basta avere passione, curiosità, inventiva e… un marito molto paziente!