Ecco come la musica influenza la percezione del cibo

Vi è mai capitato di ascoltare la vostra canzone preferita dopo una giornata faticosa e sentirvi subito meglio? Logico, la musica infatti influenza il nostro umore e le nostre sensazioni agendo direttamente su una parte specifica del cervello. Questo, direte, lo sapevamo già, ma forse non sapevate che oltre al nostro umore la musica è in grado di influenzare anche la percezione che abbiamo del cibo.

A svelarlo una ricerca dell’Università dell’Arkansas, negli Stati Uniti, che ha evidenziato come il genere musicale che ascoltiamo mentre assaporiamo qualcosa, sia in grado di modificare il modo in cui percepiamo i sapori. La ricerca ha coinvolto 99 volontari che hanno consumato alimenti associati ad alcune tipologie di emozioni, come per esempio il cioccolato e il latte, e altre che di solito non suscitano nessuna emozione, come i peperoni. Mentre consumavano queste pietanze nella stanza c’era un sottofondo di musica classica, hip hop, jazz oppure rock.

I risultati dello studio, che sono stati pubblicati sulla rivista Appetite, hanno dimostrato come i diversi generi musicali siano in grado di variare sia la gradevolezza che il sapore dei cibi. A esempio la musica jazz rende esalta il sapore del cioccolato, mentre lo stesso non accade con i peperoni. Dunque l’ambiente acustico svolge un ruolo importante nel modo in cui ci rapportiamo al cibo. Ci può permettere per esempio di mangiare più velocemente oppure ci lascia un senso di fame, modifica la piacevolezza degli alimenti e addirittura, secondo gli studiosi, trasforma in qualcosa di speciale anche il cibo più normale. Tutti sappiamo come un bel sottofondo musicale sia l’ideale per rendere piacevole qualsiasi pasto, ma, a quanto pare, non esiste una musica ideale e valida per tutti. Per ogni persona infatti esisterebbe una melodia particolare, il giusto insieme di note in grado di rendere migliore qualsiasi ricetta e – perché no – anche il resto del mondo.

 

Nell’immagine un quadro di Claesz Pieter dal titolo Natura morta e strumenti musicali (1623)


Valentina Vanzini

Ironica e autoironica, romana Doc, ho una laurea cum laude in Informazione e Sistemi Editoriali e un master in Didattica della Shoah, ma soprattutto una passione sfrenata per la scrittura. Dopo uno stage all’ufficio stampa del Ministero dell’Agricoltura, ho collaborato con “Quale Computer”, tenendo una rubrica sulle nuove tecnologie e le app, e con diversi magazine online. Attualmente sto per pubblicare una serie di articoli sulla rivista internazionale della Fondazione Auschwitz di Bruxelles. Adoro i romanzi rosa (ma non sono romantica!), gli animali e sono un’esperta nel settore beauty, food e lifestyle.